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Abruzzo. Lido Riccio con vista Trivelle, progetto già bocciato è tutt’altro che archiviato

Il 28 settembre scadono i termini per le osservazioni

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Abruzzo. Lido Riccio con vista Trivelle, progetto già bocciato è tutt’altro che archiviato




ORTONA. Per il progetto Elsa il 28 settembre scadono i termini per le osservazioni per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale.
Cosa stanno facendo gli enti? I comuni di Pescara, Francavilla, Ortona e gli altri enti costieri e la Regione prenderanno posizione?
L’interrogativo lo pone il Forum abruzzese dei Movimenti per l’acqua che insiste: «una dei principali tratti costieri abruzzesi sarà presto “vista trivelle”?»
La società Petroceltic Italia ha riattivato la procedura di Valutazione di impatto Ambientale nazionale presso il Ministero dell'Ambiente. Il progetto prevede l'arrivo di una piattaforma di tipo Jack Up che stazionerà a 7 km dalla costa (meno di 4 miglia marine) di fronte a Lido Riccio per trivellare un pozzo profondo 4.700 metri.
La Petroceltic ha un permesso di ricerca in mare di 12.600 ettari situato proprio di fronte a Francavilla al Mare e Ortona, «area che praticamente arriva sulle spiagge delle due località, come emerge chiaramente dalla mappa ufficiale allegata», sottolinea il Forum.
Il progetto fu fermato nel 2011 con un decreto ministeriale di Valutazione di Impatto Ambientale negativa, sia per le carenze dei documenti presentati a suo tempo dall'azienda sia per il Decreto “Prestigiacomo” che imponeva il divieto di sviluppare interventi di trivellazione entro le 12 miglia marine.

«Appare incredibile, anche da un punto di vista procedurale», sottolineano gli ambientalisti, «che un progetto che ha già ricevuto una valutazione negativa, con rigetto il 16 maggio del 2011, possa improvvisamente “rivivere” ed essere ripresentato. Bisogna evidenziare che lo stesso Ministero nel Decreto che bocciava il progetto evidenziava che l'area del permesso di ricerca, sulla base del Decreto Prestigiacomo che mirava a tutelare le aree protette, risultava “interferire in maniera integrale con il SIC IT7140106 “Fosso delle Farfalle” (sublitorale chietino) e il SIC IT7140107 “Lecceta litoranea di Torino di Sangro e Foce del Fiume Sangro”, nonché con le aree protette “Riserva naturale di interesse provinciale Pineta dannunziana”, “Riserva naturale Pineta di Santa Filomena” e “Lecceta di Torino di Sangro”».
In ogni caso il prossimo 28 settembre scadranno i termini per le osservazioni che possono essere presentate da qualsiasi cittadino, associazione, ente o istituzione.
Il Forum acqua presenterà le proprie osservazioni contrarie al progetto «che pone a fortissimo rischio la costa abruzzese e il suo turismo e, in particolare, uno dei tratti più belli, quello del Riccio con le sue dune. In caso di incidente, fatto non raro anche al momento delle trivellazioni a scopi esplorativi, le conseguenze per gli abruzzesi, l'ambiente e la nostra economia potrebbero essere gravissime».
«Chiediamo a cittadini ed enti», insiste il Forum, «di mobilitarsi per opporsi ad un progetto assolutamente inaccettabile che potrebbe divenire uno dei principali tasselli della trasformazione dell'Abruzzo in distretto minerario come previsto dalla Strategia Energetica Nazionale e dal cosiddetto decreto “Sblocca Italia – Abruzzo Fossile”».

GALLETTI: «VALUTAZIONI CON GRANDE SEVERITA’»
Sulle trivellazioni nei mar Ionio e Adriatico il ministero dell'Ambiente «ha il compito di fare la valutazione di impatto ambientale. Il mio ministero lo farà con la massima severità, poi prenderò personalmente atto ed adotterò il provvedimento di Via o di Aia che viene fatto in questi casi», così Gianluca Galletti, sottolineando come in Italia sia in vigore «la normativa, forse la più restrittiva d'Europa». 
«Da quel che mi risulta - aggiunge - le decisioni europee vengono prese su base scientifica, applicando il principio di prudenza. Se ci vogliamo adeguare all'Europa dobbiamo imparare ad adeguarci all'Ue in tutto». 
GALLETTI: «VALUTAZIONI CON GRANDE SEVERITA’»

Sulle trivellazioni nei mar Ionio e Adriatico il ministero dell'Ambiente «ha il compito di fare la valutazione di impatto ambientale. Il mio ministero lo farà con la massima severità, poi prenderò personalmente atto ed adotterò il provvedimento di Via o di Aia che viene fatto in questi casi», così Gianluca Galletti, sottolineando come in Italia sia in vigore «la normativa, forse la più restrittiva d'Europa». «Da quel che mi risulta - aggiunge - le decisioni europee vengono prese su base scientifica, applicando il principio di prudenza. Se ci vogliamo adeguare all'Europa dobbiamo imparare ad adeguarci all'Ue in tutto». 

 

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