LA PROTESTA

Tasse Pescara, i sindacati contro il Comune: «scelte inique»

Aumenta la pressione fiscale per alcune fasce di persone meno abbienti

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PESCARA. Sindacati sul piede di guerra per le decisioni del Comune di Pescara relative all'aumento delle tasse e alle ipotesi di riduzione della spesa sociale.
Per evitare il rincaro della tassazione e di penalizzare le fasce piu' deboli, Cgil-Cisl-Uil e Ugl propongono all'amministrazione comunale di accedere al Fondo nazionale di rotazione, previsto dal Dl 174 del 2012. La proposta e' stata lanciata, questa mattina, nel corso di una conferenza dai segretari provinciali dei sindacati Emilia Di Nicola (Cgil), Luca Piersante (Uil), Umberto Coccia, (Cisl), Gianna De Amicis (Ugl). I sindacalisti hanno definito «iniqua e assai pesante» la manovra finanziaria del Comune in quanto «ha comportato l'aumento di tutte le aliquote andando a pesare in maniera straordinariamente forte sulle classi piu' deboli».
«Ora - ha sottolineato Coccia - si rischia anche il raddoppio dell'addizionale Irpef. Se il Comune si trova in una situazione di pre-dissesto, visto che mancherebbero dalle casse comunali 80-100 milioni di euro, l'alternativa all'aumento delle tasse e' quella di fare ricorso ai fondi di rotazione, come hanno fatto altri Comuni italiani. Per accedere a questa possibilita' occorrera' fare una relazione specificando le motivazioni contabili e gestionali ed impegnarsi a restituire i fondi in dieci anni».
 Emilia Di Nicola ha evidenziato alcune criticita' contenute nella manovra e ha fatto riferimento, ad esempio, alla Tasi, «le famiglie che hanno rendite catastali piu' basse - ha detto-, con la semplice detrazione di 100 euro non combinata con altri elementi, pagheranno di piu' anche rispetto a chi possiede una casa con una rendita catastale piu' alta».
 La sindacalista ha poi fatto notare che per quanto riguarda la Tari non ci sono agevolazioni per i pensionati. Paolo Castellucci, segretario Spi- Cgil Pescara, ha sottolineato la necessità «di prevedere agevolazioni per gli anziani non autosufficienti e le fasce piu' deboli. Altrimenti - ha concluso - occuperemo il consiglio comunale».