CONCERTAZIONE ZERO

Legge per la ricostruzione L’Aquila, «cittadini tenuti all’oscuro»

Proposte e raccolta firme, «si sono perse le tracce»

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6 aprile 2013: fiaccolata in ricordo delle vittime del terremoto




L’AQUILA. «E' sconcertante vedere quanta fatica si faccia in Consiglio comunale per approvare provvedimenti che cercano di mettere in ordine le casse con le imposte comunali e al tempo stesso ricordare con quale facilita', qualche tempo fa, sono stati sborsati 4 milioni di euro a Invitalia per 'comprare' capannoni tanto inutili da ottenere la (vana) promessa che i soldi sarebbero poi stati 'girati' dalla stessa Invitalia nel Centro Turistico del Gran Sasso».
Ad intervenire sull'argomento è il Movimento civico L'Aquila che vogliamo, rappresentato in Consiglio comunale.
«Poi come era prevedibile – spiega il Movimento - quella promessa e' stata disattesa e 4 milioni si sono persi per una discutibile elargizione che oggi si cerca di recuperare dalle tasche dei cittadini. A questo punto ci si deve domandare a chi giova cio'? Certamente non al Centro Turistico del Gran Sasso che, storia di questi giorni, si prepara ad una ennesima stagione di sofferenza e tantomeno ai cittadini. Quindi - si interroga ancora il Movimento - a chi giova?»
Ma in questi giorni si alza la tensione anche per quella che sarà la nuova legge per la ricostruzione: «nulla è dato sapere ai cittadini, se non le indiscrezioni che trapelano sui mezzi di informazione», denuncia l’assemblea cittadina. 

«Ciò va contro ogni idea di partecipazione della cittadinanza, quella invocata e faticosamente posta in essere dall’Assemblea cittadina dell’Aquila, da quasi cinque anni a questa parte».
Comitati, associazioni, la stessa Assemblea cittadina, semplici cittadine e cittadini, riuniti nel Comitato Promotore, si impegnarono, nei primi mesi dell’anno 2010, a stilare la bozza di legge popolare che andasse a regolare tutti gli eventi calamitosi sul territorio nazionale: bozza elaborata dopo lunga e sofferta discussione in sede assembleare.
Furono raccolte le firme su tutto il territorio nazionale e fu portata in Parlamento, ma se ne sono perse le tracce. «Dalle indiscrezioni risulta evidente quanto la legge in via di compilazione vada troppo spesso a tutelare le Amministrazioni, a scapito della cittadinanza terremotata», denunciano i cittadini.
A tale proposito l’Assemblea ha tenuto, ad esempio, a precisare, in un precedente comunicato, ed in merito alle bollette del Progetto C.A.S.E. e MAP, come l’Amministrazione consideri se stessa ancora in periodo emergenziale, invocando deroghe non dovute, mentre ritiene la cittadinanza fuori dall’emergenza, privandola di ogni forma di assistenza e in balia di bollette onerosissime, non corrispondenti ai reali consumi effettuati.

Sempre la stampa riferisce che la bozza in questione non contempla il capitolo delle risorse economiche. Nulla è dedicato al flusso di danaro per la ricostruzione che sia certo e costante.
«Ciò va contro, oltre che ogni logica, a quanto da sempre sostenuto dai cittadini riuniti in assemblea e, a parole, largamente condiviso dalle Amministrazioni», ricordano i cittadini.
«Come pensiamo di poter ricostruire la città ed il suo territorio, senza la certezza di un flusso costante di danaro? Come possono, i cittadini, programmare il loro futuro e quello dei loro figli, senza certezza alcuna, ma affidandosi sempre ai mutevoli umori dei vari Governi che si avvicenderanno negli anni della lunga ricostruzione?»
L’unico danaro erogato fino ad oggi è quello determinato dal Decreto Abruzzo e statuito dal Governo Berlusconi e da anticipazioni del CIPE. Danaro che è insufficiente e spalmato in un arco di tempo inaccettabile, se si vuole perseguire l’obiettivo di ricostruire in tempi che consentano alla città di non morire sulle sue stesse macerie.