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Pescara, altra batosta: raddoppio dell’addizionale Irpef

Da 46 a 124 euro in più per i cittadini

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PESCARA. Nuova mossa della giunta Alessandrini che segnerà un duro colpo nei confronti dei cittadini: il raddoppio dell'addizionale comunale Irpef 2014.
Si passa, così dallo 0,49 allo 0,8, il che vuol dire una bella stangata(bis) per i pescaresi.
«Gli unici indenni - spiega il capogruppo del Nuovo Centrodestra in Consiglio comunale, Guerino Testa - saranno i percettori di reddito fino a 15.050 euro, ma non si tratta affatto di una novità perchè questa soglia di esenzione esiste dal 2007».
Gli aumenti previsti ammonteranno a + 46 euro rispetto al passato per la fascia più bassa, quella che supera i 15.050 euro, si attesterà sui + 111,60 euro per la fascia di 36000 euro di reddito e raggiungerà i + 124 euro per i redditi pari a 40mila euro.
«E' possibile», chiede Testa, «che la giunta non sia stato in grado di ridurre altre spese, le cosiddette spese discrezionali, per evitare questo salasso? Era davvero indispensabile andare a colpire le tasche dei cittadini anche su questo fronte? Non vorrei che dopo questa terribile notizia arrivi, a giorni, l'annuncio di nuovi affidamenti di incarichi per ingrossare lo staff o il provvedimento di elargizione di contributi vari perche' sarebbe davvero una beffa».

Intanto l’assessore al Bilancio, Bruna Sammassimo, continua a insistere che l’operazione tasse sia necessaria per coprire i guai lasciati dal centrodestra: «se fosse possibile dare nome e cognome ai debiti che il Comune di Pescara deve provvedere nei prossimi anni a ripianare, ci sarebbe, ancor prima di quello dell’ex sindaco Luigi Albore Mascia, quello dell’ex assessore al Bilancio della Regione Carlo Masci», dice l’assessore. «I disastri finanziari dell’amministrazione Mascia & Co è stata certificata dai Revisori dei Conti col parere negativo al Rendiconto 2013 e dal Tesoriere con attestazione di uno scoperto di conto corrente pari a quasi 30 milioni alla data del 16 giugno», sottolinea l’assessore.
«Sappiamo che è difficile ammettere che i debiti degli esercizi precedenti sono stati rinviati all’esercizio 2014, in modo da lasciarli come scomoda eredità a qualcun altro, ma Masci abbia il coraggio di essere chiaro. La deficitarietà strutturale di un Comune è definita dalla legge e prevede il mancato rispetto di cinque parametri su 10. Il Comune di Pescara, al momento, non ne rispetta 2, questo sulla base del decreto ministeriale del 18 febbraio 2013. Altra cosa è, invece, il pre-dissesto finanziario di un Ente, previsto dall’articolo 243 bis del TUEL, che si presenta quando c’è una crisi finanziaria, un disavanzo di gestione, una mole di residui ingovernabili e debiti fuori bilancio non coperti, ovvero quelli lasciati in eredità dalla Giunta di cui Masci era primo sostenitore».