«Il nostro tempo è adesso», i precari in piazza

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Scederanno in piazza anche a Chieti e Teramo gli abruzzesi precari, disoccupati, lavoratori autonomi e studenti al grido di «il nostro tempo è adesso»

Dalle 10.30 a Chieti i manifestanti si ritrovano in piazza Giambattista Vico mentre a Teramo l'appuntamento è a piazza Martiri della Libertà a partire dalle 18 dove è in programma un flash mob.

L'iniziativa è nata dal web per permettere ai giovani di manifestare, uniti, «la nostra esistenza, per rivendicare i diritti che oggi ci sono negati, per far sentire la nostra voce e raccontare chi siamo, perché vogliamo un altro paese, un paese che investa sulla ricerca e sulle giovani generazioni invece di relegarle ai margini del sistema produttivo, mortificandone le competenze e cancellando ogni possibilità di realizzazione personale».

Non una sola grande manifestazione a Roma, ma centinaia di piazze in tutta Italia «da cui gridare la nostra esistenza e il nostro desiderio non più rinviabile di vivere la vita», spiegano gli organizzatori.

«Siamo la grande risorsa di questo paese», si legge sulla pagina Facebook dell'evento chietino che vede l'adesione di 50 partecipanti (il gruppo di Teramo ne conta invece 133). «Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo».

IN DUE ANNI -1 MLN OCCUPATI SOTTO I 35 ANNI

E i numeri parlano chiaramente delle difficoltà lavorative dei giovani. La crisi economica si è abbattuta con violenza colpendo innanzitutto i giovani, cioé la componente più debole del mercato del lavoro. Negli ultimi due anni la riduzione del numero degli occupati sotto i 35 anni è stata di quasi un milione (934.600 unità in meno tra il III trimestre 2008 e il III trimestre 2010) con una flessione del 13,1%. L'allarme arriva dalla Confartigianato che, in base all'analisi dell'Osservatorio Giovani Imprenditori, sottolinea come nell'ultimo anno l'occupazione degli under 35 sia scesa del 6,5%, pari a 432.400 unità in meno, mentre gli occupati over 35 sono aumentati dell'1,3%, contando 209.200 unità in più. A seguito di questa dinamica, evidenzia la confederazione, nell'ultimo anno il tasso di occupazione degli under 35 anni è sceso di oltre due punti, passando dal 67,3% al 65,0%. La difficoltà di accesso dei giovani al mercato del lavoro rappresenta infatti una grave criticità nonostante il lieve miglioramento del tasso di disoccupazione registrato a febbraio (-1,3% rispetto a gennaio al 28,1%). Nella fase della ripresa economica si è infatti ampliato il divario tra Italia ed Europa: se alla fine della fase di recessione, nel marzo del 2009, i giovani disoccupati italiani erano pari al 24,7% contro il 18,9% della media Eurozona e con un divario di 5,8 punti, a febbraio 2011 il divario è salito a 8,7 punti, equivalente ad un tasso del 19,4% in Eurozona e del 28,1% in Italia. La confederazione degli artigiani evidenzia inoltre come vi sia una elevata quota di giovani inattivi sul mercato del lavoro e non coinvolti da processi formativi. In Italia, infatti, vi sono 2.120.000 giovani tra 15 e 34 anni che sono inattivi per motivi diversi dallo studio e dalla formazione professionale. Non va molto meglio in realtà guardando anche alla fascia di età superiore, tra i 25 e i 54 anni, dove il tasso di inattività arriva a ben il 23%. Alla tradizionale elevata inattività femminile (35,5% in questo segmento di adulte) si associa un consistente quota di adulti inattivi maschi, pari al 10,6% della popolazione. La presenza di inattivi è particolarmente marcata nel Mezzogiorno, dove il tasso di attività della popolazione tra 25 e 54 anni è del 37,6% e dove un adulto maschio tra 25 e 54 anni su cinque non è attivo sul mercato del lavoro (inattività del 19,7%). Approfondendo l'analisi per Regione si osserva che il tasso di inattività più alto degli adulti in età non scolare e non pensionabile si riscontra in Campania con il 43,3%, equivalente a 294.000 maschi e 796.000 donne inattive, seguita dalla Calabria con il 40,7% equivalente a 106.000 maschi e 242.000 donne inattive, dalla Sicilia con il 38,7%, equivalente a 201.000 maschi e 620.000 donne inattive. All'opposto, la regione con il più basso tasso di inattività della popolazione adulta 25-54 anni è l'Emilia-Romagna con il 12,4%, seguita da Bolzano con 12,6%, dalla Valle d'Aosta con il 13,0%, da Trento e dal Piemonte con il 13,9%.

09/04/2011 12.12