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L’Aquila. Restituzione tasse? Squinzi: «paghi il governo»

Il presidente di Confindustria ieri in città: «ricostruzione sia celere»

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L’Aquila. Restituzione tasse? Squinzi: «paghi il governo»





L’AQUILA. «Se dovesse succedere che si debba restituire (le tasse) dovrà essere a carico del governo centrale, non possono essere le imprese o magari i cittadini a pagare»,
Così il presidente dell'associazione Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine di un evento all'Aquila, ha preso posizione schierandosi dalla parte del capoluogo abruzzese nella trattativa per la restituzione delle tasse sospese per le attività produttive a seguito del sisma del 6 aprile 2009.
«Confindustria centrale è a disposizione di quella locale - ha aggiunto - per evitare che si debbano restituire fondi».
La Commissione Europea valuta infatti di equiparare il beneficio concesso a una sorta di aiuto di Stato e quindi sanzionabile secondo le norme comunitarie. La stima è di 111 imprese che hanno ottenuto agevolazioni superiori ai 200 mila euro previsti dal regime del de minimis.
Sull'argomento ha parlato anche il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente. «Non possiamo restituire i soldi perché non è giusto. Chiedo più coraggio al nostro governo e soprattutto ai nostri burocrati - ha affermato - perché quando si va in Europa le personalità più importanti fanno più gli interessi dell'Europa che quelli di questo Paese».
E sempre ieri Squinzi ha partecipato in città all'inaugurazione del nuovo show room del gruppo Orsolini, specializzato in forniture edili e per la casa, in località Bazzano. Si tratta di un'area di oltre mille metri quadrati nella zona Est del capoluogo che va a fare il paio con l'insediamento nella zona Ovest, a Pile, aperto quasi 5 anni fa.
«Eventi come questo allargano il cuore», ha commentato Squinzi. «Constatare che ci sono ancora imprenditori che credono in questo Paese, continuano a investire e fanno il loro dovere nonostante una diffusa cultura anti-imprenditoriale, riempie il cuore di orgoglio».

«AQUILANI STRAORDINARI»
Squinzi ha affrontato anche il momento della ricostruzione post-sisma del 6 aprile 2009, dove ha ricordato di essere già stato prima del terremoto. «So che è un processo estremamente complicato, di grande difficoltà e che durerà molti anni, ma la risposta della popolazione aquilana è stata straordinaria - ha detto - Ci siamo messi a disposizione come gruppo e io come cittadino ci credo».
Per il presidente di Confindustria, «la ricostruzione deve essere fatta nei modi giusti anche dal punto di vista tecnico, usando materiali testati per questa che è una zona sismica. La qualità della ricostruzione deve essere particolarmente alta», si è raccomandato in conclusione.
«Molti aquilani si sono affidati a noi per ricostruire la loro casa, oggi è come se io stringessi uno a uno la mano ai nostri clienti aquilani», ha detto invece il patron, Rino Orsolini, che ha accolto i tanti visitatori che hanno assistito all'evento, ricordando anche i 135 anni di attività del gruppo, premiato come azienda storica nazionale.
«All'Aquila abbiamo trovato gente tosta e pieno di valori - ha aggiunto - Abbiamo assunto tutti dipendenti provenienti da qui e stiamo costruendo questo lavoro facendo tanta formazione. Con il popolo aquilano ci siamo trovati subito in sintonia».
«Abbiamo un rapporto ottimo con gli aquilani - ha spiegato il patron del gruppo- e ne abbiamo molta stima, poi abbiamo anche portato tanta gente da fuori all'Aquila. Oggi la presenza del presidente di Confindustria, il primo dopo il 2009 ad essere venuto all'Aquila, è un buon segno. Lui ha il filo diretto con il Governo e potrà parlare ovviamente anche dell'Aquila».

«UN GIORNO DI SPERANZA»
L'apertura di un nuovo insediamento è stata accolta con grande soddisfazione dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. «Oggi per me è un giorno di speranza perchè un gruppo imprenditoriale serio e testimone del made in Italy decide di venire nella nostra città e investire aprendo un punto vendita e creando opportunità di lavoro, è un segnale decisivo», ha commentato.
All'evento hanno preso parte anche il sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo, Camillo D'Alessandro, la vice presidente della Provincia dell'Aquila, Antonella Di Nino, ed esponenti delle associazioni di categoria, del mondo produttivo e delle forze dell'ordine.
Nel corso dell'incontro 'Ricostruire e ripartire. Riflessioni sul futuro dell'Aquila e dell'Italia’ il leader di Confindustria, Squinzi, ha poi approfondito il discorso sulle cose da fare per uscire dalla crisi. «La politica identifichi un progetto per questo Paese - ha sostenuto - le risorse non ci sono, il primo ministro ha questa visione di reperire 24 miliardi dalla spending review per fare investimenti, ma diciamoci la verità, risorse non ne abbiamo, siamo in situazione critica. Io e la mia Confindustria crediamo che il futuro di questo paese possa essere legato solo alla ripartenza delle imprese, in particolare manifatturiere. Creare lavoro significa creare benessere sociale
Squinzi ha poi incontrato gli esponenti dei vertici della Confindustria locale: «credo che bisogna senz'altro procedere alla ricostruzione di questa città nel più breve tempo possibile», ha detto al termine, «ma non bisogna dimenticare che bisogna anche creare le opportunità di lavoro, quindi bisogna curare le condizioni perché le imprese, in modo particolare anche le imprese manifatturiere, qui ci sono alcuni esempi come il polo farmaceutico, hanno necessità di poter insediarsi e crescere e contribuire alla rinascita di questa città. Nelle prossime settimane abbiamo la prova impegnativa della Legge di Stablità, noi di Confindustria chiediamo riforme a costo zero, in particolare la riforma del lavoro, una priorità, come ha detto giustamente Mario Draghi. Dobbiamo semplificare e modernizzare questo Paese, gli imprenditori hanno bisogno di 7 anni per una licenza edilizia e costruire uno stabilimento».