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Incubo nuove tasse a Pescara: martedì decide il Consiglio

Centrodestra: «incapacità gestionale»

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Incubo nuove tasse a Pescara: martedì decide il Consiglio





PESCARA. Il nuovo incubo per i pescaresi è l’aumento delle tasse che difficilmente potrà essere scongiurato vista la situazione contabile del municipio.
Martedì 2 settembre alle 9.30 è stato convocato il Consiglio comunale che dovrà decidere le aliquote e le eventuali agevolazioni per determinate categorie.
L’argomento ha riscaldato l’estate pescarese mai così tiepida, trasformandosi in bagarre tra il centrosinistra appena arrivato ed il centrodestra che cerca di rivendicare eventuali meriti della gestione Mascia.
I tarli che si insinueranno nelle famiglie si chiamano Tari per i rifiuti, Tasi per abitazione principale e Imu imposta municipale unica.
Il tutto ruota anche intorno al Bilancio di Previsione 2014 ancora in fase di redazione.
Secondo l’assessore Bruna Sammassimo la prima gestione della giunta di Marco Alessandrini non dovrebbe prevedere nessun incremento della spesa corrente rispetto al 2013 e avviare una «razionalizzazione e riqualificazione della spesa».
In cosa queste direttive generiche e teoriche si concretizzeranno è difficile dirlo.
Una certezza però la nuova giunta ce l’ha: aumentare le tasse è inevitabile e a provarlo ci sono i numeri scritti nero su bianco.
Tra le spese non comprimibili e non rinviabili vi è per esempio l'incremento del canone della pubblica illuminazione: + 1.300.0000 euro; la copertura del debito verso la società Caldora, rinviata dalla passata amministrazione al 2014: + 650.000 euro; gli interessi maturati su anticipazioni di Tesoreria che testimoniano la gravissima crisi finanziaria dell'Ente: +470.000 euro; contributo al consorzio industriale non versato nel 2013 dalla presedente amministrazione: +150.000 euro; la spesa per la consultazione elettorale: +450.000 euro; l'aumento della quota interessi sui mutui per + 300.000 che secondo l’assessore dimostrerebbe la concentrazione dei lavori in periodo elettorale.

Sempre secondo l’assessore vi sarebbe una «difficoltà di cassa dell’Ente che mensilmente, ormai dall'inizio dell'anno, è costretto a ricorrere ad anticipazioni di Tesoreria, che comporta un anticipo medio, da parte della Banca Caripe, pari a 20 milioni di euro».
Era prevedibile e probabilmente inevitabile l’innesco dello scontro tra la nuova giunta che parla di «conti lasciati in disordine» e il centrodestra che invece cerca di coprire qualche spesa di troppo. Inevitabile perché l’approccio iniziale dei due schieramenti è sempre stato questo rinnegando la gestione precedente solo perché voluta dalla fazione avversaria. Anche la giunta Alessandrini non ha fatto eccezione se tra le priorità si è inserito anche il cambio del logo (non dello stemma comunale) quello che a suo tempo D’Alfonso aveva voluto perché la sua firma fosse ben evidente e che poi Mascia aveva subito cambiato con quello in cui si legge “città dannunziana”.
Ora però le chiacchiere devono lasciare spazio ai numeri che contano.
Così secondo il sindaco Alessandrini. «ci siamo trovati di fronte alla necessità inderogabile di coprire uno sbilanciamento pari a 10 milioni euro circa, di cui 6 milioni per minori entrate che derivano dalla necessità di rendere trasparente il Bilancio così come richiesto dalla legge, dalla Corte e dai Revisori dei Conti e 4 di maggiori spese inderogabili e incomprimibili. Per coprire tali spese siamo stati costretti a portare la tassazione al massimo e abbiamo tagliato per oltre 3 milioni la spesa corrente (a cui abbiamo risposto, fra l'altro, non rinnovando 4 dirigenti, generando un risparmio anche sul direttore generale e sullo staff pari a 600.000 euro su base annua rispetto a chi ci ha preceduto)».
A questo si devono aggiungere due richiami della Corte dei Conti e il parere negativo dato dai Revisori per la prima volta nella storia del Comune.

IL CENTRODESTRA:«SOLO BALLE»
Quelle della nuova amministrazione sono invece «balle» secondo il centrodestra.
«La verità», dicono i consiglieri Vincenzo D’Incecco, Marcello Antonelli (Fi), «è che c’è la totale incapacità dell’attuale maggioranza di sviluppare una azione amministrativa degna di tale nome e l’assenza di coraggio nel denunciare che quota parte delle nuove tasse è nella totale responsabilità del Governo targato Renzi che sta sempre più svilendo il ruolo dei Comuni a quello di gabellieri dello Stato con i continui tagli agli Enti Locali e la sostanziale sostituzione dell’ ICI sulla prima casa tolta da Berlusconi e reintrodotta recentemente con la TASI. Comunque, poiché chi, come noi, ha amministrato la città fino a maggio scorso, ha la totale coscienza a posto, abbiamo depositato la richiesta di istituzione di una Commissione Speciale di Indagine sulla gestione finanziaria dell’Ente dal 2004 al 2014».
Forza Italia ha annunciato ostruzionismo in aula con 1000 emendamenti mentre il M5S sabato scorso è sceso in strada per sensibilizzare i cittadini a partecipare al consiglio di domani affinchè ci si possa rendere conto direttamente di cosa succeda in consiglio.
«Assistere a questo consiglio comunale è di fondamentale importanza», spiega la capogruppo del M5S Enrica Sabatini “In una seduta saranno decise le sorti di tutti. Commercianti, pensionati, impiegati, liberi professionisti ecc. Tutti saranno colpiti dalla decisione che uscirà martedì dal Consiglio Comunale. Noi, come Movimento Cinque Stelle, chiediamo ai cittadini di venire ad assistere perché, a prescindere dal partito votato alle ultime elezioni, le tasse sono un onere che non deve diventare un'arma letale per famiglie ed imprese».

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