NDUSTRIE IN CRISI

Crisi Marsica, Fiom: «servono idee per non sprecare le poche risorse»

Il sindacato chiede di rendere operativa la legge 40

Redazione Pdn

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Crisi Marsica, Fiom: «servono idee per non sprecare le poche risorse»




AVEZZANO. Sabato scorso presso il Castello Orsini di Avezzano si è tenuta l'iniziativa promossa dalla Fiom della provincia di L’Aquila sulla crisi della Marsica a partire dal settore metalmeccanico.
Alle proposte avanzate dal sindacato, attraverso un documento, si sono aggiunti i contributi da parte dei lavoratori, delle imprese, delle associazioni di categoria, dalle istituzioni locali e regionali.
Quanto emerso dal dibattito sarà sintetizzato in un documento e consegnato al gruppo di lavoro dei sindaci della Marsica, che hanno il compito di discutere con la Regione i provvedimenti da mettere in atto. Per la Fiom «questo è solo l'inizio di un percorso volto ad evidenziare la drammaticità della crisi del territorio marsicano».
La crisi del territorio marsicano irrompe nella crisi più generale dell’intera . Il territorio che per anni è stato il volano dell’intera provincia e anche in parte della regione Abruzzo, da qualche anno sta segnando il passo. Negli ultimi anni il ricorso massiccio all’utilizzo degli ammortizzatori sociali e le chiusure di aziende storiche della Marsica hanno prodotto un vero e proprio disastro occupazionale. Solo negli ultimi sei mesi, nel settore metalmeccanico si sono persi più di 300 posti di lavoro, senza contare che dal 2012 quasi tutte le aziende metalmeccaniche hanno attivato processi di ammortizzatori sociali che coinvolgono una popolazione di circa 2500 lavoratori.
«L’entrata in crisi della Marsica, purtroppo», ha denunciato la Fiom, «va contestualizzata anche rispetto alle modifiche intervenute nella legislazione sul lavoro e in modo particolare sugli ammortizzatori sociali. Infatti, a differenza di quanto accadeva in passato, oggi quando un’azienda entra in un percorso di Cessazione o di procedura Concorsuale non ha più la possibilità di utilizzare la Cassa Integrazione come avveniva prima della legge Fornero». Queste limitazioni introdotte nella Legge producono immediatamente un processo di licenziamento dei lavoratori con un percorso sensibilmente ridotto di sostegno al reddito.
Così chiudono aziende storiche (Presider, Maccaferri e Cartiera Burgo), che hanno contribuito in modo determinante all’economia del nostro territorio e più in generale dell’intera regione.

«Questo vuol dire», ha sottolineato la Fiom, «che l’assenza di idee e di capacità progettuale ha privato le imprese di strumenti concreti per affrontare la crisi più devastante degli ultimi anni. Un esempio su tutti: come è possibile assistere alla chiusura della Presider con il cantiere edile più grande d’Europa a soli 30 minuti d’auto?»
Secondo la Fiom il primo passo da fare «a beneficio di tutto il territorio abruzzese» è quello di rendere operativa in tutte le sue parti la legge 40 della Regione Abruzzo. «Vanno attivati tutti gli strumenti previsti nella legge a partire dai Contratti d’Area, uno strumento che potrebbe tornare utile al territorio marsicano. Una delle principali cause che hanno visto le aziende marsicane segnare il passo è stata la difficoltà di accesso al credito, che ha aggravato l’aspetto finanziario delle imprese stesse provocandone la chiusura o il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali. Vanno resi operativi e funzionanti gli organismi previsti dall’Accordo di Programma per lo sviluppo locale dell’Abruzzo Interno, istituendo un’Agenzia di Sviluppo Locale capace di coordinare gli strumenti di finanziamento, raccogliere e analizzare progetti e proporne di nuovi. Prima ancora di cercare e trovare fonti di finanziamento, è importante avere delle idee e dei progetti realizzabili in modo da non sprecare le già esigue risorse di cui si può disporre». 

Secondo la Fiom l’Agenzia di Sviluppo Locale potrebbe trovare collocazione nell’Incubatore di aziende presente nel Nucleo Industriale, praticamente abbandonato e di proprietà della Regione Abruzzo.
Un discorso a parte, sempre secondo il sindacato, riguarda il funzionamento del Polo ICT, che vede come capofila K-Unit: «tale Polo può diventare uno strumento fondamentale, non solo per le aziende che ne fanno parte, ma anche come soggetto trainante per stimolare le proposte di attività per nuove Start-Up o per selezionare e valutare la fattibilità di nuove proposte».
La Fiom chiede che venga richiesta immediatamente la convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico dell’incontro di verifica su LFoundry in modo da capire che fine hanno fatto gli impegni presi dalle parti stipulanti l’accordo. «Ad oggi gli impegni assunti dalla Regione e dalla Provincia sono lettera morta».
«Lo strumento del Microcredito», insiste il sindacato, «va potenziato attraverso un percorso prioritario della Marsica all’interno del Fondo Rotativo finanziato dalla UE e gestito da Abruzzo Sviluppo. I Fondi della Fira, così come i fondi Rotativi del Microcredito, possono essere messi a disposizione per finanziare altri interventi da prevedere nel Contratto d’Area».
Per quanto riguarda le aziende che manifestano la volontà ad investire nella Marsica, secondo il sindacato «va stipulato un accordo con la Cassa Depositi e Prestiti e con Invitalia, per sostenere tali iniziative attraverso un percorso facilitato che limiti al massimo le lungaggini burocratiche».