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Edilizia, Ance Chieti scrive al prefetto: «manca ancora albo operatori»

Costruttori chiedono trasparenza e rotazione nell’affidamento dei lavori

Redazione Pdn

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CHIETI. Non c’è ancora un albo di imprese per l’affidamento dei lavori mediante procedura negoziata: Ance contesta il Comune di Chieti e scrive al prefetto.
La polemica si trascina ormai da mesi: i costruttori chiedono trasparenza e maggiore rotazione per l’affidamento dei lavori pubblici sul territorio comunale.
L’avviso reso noto dal Comune per la costituzione di un albo risale ormai a 6 mesi fa e da cinque mesi è scaduto pure il termine per la presentazione delle richieste di iscrizione. Ma dov’è l’albo? Non c’è. «L'amministrazione comunale, nonostante le promesse del Sindaco Di Primio e le reiterate sollecitazioni provenienti da tutto il sistema imprenditoriale dei costruttori provinciali, non ha ancora provveduto a dare seguito a quanto disposto dall'Avviso stesso, l'8 settembre scorso», denuncia l’Ance.
Per questo l’associazione dei costruttori ha provveduto ad inviare al prefetto di Chieti Fulvio Rocco de Marinis e al segretario Generale del Comune di Chieti, Celesina Labbadia, una dettagliata nota al riguardo, con contestuale invito ad intervenire presso i competenti uffici comunali «affinchè, in tempi rapidi e senza indugio, ottemperino alle disposizioni contenute nell'Avviso in questione, provvedendo alla redazione dell'elenco degli operatori economici da cui attingere, in maniera trasparente e previa rotazione prevista dalla legge, il novero delle imprese da invitare di volta in volta per l'affidamento mediante procedura negoziata di lavori di competenza dell'Amministrazione comunale». 

L'Ance Chieti nella nota ha inoltre evidenziato che, «in punto di diritto», la condotta dell'Ente comunale «è sicuramente censurabile, laddove esso sta, nei fatti, violando un provvedimento da esso stesso adottato e che è dotato, a tutti gli effetti, di efficacia di regolamento e che in ragione della menzionata efficacia regolamentare, la condotta del dirigente competente appare contraria all'art. 107 del Testo unico degli enti locali».
«Ma ancor più», dice infine l’Ance, «la condotta è stigmatizzabile dal punto di vista istituzionale, laddove l'inerzia dell'Ente rischia di riacutizzare un conflitto che si sperava risolto».
Il sindaco in passato ha già respinto le accuse sulla presunta mancata rotazione, confutate anche attraverso una serie di «dati incontrovertibili». Stando ai dati forniti dal Comune nell’ultimo anno sarebbero stati affidati lavori per un importo complessivo di 5,3 milioni di euro a 49 ditte abruzzesi, 34 di Chieti (65,3%). Negli ultimi 4 anni si parla di 33 milioni di euro di lavori, affidati il 53,7% a ditte della provincia.