I CONTI NON TORNANO

Consorzio Torre Cerrano, «i nostri bilanci in attivo, Cottarelli sbaglia»

L’ente inserito tra quelli con bilanci in perdita ma D’Orazio smentisce

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Consorzio Torre Cerrano, «i nostri bilanci in attivo, Cottarelli sbaglia»

Benigno D'Orazio




PINETO. «I nostri bilanci sono stati sempre in attivo, deve esserci per forza un errore».
Il Consorzio di Gestione dell’AMP Torre del Cerrano ha chiesto al commissario governativo alla Spending review Carlo Cottarelli di provvedere all’immediata rettifica del documento riguardante i bilanci delle società pubbliche partecipate da enti locali che attribuisce una perdita di oltre 22.000 euro all’ente, che è stato così incluso nella black list.
Il dato si trova uno dei tre file che il super commissario ha pubblicato nelle scorse settimane sul sito ‘revisione della spesa’ e già ad un primo sguardo si nota un errore. Alla posizione 275, tra le partecipate, c’è infatti il consorzio di Pineto ‘Terre del Cerrano’ e non Torre del Cerrano, nome originale. Ma che si tratti dell’ente presieduto da D’Orazio lo conferma il numero della partita Iva che corrisponde a quello del consorzio di Pineto. Alla voce ‘reddito netto’ (riferito al 2012) inoltre c’è il segno negativo: -22.159 euro.
Ma il presidente D’Orazio è furioso: «in realtà, i bilanci dell’AMP Torre del Cerrano, sin dalla sua costituzione, si sono chiusi sempre con un leggero attivo compreso tra i 10 e i 30 mila euro: nel primo bilancio del 2011 c’è stato un avanzo di gestione di 32.909,64 euro, nel 2012 il documento contabile ha evidenziato un segno più di 10.750,33 euro e l’ultimo del 2013 un più 11.071,71 euro».
Tutti i bilanci, come del resto ogni atto dell’ente, sottolinea il presidente, sono consultabili sul sito dell’AMP (www.torredelcerrano.it, sezione Assemblea), «che ha fatto della trasparenza e dell’efficienza gestionale il proprio credo».
«Siamo esterrefatti di come si possa compiere un errore materiale di tale portata – continua D’Orazio. Un errore sicuramente involontario, che poi ha comportato una serie di riflessioni negative da parte della stampa sulla stessa esistenza del Parco e che viene a contraddire 4 anni di attività improntati ad un’attenzione certosina alle disponibilità di entrata e agli impegni di spesa».

Il presidente spiega inoltre che l’AMP Torre del Cerrano, proprio per il bilancio oggetto dell’indagine di Cottarelli, è stata classificata al secondo posto per efficienza gestionale dal Ministero dell’Ambiente tra le 32 Aree Marine Protette italiane. E allora cosa è successo? Da dove è uscito fuori quel dato? Al momento da Pineto non sanno dare una risposta ma c’è una certezza: «non si può essere inseriti ai vertici dell’efficienza gestionale con un bilancio in rosso – ha rimarcato D’Orazio. – Ci siamo sempre contraddistinti per la trasparenza che informa tutte le nostre attività bilanci compresi, che vengono pubblicati sul sito il giorno dopo la loro approvazione».
Intanto, il Consorzio di Gestione dell’AMP invierà dettagliata comunicazione dell’accaduto al Ministero dell’Ambiente in attesa di una smentita ufficiale.
Tra le partecipate abruzzesi ‘virtuose’ spiccano invece ‘Julia Rete’ e la ‘Giulianova Patrimonio’. La prima è la società con capitale pubblico che gestisce la rete e gli impianti di media e bassa pressione di proprietà del Comune di Giulianova; la seconda è una società a responsabilità limitata, costituita nel 2010, ed anch'essa ad integrale partecipazione pubblica. «E’ fonte di grande soddisfazione», commenta il sindaco Francesco Mastromauro, «per me e per l'Amministrazione, oltre ovviamente che per Antonio Marinozzi e Filippo Di Giambattista, che le due partecipate del Comune abbiano superato con lode il severo giudizio di Cottarelli, il quale ha invece bocciato sonoramente tante altre partecipate, sia in Italia che nella nostra regione. Ho sempre detto che, contrariamente ai furibondi attacchi delle opposizioni, le nostre partecipate sono una risorsa preziosa per Giulianova. Ecco giunta la conferma. Ma nonostante ciò dubito che i critic-boys, cioè la sparuta pattuglia dei critici ad oltranza in servizio permanente a Giulianova, possano, almeno una sola volta, riporre il loro veleno nelle ampolle».