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Tasi, è batosta: «Teramo tra le prime città italiane per il rincaro»

Settima in classifica tra 76 capoluoghi di provincia: +31%

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Tasi, è batosta: «Teramo tra le prime città italiane per il rincaro»

Il sindaco Brucchi




TERAMO. Dopo la contestata approvazione delle tariffe massime sulle nuove imposte comunali di Teramo, iniziano ad arrivare i primi numeri ufficiali.
«E’ macelleria sociale», protesta Maria Cristina Marroni (Fli).
Il pagamento della Tasi (la nuova Tassa sui Servizi Indivisibili) dovrà avvenire entro il 16 ottobre (prima rata) e entro il 16 dicembre 2014 (seconda rata a saldo).
L’ Ufficio studi della CGIA di Mestre ha fatto i calcoli sui prelievi medi relativi alle abitazioni principali e risulta che “in 2 capoluoghi su 3 la Tasi è più leggera dell’IMU”. Si avranno significativi risparmi a Torino, Roma, Milano, Genova e Napoli, solo per citare i casi più rilevanti, se si compara l’importo che i proprietari di prima casa pagheranno quest’anno con la TASI rispetto a quanto hanno versato nel 2012 quando c’era l’IMU.
Per i 76 Comuni capoluogo che hanno pubblicato le aliquote è stato effettuato il confronto con la vecchia imposizione, ed è risultato che il nuovo tributo sui servizi indivisibili sarà, in 49 casi su 76, meno oneroso della vecchia IMU versata dai proprietari delle abitazioni principali nel 2012.
I calcoli sono stati effettuati sulla rendita catastale media di ciascun Comune capoluogo di Provincia, prendendo in considerazione un’abitazione di tipo civile (categoria catastale A2 che comunemente è la più diffusa) ed applicando le detrazioni previste nelle delibere comunali.
La situazione peggiora in modo consistente in presenza di figli o per rendite catastali più basse. Questo vuol dire che vengono penalizzate le famiglie con figli e quelle proprietarie di immobili non prestigiosi: cioè i meno abbienti.
Il Comune di Teramo agguanta il settimo posto sui 76 capoluoghi censiti, portandosi ai vertici nazionali dei rincari con un +31% rispetto al gettito medio della vecchia IMU.

Quindi con la nuova TASI il prelievo medio sulle abitazioni principali dei teramani dovrebbe attestarsi sui 319 euro, ovvero 75 euro in più rispetto al prelievo medio dell’IMU 2012 (che era di 244 euro).
«Mentre i teramani vengono tartassati», commenta Maria Cristina Marroni, «due italiani su 3 pagheranno invece di meno. La nuova gestione Brucchi inizia in modo molto soddisfacente. Ma la cosa più riprovevole è che il sindaco e la sua maggioranza abbiano deliberatamente deciso di far gravare gli aumenti sulle fasce più deboli, in tal modo acuendo la forbice delle disuguaglianze sociali e impoverendo sempre di più i meno abbienti perché si prevede che gli inquilini, specie quelli degli alloggi popolari, debbano pagare da un minimo del 10% ad un massimo del 30% dell’intera Tasi».
A Teramo si è deciso il versamento del 30% a carico dell’inquilino. Aspettiamo serenamente l’arrivo dei bollettini delle tasse, che pagheremo entro i prossimi tre mesi, poi, qualora gli importi dovessero essere maggiori come prospetta la CGIA nell’allegata tabella e qualora i meno abbienti dovessero sborsare di più rispetto agli anni precedenti, altrettanto serenamente la scrivente chiederà le dimissioni del sindaco Brucchi e della sua maggioranza».

«A fronte dei sacrifici dei cittadini il sindaco ha ridotto i costi politici e di gestione della macchina comunale? Assolutamente no», protesta Manola di Pasquale (Pd). «Manca ogni programmazione politica in tal senso ed il sindaco, il presidente del consiglio e  novi assessori continuano a percepire un’indennità piena il cui costo graverà proprio sulle famiglie più numerose . E’ poi si chiede ai lavoratori del servizio di  Scuolabus di rinunciare ad ore di lavoro e ed alla famiglie di sopportare anche  un aumento del costo del sevizio di trasporto .  E’ ignobile scaricare sui lavoratori e sulle famiglie teramane una evidente incapacità amministrativa ed una arroganza politica senza pari nella storia della città».