CONTI E BARONI

UdA: bilancio confuso, impossibile il giudizio dei Revisori

«Bisogna riapprovarlo, irrituale l’ok del CdA senza questo parere»

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CHIETI. Il bilancio consuntivo 2013 della d’Annunzio – approvato senza il parere dei Revisori dei conti – va riapprovato, dopo aver apportato le necessarie correzioni indicate dai Revisori stessi.
«E’ stata infatti del tutto irrituale l’approvazione del rendiconto 2013 senza il prescritto parere». Questa affermazione netta si trova nell’ultimo verbale dei Revisori dei conti e conferma tutte le perplessità di chi sapeva che un bilancio deve contenere anche il parere del Collegio sindacale, ma aveva nutrito qualche dubbio vista la sicumera con cui CdA e dg spacciavano per approvato il Bilancio UdA. 
Non era così. E questa verità si può leggere nel verbale dell’11 luglio scorso, insieme ad un’altra affermazione - immediatamente precedente – che è devastante rispetto alla regolarità del Bilancio consuntivo sbandierata dai vertici amministrativi UdA. Il presidente del Collegio sindacale Ferruccio Capalbo – che si è dimesso dopo questo ultimo verbale –

ed i componenti Giovanni Cioffi ed Orlando Bellisario dicono e sottoscrivono che «in conclusione, alla luce di quanto sopra rilevato (nelle 12 pagine del verbale, ndr) non risulta ad oggi possibile rendere parere in merito al rendiconto 2013».
Il che è peggio di un parere negativo più o meno motivato: c’è tanta confusione nei conti esaminati che non è possibile esprimere un parere. Anche perché non sono state chiarite e sistemate molte prescrizioni sollevate nei precedenti verbali del 28-29 maggio (quello della riunione avvenuta il giorno dopo l’approvazione del Bilancio “senza parere” da parte del CdA della d’Annunzio) e del 30 giugno. Come dire che da una parte viene bacchettato il CdA per l’approvazione “irrituale” del Bilancio e dall’altra anche il dg esce abbastanza ridimensionato da questo mancato parere. Risulta infatti baldanzoso ed esperto di galateo istituzionale quando si tratta di impartire lezioni di comportamento ai dipendenti che fischiano il rettore, lo è invece molto meno quando si tratta di parlare con i Revisori dei conti. I quali contestano quasi tutto.

LE CRITICITÀ DEL BILANCIO CONSUNTIVO 2013 SECONDO I REVISORI
Nel verbale di giugno, segnalano che i residui passivi sono stati riaccertati, ma sono ancora incompleti, che bisogna riallineare i dati contabili del Dipartimento di lingue e degli altri che presentano dati contabili non corretti. Critiche anche alla scarsa chiarezza delle entrate in c/capitale, compresa la gestione dell’Unidav «di cui bisogna valutare l’effettiva economicità».
Infine sul salario accessorio, tema caldissimo di questi mesi, viene criticata la tentata ricostruzione del fondo dal 2001: è incompleta e lacunosa e bisogna rifare tutto. Poi nell’ultimo verbale di luglio i Revisori puntano il dito sulla differenza tra la cassa della banca e quella della d’Annunzio (risultano quasi 108 mln nella banca tesoriere e 99 mln all’UdA) e chiedono di conoscere anche se questa differenza è su un conto infruttifero o no, per un’eventuale segnalazione alla Corte dei conti. Si domandano poi perché le tasse degli studenti non riescono ad essere imputate correttamente nel Bilancio ed esprimono perplessità sulla cassa dei Dipartimenti. Infine persistono criticità nel riaccertamento dei residui attivi e passivi e nella «non economicità della gestione» Unidav (che andrebbe chiusa). Insomma una bocciatura sostanziale su tutta la linea: «l’esame va ripetuto, si prepari meglio per la prossima sessione».

Sebastiano Calella