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Tasse Pescara, ghigliottina sui mille emendamenti contro gli aumenti

Masci: «i sinistri non cambiano. Siamo la città più tassata d’Italia»

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COMUNE PESCARA


PESCARA. Cgil e Cisl protagoniste di un presidio, ieri, in Comune, a Pescara, in occasione della seduta del Consiglio che sta discutendo dell'aumento delle tasse proposto dalla giunta.
Prima in piazza Italia con le bandiere e poi in aula in maniera pacifica, lavoratori e pensionati si sono presentati per «protestare rispetto alla proposta della giunta di aumentare le aliquote al massimo», spiega Umberto Coccia, segretario della Cisl.
«Tra l'altro», aggiunge il sindacalista, «non conosciamo le fasce di esenzione e nell'incontro avuto con l'amministrazione non sono entrati nel dettaglio dell'illustrazione delle novita' che ci attendono. Ci hanno solo annunciato le aliquote di partenza e quelle di arrivo. Chiediamo di recuperare le risorse - dice sempre il segretario della Cisl - da una seria razionalizzazione dei costi e di modulare gli incrementi in base al reddito, prevedendo esenzioni o sconti per le fasce piu' basse. Riteniamo poi che vada aperto un tavolo di confronto su questa materia, considerati gli effetti particolarmente pesanti specie per i meno abbienti, come pensionati sociali e monoreddito, e che si debba iniziare una concertazione sul futuro bilancio». Al presidio non ha partecipato la Uil, che «aveva annunciato la sua presenza», dice Coccia. 

«Se l’aumento delle tasse dovesse divenire realtà», ha detto invece Emilia Di Nicola (Cgil), «metterebbe in crisi l'economia delle famiglie pescaresi. Le fabbriche chiudono e i negozi anche, è un disastro. Vanno rivisti i parametri e bisogna studiare delle forme di agevolazione. Bisogna anche capire quali costi sia possibile tagliare per risparmiare o il rischio è che a pagare siano sempre gli stessi. Va trovata una soluzione per le fasce sociali più deboli».
In aula le polemiche sulla maggiore tassazione annunciata dalla giunta sono state alimentate dal consigliere della Lista Teodoro Massimiliano Pignoli, che fa parte della maggioranza e che ha annunciato la contrarietà del gruppo in particolare alla Tasi sulla prima casa e la disponibilità a rivedere il regolamento sulla Iuc a mano a mano che saranno esaminati gli emendamenti.
Polemiche anche da Enrica Sabatini, del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un emendamento, poi bocciato dall'aula, per l'azzeramento della Tasi, e ha attaccato duramente la giunta ricordando che in campagna elettorale «Alessandrini aveva annunciato di non aumentare le tasse» e invece «da due mesi è uno show continuo» e si prevede «un disastro per la città» a causa della maggiore tassazione.

In aula è arrivata anche la ‘ghigliottina’ sul migliaio di emendamenti proposti dall’opposizione. I pentastellati hanno presentato una proposta di revisione alle spese correnti ed un taglio alle indennità della classe politica, il tutto in oltre 400 punti valutati da tecnici. Apertura negata alla riapertura del Consiglio dove è stato votato un emendamento sostitutivo della maggioranza, che ha annullato la possibilità di discussione dei restanti 1500 emendamenti proposti . «Abbiamo assistito ad una grave forma di dittatura», ha commentato Sabatini. «La mancanza di discussione su un argomento così rilevante per le famiglie e le imprese, come le tasse, rappresenta l’anima di un’amministrazione che non ha alcun interesse ad allentare la morsa fiscale sulla città».
Anche il consigliere comunale Vincenzo D’Incecco (Forza Italia) non ha nascosto l’amarezza: «Il centrosinistra chiude la bocca all'opposizione e chiede ai cittadini pescaresi 16milioni di euro in più rispetto allo scorso anno. Noi non abbiamo mai aumentato le tasse».
«Da domani», si sfoga Carlo Masci sui social network, «Pescara sarà la città più tassata d’Italia. Grazie Alessandrini. Tassatori, vessatori dei cittadini, predatori dei beni pubblici e mistificatori della realtà...passa il tempo, cambiano le generazioni ma a Pescara i sinistri sono sempre i soliti».

«TAGLI DEL CENTRODESTRA IMPRATICABILI»
Intanto l’assessore Bruna Sammassimo assicura che i tagli proposti dal centrodestra «fanno solo scena ma sono impraticabili. Investono sociale, famiglie, istruzione e spese coperte da risorse intoccabili perché erogate da altri enti. Ecco perché la città si è ritrovata con i conti in questo stato».
«La proposta del centrodestra», va avanti Sammassimo, «si propone di azzerare ogni possibilità di spesa, facendo finta che tutto sia riducibile, senza tenere conto che le voci proposte si riferiscono a: contratti da rispettare, spese obbligatorie da sostenere, spese per sociale e famiglie (gli stessi settori che loro in altra sede ci invitano tutelare) e spese finanziate da altri Enti, quindi risorse non erogate dal Comune, dunque intoccabili, perché non sono nella disponibilità dell'Ente e se inutilizzate tornano all’origine.
Eppure noi non ci siamo inventati lo sbilanciamento pari a 10 milioni euro circa che abbiamo trovato, di cui 6 milioni per minori entrate che derivano dalla necessità di rendere trasparente il Bilancio così come richiesto dalla legge, dalla Corte e dai Revisori dei Conti e 4 di maggiori spese inderogabili e incomprimibili».