L'INCHIESTA

Sequestrata villa del sindaco di Ocre. «Truffa ai danni del Comune e abuso edilizio»

Inchiesta per truffa ai danni del Comune

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3981

Sequestrata villa del sindaco di Ocre. «Truffa ai danni del Comune e abuso edilizio»

Fausto Fracassi




L'AQUILA. La Guardia di Finanza in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato nella giornata di ieri hanno sequestrato una villa a Ocre (L'Aquila) - Comune che fa parte del cratere sismico.
L’immobile è di proprietà del sindaco, Fausto Fracassi. Il primo cittadino, ingegnere, è sotto inchiesta da parte della Procura della Repubblica dell'Aquila per truffa ai danni del Comune che amministra, abusivismo edilizio e falsa documentazione nella richiesta di autorizzazione a costruire.
Secondo l'accusa, il sindaco - che fu assessore del Comune dell'Aquila ai tempi della coalizione di centrodestra guidata fino al 2007 da Tempesta ma anche dirigente dell'Asm, azienda municipalizzata dell'Aquila - avrebbe affittato un terreno di sua proprietà a un imprenditore agricolo, Piero Gualtieri, anche lui indagato. Quest'ultimo avrebbe presentato al Comune istanze per costruire edifici rurali per la sua attività agricola.
Per il pm Antonietta Ciccarelli, invece, su quel terreno sarebbe stata costruita una vera e propria villa. L'inchiesta è scattata in seguito a un esposto.
Secondo l’ipotesi accusatoria, dunque Fracassi e Gualtieri avrebbero indotto in errore l'amministrazione comunale di Ocre che, ritenendo per effetto di false rappresentazioni sussistenti i presupposti di legge, ha rilasciato all'imprenditore agricolo il permesso a costruire procurando così a Fracassi un ingiusto profitto. Infatti, il sindaco di Ocre avrebbe edificato una villetta, senza aver pagato neppure i dovuti oneri concessori.

Dunque per il Comune, ricostruisce la Procura, ci sarebbe stato il «danno», consistente «nel pregiudizio economico discendente dal mancato incasso degli oneri di urbanizzazione diversi e maggiori rispetto a quelli del progetto assentito e dal dispendio economico per l'attività di autotutela necessaria a rimuovere il provvedimento oggettivamente illegittimo e gli effetti di esso, nella specie la rimozione del manufatto abusivo».
Tra le altre cose i finanzieri hanno dimostrato che le fatture per le realizzazioni edilizie sono state pagate dal sindaco. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, infatti, il primo cittadino avrebbe provveduto, «in modo assolutamente autonomo e con proprie risorse», al pagamento dei fornitori e delle ditte utilizzate per i lavori di costruzione dell'immobile ed alla scelta ed ordinazione dei materiali necessari, «prima individualmente e poi mediante la costituzione di una società agricola di cui era socio e amministratore al 75%».
Un escamotage, quest’ultimo, sostiene l’accusa, per giustificare i pagamenti da parte del sindaco.