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«Collemaggio vergogna della città», Case Matte: «noi restiamo lì»

Venerdì 12 settembre assemblea pubblica

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L'ex ospedale psichiatrico

L'ex ospedale psichiatrico







L’AQUILA. «A quasi cinque anni e mezzo dal sisma continuiamo a notare con sdegno e rabbia che il processo di ricostruzione della città procede senza un'idea precisa, coerente, complessiva».
Per questo Case Matte ha indetto per venerdì 12 settembre una assemblea pubblica: «noi vogliamo continuare a vivere in questa città», spiegano gli ideatori dell’iniziativa, «per questo rivendichiamo il diritto di partecipare attivamente con idee e progetti ad un altro modello di ricostruzione del territorio che possa dare un futuro migliore ai suoi abitanti. E' per questo che sentiamo forte l'esigenza di ripartire dall’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, che viviamo tutti i giorni dall’ottobre 2009 nello spazio sociale di CaseMatte e di cui denunciamo da tempo lo stato di pressoché totale abbandono e degrado. Un'area importante e strategica, che deve tornare ad essere fruibile dalla cittadinanza e dagli studenti attraverso un progetto di recupero socio-culturale, che peraltro la stessa amministrazione comunale nel 2012 aveva promesso di attuare, senza dare finora seguito ai proclami».

Mentre l'Europa inserisce L’Aquila tra le città in cui sperimentare il modello di "smart city", due giorni fa la stampa locale attraverso un reportage fotografico ha messo pubblicamente in luce, in maniera inconfutabile, lo stato di vergognosa incuria in cui versa l’intera area.
«La ASL, con il suo manager Giancarlo Silveri», attacca il gruppo, «continua a mostrare disinteresse assoluto nel recupero di essa e dei suoi tanti beni immobili, procedendo anzi alla delocalizzazione sistematica dei già ridottissimi ambulatori e presidi sanitari presenti».
Come noto, la Asl ha presentato diverse denunce nei confronti dello spazio di CaseMatte – «l’unico angolo dell’intera area riqualificato, colorato, vivo e attivo» – che hanno portato al procedimento penale tuttora in corso a carico di dodici persone ed in cui lo stesso Silveri ha chiesto 50.000 € di provvisionale per "danno d’immagine".
«Il vero danno, di immagine e non solo, è generato proprio dalla Asl», denuncia ancora il collettivo. «Anche e proprio per non renderci complici di un simile, intollerabile abbandono noi rimaniamo lì, continuando a far vivere quel luogo attraverso le innumerevoli iniziative che da anni organizziamo.

Il nostro determinato obiettivo è che l'area resti pubblica, che punti sulla cultura, sul sociale, sull'ambiente e sulla salute di comunità e che diventi, quindi, uno di quei beni comuni di cui questo territorio ha urgente bisogno, dopo tante spoliazioni a vantaggio del profitto privato. Siamo stufi di attendere che le istituzioni locali prendano una decisione, o la deleghino ad università senza il minimo coinvolgimento della popolazione».

All’ assemblea pubblica sono stati invitati il Comune, la Asl, la Regione e l’Università (ore 18:00) presso lo spazio sociale di CaseMatte, nell'ambito del Re_Acto festival, che il 13 e 14 settembre riempirà di arte e creatività gli spazi muti ed abbandonati del parco.