OPERE CONTESTATE

Elettrodotto Villanova- Gissi, Regione pronta a bloccare l’opera

Approvata dal Consiglio regionale una risoluzione di Olivieri

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ABRUZZO. Adoperarsi per la sospensione delle procedure di esproprio per la costruzione dell'elettrodotto “Villanova-Gissi” e per la sospensione dell’eventuale inizio lavori nonché l’istituzione di un tavolo di confronto con le comunità locali interessate al fine di trovare delle soluzioni che rendano l’opera meno impattante.
Lo ha chiesto nelle scorse settimane il consigliere regionale Mario Oliveri, nella risoluzione approvato all’unanimità dal Consiglio. Nel merito, la risoluzione impegna il presidente Luciano D’Alfonso ad intervenire sulla realizzazione dell’elettrodotto Villanova-Gissi che dovrebbe attraversare le province di Pescara e Chieti.
Sedici i comuni coinvolti: Cepagatti, Chieti, Casalincontrada, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Filetto, Orsogna, Guardiagrele, Sant’Eusanio Del Sangro, Castel Frentano, Lanciano, Paglieta, Atessa, Casalanguida e Gissi.
«Pur riconoscendo la strategicità dell’opera – osserva Olivieri che chiede lo stop – ho chiesto al Governatore di vigilare circa l’utilizzo di metodologie di intervento che comportano precauzioni aggiuntive in ragione del fatto che verrebbero messi a rischio luoghi caratterizzati da alta densità abitativa».
Da qui, ad esempio, la proposta di ricorrere alla collocazione di centraline di monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico, all’interramento dei cavi nei centri abitati e così via.

Da tempo la realizzazione dell’elettrodotto sta destando preoccupazione per gli eventuali danni ambientali e per le ripercussioni sulla salute delle popolazioni residenti.
E da mesi gli espropriati protestano e chiedono un giusto indennizzo: secondo loro le somme stabilite per cedere i terreni non sarebbero proporzionate all’entità del danno della servitù coattiva. Il perito Antonio Di Pasquale in questi mesi ha calcolato varie situazioni di danno derivante dalla diminuzione del valore reale e commerciale delle proprietà e degli immobili prossimi alla linea.
I Comuni hanno accettate denaro a fronte della compensazione ambientale ma Di Pasquale dice chiaramente che quei denari non sono sufficienti e stima 105 milioni di euro di danni a carico dei cittadini.

I Comuni di Lanciano, Castel Frentano e Paglieta hanno Già proposto ricorso al Tar contro il decreto di autorizzazione dell’opera. Anche il Cast e un numero di ricorrenti privati hanno impugnato al Tar Lazio il Decreto finale di autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico e il Decreto di VIA, ritenuto viziato «perché basato sulla non vera asserzione dei tavoli concertativi con i Comuni prima del progetto».