IL FATTO

Crollo balcone L’Aquila, scatta il sequestro della facciata dell’edificio

Il Comune reperisce 1 milione per la manutenzione

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Crollo balcone L’Aquila, scatta il sequestro della facciata dell’edificio



L’AQUILA. Dopo il crollo di ieri del balcone di una delle palazzine del progetto "Case" di Cese di Preturo, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha emesso l'ordinanza per impedire che gli inquilini dell'insediamento degli alloggi antisismici escano dai balconi, ritenuti non sicuri dopo il crollo di uno di questi.
Il balcone crollato era posto al secondo piano di una palazzina prefabbricata post-sisma in via Volontè ed era finito sul terrazzo dell'appartamento al piano inferiore.
Per fortuna in quel momento non c'erano persone in nessuno dei due balconi, altrimenti si sarebbe rischiata la tragedia. Sull'incidente la Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta, portata avanti dai vigili del fuoco che nella giornata di ieri, insieme alla Forestale, hanno eseguito il provvedimento di sequestro del balcone, così come disposto dal sostituto procuratore della Repubblica Roberta D'Avolio.
E’ stata sequestrata anche la porzione esterna della facciata dell'edificio oggetto di distacco dell'elemento crollato, per procedere agli accertamenti tecnici per verificare le cause del crollo.
Nei prossimi giorni proseguiranno le indagini per risalire ad eventuali responsabilità penali legate alla realizzazione della struttura crollata e all'identificazione dei soggetti coinvolti.
Il resto del palazzo resta non sequestrato e, quindi, abitabile, tranne ovviamente gli alloggi coinvolti nel crollo.
Due giorni fa il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, aveva ipotizzato l'indagine giudiziaria annunciando che avrebbe portato le carte alla procura della Repubblica che, comunque, da quanto si è appreso si è mossa di propria iniziativa.
E intanto il Comune ha reperito un milione 200 mila euro per indire subito una gara d'appalto e assegnare la manutenzione dei Progetti Case e Map a un nuovo gestore.
Ma non basteranno. Oltre che nella frazione di Preturo, teatro del crollo di ieri, i fabbricati per i quali vale l'ordinanza si trovano a Sassa, Coppito, Arischia e Collebrincioni.
Nessuna famiglia residente in questi cinque siti, però, è stata evacuata: i cittadini preferiscono attenersi all'ordinanza, nonostante ve ne sia un'altra che rende disponibili per loro 30 alloggi.
Intanto, il Comune ha avviato controlli a tappeto per verificare se l'incidente sia di natura strutturale.
Ricorda l'assessore comunale al Bilancio, Lelio De Santis, che il 3 ottobre scade la proroga, decisa dal Comune, che ha permesso alla Manutencoop di mantenere per un ulteriore anno la manutenzione del patrimonio immobiliare costruito per far fronte all'emergenza abitativa determinata dal sisma del 6 aprile 2009.
«I fondi reperiti sono pochi - precisa De Santis - e non possono bastare per garantire la manutenzione totale di palazzine e alloggi passati nella proprietà del Comune. Serve l'intervento del Governo nazionale. Non è uno scherzo, c'è di mezzo la sicurezza dei cittadini in alloggi costruiti cinque anni fa».
Intanto i tecnici comunali controllano la palazzina dove è crollato il balcone e le altre costruite dallo stesso raggruppamento temporaneo di imprese. Oltre ai circa 4.500 alloggi del progetto C.a.s.e., i complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili, i controlli saranno estesi ai circa 1.500 Moduli abitativi provvisori (Map) realizzati nel 2009.
«La Commissione consiliare “Controllo e Garanzia”», ricordano Raffaele Daniele (Udc), Emanuele Imprudente (L’Aquila Città Aperta), Guido Quintino Liris (Pdl), Alessandro Piccinini (Ncd), Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila), «aveva già dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che alcune piastre avevano dei difetti di realizzazione a causa dei quali gli ignari inquilini si erano visti arrivare bollette più salate rispetto ad altri assegnatari che vivevano, invece, in alloggi realmente in classe energetica A».
Già da allora i consiglieri avevano chiesto all’Amministrazione comunale di attivare una polizza fideiussoria, sottoscritta da chi aveva realizzato i quartieri Case, della validità di 10 anni, proprio per far sì che chi aveva realizzato piastre con difetti strutturali e provocato disagi ai cittadini ne rispondesse in solido.
Oggi i consiglieri chiedono che venga fatta sottoscrivere la polizza a chi ha realizzato con soldi pubblici abitazioni che, dopo soli 5 anni, vedono il crollo di un balcone.
LA GIUNTA COMUNALE CHIEDE TAVOLO CON IL GOVERNO
La richiesta di convocazione di un tavolo tecnico, con il Governo e con il Dipartimento di Protezione civile, sulla situazione del progetto Case. È quanto ha stabilito la giunta comunale a seguito del crollo di un balcone nel quartiere Case di Cese di Preturo e alla luce dei problemi emersi anche in altri insediamenti.
L’esecutivo ha inoltre stabilito di avviare ulteriori verifiche strutturali sull’intero complesso Case, ai fini di accertarne la consistenza e le modalità di realizzazione, di rivalersi, in merito a qualunque falla in fase di progettazione o di realizzazione delle strutture, sulle polizze fideiussorie a suo tempo sottoscritte per obbligo di legge e pertanto dotate di copertura anche laddove la ditta esecutrice fosse nel frattempo fallita, e di procedere, infine,  con delle denunce penali in merito a quanto accaduto e ad altri analoghi episodi verificatisi in fasi antecedenti.
«Il tavolo tecnico con Governo e Protezione civile che, a suo tempo, promossero la realizzazione del progetto Case – ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente - è necessario per poter avviare verifiche complessive sia in merito allo stato e alla tenuta delle strutture, sia all’accertamento di responsabilità, sia, infine, al reperimento del necessario sostegno tecnico e logistico rispetto ad un lavoro non da poco. È evidente che, intanto, in relazione alle falle già rilevate in passato e a quelle che dovessero emergere, ci avvarremo delle polizze fideiussorie, che ci sono, contrariamente a quanto affermato da qualcuno, e del resto erano obbligatorie per legge. La giunta intende inoltre procedere, una volta acquisiti gli atti e la documentazione necessaria dalla Protezione civile, con delle denunce formali in merito a questi fatti e ad altri verificatisi nel tempo, perché è giusto e doveroso che chi ha sbagliato paghi in tutte le sedi opportune. Nel frattempo – ha concluso Cialente -  la nostra principale preoccupazione è garantire, con opportune verifiche e perizie tecniche, la tenuta del complesso, a tutela dell’incolumità dei cittadini e cercando di arrecare loro meno disagi possibili».
LA GIUNTA COMUNALE CHIEDE TAVOLO CON IL GOVERNO
La richiesta di convocazione di un tavolo tecnico, con il Governo e con il Dipartimento di Protezione civile, sulla situazione del progetto Case. È quanto ha stabilito la giunta comunale a seguito del crollo di un balcone nel quartiere Case di Cese di Preturo e alla luce dei problemi emersi anche in altri insediamenti.L’esecutivo ha inoltre stabilito di avviare ulteriori verifiche strutturali sull’intero complesso Case, ai fini di accertarne la consistenza e le modalità di realizzazione, di rivalersi, in merito a qualunque falla in fase di progettazione o di realizzazione delle strutture, sulle polizze fideiussorie a suo tempo sottoscritte per obbligo di legge e pertanto dotate di copertura anche laddove la ditta esecutrice fosse nel frattempo fallita, e di procedere, infine,  con delle denunce penali in merito a quanto accaduto e ad altri analoghi episodi verificatisi in fasi antecedenti.«Il tavolo tecnico con Governo e Protezione civile che, a suo tempo, promossero la realizzazione del progetto Case – ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente - è necessario per poter avviare verifiche complessive sia in merito allo stato e alla tenuta delle strutture, sia all’accertamento di responsabilità, sia, infine, al reperimento del necessario sostegno tecnico e logistico rispetto ad un lavoro non da poco. È evidente che, intanto, in relazione alle falle già rilevate in passato e a quelle che dovessero emergere, ci avvarremo delle polizze fideiussorie, che ci sono, contrariamente a quanto affermato da qualcuno, e del resto erano obbligatorie per legge. La giunta intende inoltre procedere, una volta acquisiti gli atti e la documentazione necessaria dalla Protezione civile, con delle denunce formali in merito a questi fatti e ad altri verificatisi nel tempo, perché è giusto e doveroso che chi ha sbagliato paghi in tutte le sedi opportune. Nel frattempo – ha concluso Cialente -  la nostra principale preoccupazione è garantire, con opportune verifiche e perizie tecniche, la tenuta del complesso, a tutela dell’incolumità dei cittadini e cercando di arrecare loro meno disagi possibili».