NELLE CARTE

Aca, si mangiava alla grande: rimborsi per il “giro del mondo”, gite all’estero e cene di lusso

Rimborsi molto particolari: ostriche, 7 chili di bistecche e 400 arrosticini

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Aca, si mangiava alla grande: rimborsi per il “giro del mondo”, gite all’estero e cene di lusso




PESCARA. All’Aca si mangiava alla grande specie nelle gite autorizzate e rimborsate a caro prezzo che alcuni amministratori hanno fatto qua e là per il globo terraqueo. Cene sontuose con ostriche che costavano un occhio ma anche rimborsi chilometrici buoni per fare una volta e mezzo il giro del mondo in un anno (a persona).
Sono solo gli aspetti più “folkloristici” che emergono da una accuratissima e profonda analisi del consulente della procura di Pescara incaricato di studiare le carte dei bilanci della società pubblica Aca che gestisce la risorsa idrica in 65 comuni del Pescarese.
Il lavoro del consulente Gianluca Vita, incaricato dal pm Annarita Mantini per coadiuvare le indagini della Squadra mobile di Pescara, è l’esame più attento che sia mai stato compiuto sulle carte dell’Aca e che pure racchiude altri analoghi esami pure effettuati negli ultimi tre anni e ignorati.
Eppure le avvisaglie c’erano tutte ed emerge un metodo per spolpare l’Aca e produrre 120mln di euro di buco che ora incombe e minaccia i comuni soci.
Una impresa possibile grazie all’assoluta mancanza di trasparenza che ha caratterizzato la gestione pubblica fino a pochi mesi fa e al forte sodalizio dei sindaci soci che hanno approvato a scatola chiusa e senza obiettare mai bilanci che ora la procura dimostra essere falsi.
Solo con una generalizzata complicità si possono spiegare fatti incredibili come il rifiuto dell’Aca di sottoporre il proprio bilancio al controllo dell’Ato, l’ente che per la Regione doveva valutarne la bontà.
Ora, però, proprio dall’inchiesta penale pescarese, quella che produsse l’arresto di Ezio Di Cristoforo e chiusa settimane fa, arriveranno guai seri per una serie di procedimenti alla Corte dei Conti che vedranno sfilare un buon numero di amministratori dell’Aca.
Lo studio del consulente di 142 pagine spiega dettagliatamente come si è arrivati ad un buco così ingente e le cene lussuose o le gite rimborsate sono quisquilie, solo spiccioli, ma chiariscono bene il retroterra culturale che ha animato il partito dell’acqua e il ‘commando d’assalto’ capeggiato dal due volte confermato presidente, Ezio Di Cristoforo.

NEL BILANCIO DEL 2010
Prendendo in esame il bilancio del 2010 il consulente della procura annota che sono «in crescita esponenziale nel 2010 anche le indennità chilometriche al presidente e al vice presidente ACA Spa e le spese di rappresentanza, gestite come rimborsi a piè di lista sempre da parte delle due figure principali dell’Ente gestore (Di Cristoforo e Di Michele). Solo i rimborsi di quest’ultimi due soggetti aumentano del 46,5% (da Euro 12.816,00 ad Euro 18.777,34)».
Tra le voci figurano 990,97 euro di rimborso a marzo 2010 per «progetto Be2ween Saragozza (Spagna), una missione a Minsk con ristorante da 843 euro per 20 coperti, un concerto per la festa di San Romualdo di Teramo di 4.400» poi corretta in 3.300 a settembre 2010 e altri 843 ad ottobre 2010 (ancora «ristorante missione Minsk»).
«Sono tutte spese sostenute e richieste», scrive il consulente della procura, «a rimborso dal consigliere Di Michele senza alcuna autorizzazione allegata alla relativa nota spese. Se si analizza il documento del marzo 2010, oltretutto, sarebbe da considerare una “gita” del vice presidente ACA Spa con il procuratore Gaetano Cuzzi. Non si comprende a quale titolo vengano rimborsati l’acquisto di articoli da regalo (“Camiseta Basilica”, “postal Basilica” ecc.), l’entrata alla Torre del Pilar, monumento principale della città di Saragozza, o le spese di ristoranti per due pranzi da 123,40 euro ed 196,48 euro per solo due persone.
Pranzi evidentemente di gran classe se si considera che «nella cena del 4/3/2010», ricostruisce il tecnico, «figurano 2 rombi alla griglia per Euro 55,20, un’ostrica allo champagne per Euro 24,60, funghi e carciofi per Euro 16,90, un uovo in camicia per Euro 27,20 e vino, rigorosamente italiano, per Euro 23,39».
«Oltretutto», si legge ancora nella relazione, «dai conteggi effettuati sembra che sia stata rimborsata una cifra maggiore (Euro 990,97) rispetto alle spese effettuate, dal sottoscritto conteggiate per Euro 729,99, con una distrazione pari ad Euro 260,98».

«MALCOSTUME DEI RIMBORSI»
Quello che il consulente fa rilevare è «il malcostume dei rimborsi spese relativi a spese di rappresentanza e, in particolare, delle spese di ristoro pressoché sempre superiori ad Euro 100,00 con numerosi coperti, ma sempre senza alcuna indicazione dei partecipanti al banchetto e, soprattutto, in spregio alla norma che chiede per gli enti pubblici una regolamentazione interna delle spese di rappresentanza, primo elemento necessario per un’azione pubblica legittima».
Spese di rappresentanza che specie nei casi di Di Cristoforo e Di Michele «non coincidono con alcun incontro collegiale e, la gran parte delle volte sono sostenute in via Piemonte a Montesilvano (traversa del lungomare) non proprio adiacente alla sede dell’ACA Spa».
Ma che all’Aca si mangiava alla grande lo testimoniano anche rimborsi per «Kg.7 di bistecche e 400 arrosticini nell’agosto 2012».
E che dire dei rimborsi chilometrici?
«Negli anni 2009 e 2010, in particolare», rileva il consulente, «l’importo degli stessi, almeno per il presidente e per il vice presidente, è stato costantemente maggiore di un compenso mensile medio (sempre superiore ad Euro 1.300,00 fino al giugno 2010)».
Nel 2009 Di Cristoforo ha macinato 20.549 euro di rimborsi mentre Di Michele di è fermato a 12.204. Nel 2010 i due pareggiano il conto a 13.000 euro. Nel 2011 Di Cristoforo si rimborsa 5mila euro e Di Michele 11.200, nel 2012 il primo ancora 4mila euro il secondo oltre 14.360 euro.
Sono tanti? Sono pochi?
«Considerando un costo medio al chilometro (deducibile anche fiscalmente) da tabella ACI per il 2009 di Euro 0,29189 a chilometro (auto a benzina con 17CVF)», calcola il consulente della procura, «il sig.Di Cristoforo per chiedere a rimborso tale cifra deve aver percorso nell’anno per servizi attinenti all’ACA circa 70.400 chilometri e il sig.Di Michele quasi 60.000 chilometri!».
Insomma è come dire che solo per le missioni dell’Aca ognuno dei due è riuscito a compiere una volta e mezzo il giro del mondo in un anno, circa 6000 chilometri al mese, circa 200 chilometri al giorno per 30 giorni al mese.
E dire che Di Cristoforo in una intervista del 2010 a PrimaDaNoi.it, nella quale spergiurava sulla bontà del suo bilancio, assicurava che era tutti i giorni in sede al lavoro…