L'INCHIESTA

Ricostruzione privata L’Aquila: accusa di corruzione per amministratore di condominio

Provvedimento di sequestro in seguito all’accusa che è propria dei pubblici ufficiali

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FINANZA CANTIERI
L’AQUILA. Guai per un amministratore di condominio che aveva richiesto una tangente per poter affidare lavori ad una ditta.
Nella mattina odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di L’Aquila hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, della somma di 2.000 euro, finora versata all’amministratore di condominio, aquilano di anni 50 dall’imprenditore Nunzio Massimo Vinci.
Il provvedimento è stato emesso lo scorso 1° settembre 2014 dal gip presso il Tribunale di L’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella.
I soggetti indagati, al momento, sono tre e l’imputazione loro ascritta è “Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio”.
Con il provvedimento di oggi si è proceduto al sequestro preventivo, a titolo di “corruzione”, come dichiarato a verbale dall’imprenditore Nunzio Massimo Vinci, la persona che avrebbe versato i soldi all’amministratore di condominio.
L’ordinanza rappresenta l’epilogo di lunghe indagini di polizia giudiziaria iniziate nel 2012 e riguardano  l’aggiudicazione di lavori di ricostruzione di edifici danneggiati dal terremoto.
Centrale è apparsa la figura dell’imprenditore siciliano Nunzio Massimo Vinci, originario della provincia di Siracusa (giunto a L’Aquila dopo il sisma del 6 aprile 2009), amministratore di fatto della ditta individuale “CAI di Incontro Cristiano”, con sede legale in San Demetrio Ne’ Vestini (Aq).

Attraverso attività di indagini complesse tra cui anche intercettazioni e perquisizioni è stato possibile acquisire voluminosa documentazione e ricostruire gli interessi di Vinci anche nell’ambito della ricostruzione privata, tanto da avere rapporti diretti con l’amministratore del condominio, con sede in una frazione di L’Aquila, a Coppito.
Vinci era già stato arrestato nell’ambito dell’inchista sulle ricostruzioni delle Chiese che portò all’arresto il commissario Marchetti così come Cristiano Incontro.
Massimo Vinci e la dirigente regionale del Mibac Alessandra Mancinelli erano finiti in una video-intercettazione che secondo gli investigatori rappresenta la prova della consegna di una mazzetta da 10 mila euro quale anticipo di una tangente da 190 mila euro, l'1 per cento dei 19 milioni di euro dell'appalto per il recupero e il consolidamento della chiesa di Santa Maria Paganica. L'appalto sarebbe dovuto andare a due imprenditori finiti agli arresti: lo stesso Vinci e Patrizio Cricchi.
Da numerose conversazioni ambientali e telefoniche intercettate dalla guardia di finanza relative al provvedimento di oggi invece è emersa chiaramente l’esistenza di un accordo illecito di natura economica a favore dell’amministratore, avente come finalità l’aggiudicazione dei lavori di quel condominio e l’interesse ad ottenere anche l’aggiudicazione di altre commesse, grazie all’aiuto del predetto amministratore.
In particolare, Nunzio Massimo Vinci aveva raggiunto l’accordo con l’amministratore di corrispondere un compenso in denaro in suo favore, quantificato nella percentuale del 2% sull’importo complessivo dei lavori, quale “contropartita” per l’assegnazione diretta.

AMMINISTRATORI DI CONDOMINI EQUIPARATI A PUBBLICI UFFICIALI
Nella vicenda assume un importante valore la funzione esercitata dall’amministratore del condominio: soggetto deputato a valutare preventivi, gestire e rendicontare il contributo pubblico per la ricostruzione.
Deve ricordarsi che la normativa vigente, in virtù della complessità e delicatezza della funzione assegnata, ha previsto per gli amministratori di condominio uno specifico compenso, rientrante tra le spese ammissibili a contributo pubblico.

Tale compenso, quantificato in termini percentuali sulla somma ammessa a contributo, deve essere documentato attraverso l’emissione di regolare fattura o ricevuta da parte dello stesso amministratore nei confronti del condominio, per poi essere pagata a mezzo bonifico bancario addebitato sul conto corrente “vincolato”.
Pertanto, l’accordo corruttivo esaminato dalla procura sarebbe stato estraneo al quantum dovuto all’amministratore ma era finalizzato all’ottenimento di affidamento di lavori per la ricostruzione privata.
La novità dell’indagine è di natura giurisprudenziale; infatti attraverso l’esame dei poteri e doveri dell’amministratore di condominio nell’ambito della ricostruzione della città di L’Aquila si è potuto attribuire (tesi condivisa dal Giudice per le indagini preliminari) la figura di incaricato di pubblico servizio all’amministratore, che gestisce soldi pubblici (erogazioni pubbliche) per la ricostruzione di condomini privati.  

Infatti, l’attività posta in essere dagli amministratori riveste una rilevanza pubblica.
Tale interpretazione trova avallo nella sentenza del Consiglio di Stato nr. 4923 del 2013 nella quale si enuncia un principio di diritto fondamentale: la ricostruzione del patrimonio immobiliare danneggiato dell’evento sismico del 2009 non corrisponde solo agli interessi dei singoli proprietari privati (consistenti nel ristoro del danno patrimoniale subito) ma persegue finalità di pubblico interesse, posto che la ricostruzione del tessuto economico-sociale-urbanistico della città corrisponde ad un interesse proprio della collettività.
Invero, secondo la normativa vigente, la scelta dell’impresa dovrebbe essere fatta nel rispetto dei principi d'imparzialità, buona amministrazione ed economicità, stabiliti dall’art. 97 della Costituzione e dall’art. 1 della Legge 7 agosto 1990, n. 241, valutando attentamente i requisiti e le capacità delle singole imprese nell’esecuzione dei lavori da appaltare.