PADRONI INCIVILI

Abruzzo. La proposta: «il Dna ci salverà dalle cacche dei cani per strada»

L’idea è del sindaco di Francavilla per abbattere l’incivile piaga

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CANE CACCA




ABRUZZO. E se prelevassimo il Dna dalle cacche dei cani che si trovano per strada (che non sono state tolte dai loro padroni) per risalire ai responsabili?
E’ questa l’intuizione del sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, che senza paura di perdere il copyright sull’idea (anche perché l’iniziativa è stata proposta anche in altre città d’Italia) mette tutto nero su bianco in una lettera che ha inviato alla Regione perché la analizzi con la dovuta attenzione.
Sì perché magari l’argomento si presta ad essere trattato spesso con superficialità mentre è un problema serio che mina il decoro e la decenza di molte città, non solo abruzzesi.
Piuttosto depresso per l’inefficacia di tutti i metodi di controllo e di repressione, il sindaco Luciani sostiene che il problema si risolverebbe se si fosse in grado di risalire certamente al padrone del cane così da poterlo punire. La minaccia della sanzione sarebbe un deterrente forte da indurre i padroni a servirsi di guanti e palette per cancellare le deiezioni dai marciapiedi.
Ben inteso la legge oggi già c’è ma risulta difficile, se non impossibile, applicarla visto che i vigili devono sperare di sorprendere il “reo” in flagranza. «Vi sono società che propongono di raccogliere il profilo genetico individuale dei cani», scrive il primo cittadino alla Regione, «con una spesa di 30 euro e di effettuare analisi su materiale fecale con un confronto con la banca dati genetica a circa 50 euro somme che sarebbero poi recuperate con le sanzioni».
Il ben informato sindaco ricorda anche che una legge regionale in materia del 1999 non è stata mai applicata e di sicuro non è servita a risolvere il problema. Proprio per questo un primo passo potrebbe essere –propone Luciani- introdurre l’obbligatorietà della banca dati genetica dei cani così da poter avere l’opportunità del raffronto dei profili dei cani.
«E’ questa la soluzione giusta» assicura il sindaco. In mancanza di educazione civica probabilmente è proprio così.