LA DENUNCIA

Scuola: Vacca (M5S) contro 'diplomifici', interrogazione al ministro Giannini ed esposto

Il deputato sollecita interventi contro «illegalità scuole paritarie»

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Scuola: Vacca (M5S) contro 'diplomifici', interrogazione al ministro Giannini ed esposto

 



PESCARA. Il deputato abruzzese Gianluca Vacca (M5s) dichiara guerra ai cosiddetti «diplomifici».
Il parlamentare pentastellato punta il dito contro le scuole paritarie, «vere e proprie fabbriche di titoli di studio che quasi sempre operano al di fuori della legalità e fanno profitti sfruttando giovani neolaureati per coprire il ruolo di docenza e vendendo, di fatto, titoli di studio a fronte di un'offerta formativa scadente, se non inesistente».
«Negli ultimi mesi - ha detto ieri mattina il deputato in conferenza stampa - mi sono pervenute diverse segnalazioni su alcune scuole abruzzesi, una di Pescara e l'altra di Francavilla al Mare».
Da qui la decisione di vederci chiaro e capire cosa accade: «ho presentato un'interrogazione chiedendo al Ministero dell’Istruzione di intervenire, tramite l'ufficio scolastico regionale, per avviare i controlli, facendo emergere e mitigando gli eventuali abusi perpetrati ai danni dei docenti nella realtà scolastica abruzzese anche revocando, quando necessario, la parità».
Vacca ha anche annunciato di voler presentare un esposto e per farlo lancia un appello appello «a tutti i docenti, studenti e alle famiglie che vivono o hanno vissuto, direttamente o indirettamente, situazioni al limite del lecito nelle scuole paritarie, a denunciare eventuali irregolarità».
E' possibile inviare segnalazioni, anche anonime, sul sito del deputato o sul portale del Movimento 5 Stelle. «Le irregolarità perpetrate da queste fabbriche di soldi - ha aggiunto - sono varie e vanno dalla falsa frequenza da parte degli alunni agli esami-farsa, per arrivare allo sfruttamento vero e proprio dei docenti. Sto portando avanti questa battaglia, insieme ai miei colleghi del M5S, da quando sono entrato in Parlamento - ha spiegato il deputato -, presentando una proposta di legge in materia, numerosi emendamenti e interrogazioni, alle quali il ministro Giannini ha risposto in maniera assolutamente insufficiente sia a parole sia, soprattutto, con i fatti».