LE CARTE

Inchiesta Ater Chieti: appalti da 20 milioni per danni post sisma. Guai in vista per altre ditte

Accuse del dirigente Marasco ad aziende che hanno lavorato dal 2011

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Il pm Annarita Mantini

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CHIETI. Almeno 20 milioni di euro erogati dal commissario straordinario per la ricostruzione del post terremoto arrivati nel 2010 dentro le casse dell’Ater di Chieti.
A tanto ammonterebbero i danni causati dal sisma alle sole case popolari gestite dall’ente che è stato funestato dall’inchiesta della procura di Pescara “Shining Light” che può ad oggi contare su due confessioni verbalizzate.
Da una parte, quelle degli imprenditori Claudio e Antonio D’Alessandro che hanno già patteggiato la pena e quella del dirigente Ater Ernesto Marasco che, oltre ad aver individuato un livello superiore nell’onorevole Fabrizio Di Stefano (Forza Italia), ha anche detto che tutti gli appalti almeno quelli dal 2011 in poi sono stati truccati.
Accuse gravissime già respinte al mittente da Di Stefano che ha annunciato azioni giudiziarie nei confronti del suo accusatore. Il verbale di Marasco è stato in un primo momento secretato ed inviato alla procura di Chieti dove è aperta una indagine ma è stato comunque inserito nel faldone digitale a chiusura dell’indagine pescarese ed è dunque divenuto conoscibile.

E le dichiarazioni di Marasco ora dovranno essere verificate e valutate dalla procura di Chieti ma trattasi comunque di dichiarazioni versate in un procedimento giudiziario e dunque ufficiali.
Per questo ad oggi appaiono estremamente rilevanti le cose affermate sia per la cifra ingente dei lavori (20 milioni) appaltati e sia perché  proprio l’Ater di Chieti versa in uno stato di deficit e si ha l’intenzione di vendere il patrimonio immobiliare per ripianare i bilanci.
Le gare sarebbero state eterodirette dallo stesso Marasco su indicazione dell’ex presidente Marcello Lancia ed avrebbero seguito un «sistema» concordato con gli imprenditori «non solo D’Alessandro ma anche tutti gli altri» che fornivano le liste delle ditte da invitare con i relativi ribassi, mentre i dirigenti pubblici si limitavano a “ratificare” quanto concordato più in alto.
«Vi era un sistema di alterazione del libero concorso per l’aggiudicazione degli appalti e ciò sia per tutti e cinque i lavori di riparazione danni post terremoto delle palazzine di via Amiterno a Chieti Scalo, sia per tutti gli altri lavori di manutenzione che L’Ater appaltava nel suo territorio a partire dal 2011»: Marasco dixit.
«D’Alessandro Claudio mi disse (…) che doveva versare (Tangenti ndc) al Lancia ovvero ad altri soggetti apicali di cui però non mi specificò il nominativo. Mi disse ancora che tutti prendevano ed anzi si meravigliò che io non prendessi soldi per me». Tangente quantificata in una percentuale di 5%.
Il pm Annarita Mantini allora chiede :«chi vinceva gli appalti illecitamente oltre al D’Alessandro?»
«Sicuramene mi consta si erano aggiudicati concorsi pubblici per appalti in modo illecito le seguenti imprese; Tenaglia di Casoli, Coprofin di Chieti o Rosciano non ricordo e la Taddei spa. Inoltre erano soggetti coinvolti nelle turbative anche i molti imprenditori che si aggiudicarono gli appalti della manutenzione annuale dell’Ater di Chieti (in tutto 4/5 ditte) per un valore complessivo di circa un milione di euro in tre anni».

Il lunedì secondo la confessione di Marasco era un giorno importane per le presunte tangenti: ci si incontrava «alla chiesa» della Trinità con emissari di Di Stefano (ma lui smentisce) e Lancia incontrava anche Claudio D’Alessandro che si presentava all’Ater puntuale.
Secondo la procura che avrebbe verificato le affermazioni di D’Alessandro, quest’ultimo aveva anche e il compito di ritirare tangenti per conto di Lancia e nello specifico –chiarisce Marasco- doveva «prendere soldi per il capo» recandosi ad Ortona presso l’imprenditore Di Quilio che aveva una ditta individuale. Questo è il mio pensiero…». E poi giù altre ditte che si sono occupate della manutenzione degli alloggi Ater.
Marasco nel corso dell’interrogatorio-confessione poi fornisce una serie di spiegazione su una serie di reperti sequestrati, per lo più fogli vergati a mano su carta intestata del Senato della Repubblica nella disponibilità di Lancia e altri appunti che si riferiscono a gare truccate.
La gravità delle affermazioni e l’assoluta necessità di arrivare alla verità avrebbe dovuto, già da tempo, smuovere le istituzioni a tutti i livelli per capire come effettivamente è stato gestito l’ente pubblico oggi in dissesto.
a.b.

TERREMOTO L'AQUILA. Finanziamenti Ater Chieti by PrimaDaNoi.it