LA PROTESTA

Sicurezza: Polizia, Forestale e Vigili del Fuoco martedì in sciopero per 3 ore

Sit in di protesta a Roma: «siamo allo stremo»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1452

Sicurezza: Polizia, Forestale e Vigili del Fuoco martedì in sciopero per 3 ore





ABRUZZO. Polizia, polizia penitenziaria, vigili del fuoco e Forestale protestano ormai da mesi per lo sblocco degli stipendi e del tetto salariale. Il blocco messo per arginare la crisi economica era fissato per un triennio 2011/2013 poi prorogato anche a tutto il 2014 e c’è l'intenzione di prorogarlo di un ulteriore anno.
Agli operatori della pubblica sicurezza e soccorso pubblico della Consulta Sicurezza non convincono le rassicurazioni del Governo che dichiara di aver trovato le risorse per il tetto retributivo e dunque martedì 23 settembre incroceranno le braccia per 3 ore e il 24 Settembre saranno in piazza santi Apostoli a Roma. 

«Il 23 settembre ci asterremo per tre ore dalle 11.00 alle 14.00 dal lavoro, organizzando assemblee, nel rispetto delle norme,  in modo capillare con il personale negli Uffici e Reparti di appartenenza in tutto l’Abruzzo», confermano Giampaolo Guerrieri, Giuseppe Ninu, Gerardo Boccia e Conti Luigi, Segretari Regionali dell’Abruzzo rispettivamente del Sap, Sappe, Sapaf e Conapo, i Sindacati Autonomi di Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale e Vigili del Fuoco.
«Ci asterremo per tre ore dalle 11.00 alle 14.00 dal lavoro, organizzando assemblee, nel rispetto delle norme,  in modo capillare con il personale negli Uffici e Reparti di appartenenza in tutto l’Abruzzo», confermano Giampaolo Guerrieri, Giuseppe Ninu, Gerardo Boccia e Conti Luigi, Segretari Regionali dell’Abruzzo rispettivamente del Sap, Sappe, Sapaf e Conapo, i Sindacati Autonomi di Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale e Vigili del Fuoco.
«Diciamo basta», commenta Giancarlo Manes del Sap Polizia di Stato, «siamo allo stremo
delle forze se non si troveranno risorse oltre che per lo sblocco economico anche per i capitoli di spesa per automezzi, carburanti, vestiario potremmo non riuscire a garantire la totale sicurezza dei cittadini, riusciamo a farlo ancora grazie al nostro spirito di abnegazione».
«Chiediamo al Governo di scoprire le carte perchè non tolleriamo essere nuovamente traditi da promesse non mantenute», contesta invece Mario Tuzi del Sappe polizia penitenziaria. «I tagli lineari fatti alla pubblica amministrazione non possono essere fatti indistintamente, il nostro è un lavoro particolare dove la soglia di attenzione deve essere altissima e con questi tagli si espone il nostro personale a maggiori rischi».

«A tutto questo», aggiunge Danilo Aceto del Sapaf della Forestale, «per noi pende una Spada di Damocle sulla testa di tutti i circa 7500 forestali d'Italia e cioè quella del riordino della Pubblica Amministrazione unito all'ormai noto accorpamento dei Corpi di Polizia. Il Governo non ha ancora le idee chiare sul da farsi. Tra le possibili soluzioni, presentato come un "taglio" delle spese, c'è quello della soppressione del Corpo Forestale dello Stato senza la chiara indicazione di quale altro organo dello Stato assolverebbe alle funzioni di Polizia Ambientale ed Agroalimentare, peculiarità genetiche e proprie del CFS».
«Noi della Consulta sicurezza», continua Giampaglione Giuseppe del Conapo Vigili del Fuoco, «non abbiamo semplicemente chiesto lo sblocco degli stipendi e del tetto salariale fermi a 5 anni fa, abbiamo dato anche le linee di indirizzo per il reperimento delle risorse economiche attraverso l'accorpamento delle polizie regionali e provinciali l'unificazione dei dipartimenti di pubblica sicurezza e soccorso pubblico sotto il Ministero dell'Interno e l'unificazione dei numeri di emergenza, cosa che farebbe risparmiare circa 2 miliardi di euro all'anno. Per noi Vigili del Fuoco il solo sblocco del tetto retributivo porta nelle nostre tasche meno di 20 euro al mese e dunque chiediamo a forte voce anche lo sblocco stipendiale».