CARTE BOLLATE

Camera di Commercio, dopo la denuncia di Honda Di Lorenzo fa un passo indietro

Ritirata candidatura: «difendo il decoro dell’ente»

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Silvio Di Lorenzo

Silvio Di Lorenzo






CHIETI. «Ho maturato, sia pure con grande sofferenza, la decisione di ritirare la mia disponibilità al rinnovo della carica di Presidente della Camera di Commercio di Chieti poiché intendo privilegiare tale istituzione rispetto alle mie questioni personali, salvaguardando, e sino alla fine, l’onore, il decoro e la reputazione dell’ente, che voglio così preservare dagli effetti negativi della campagna mediatica in atto».
E’ questa la decisione dell’ex manager Honda trascinato qualche giorno fa in tribunale dall’azienda nipponica per un presunto danno da 10 milioni di euro.
Dunque il prossimo 23 febbraio Di Lorenzo dovrà difendersi da accuse pesantissime, tra le quali essere stato un «amministratore infedele» e di aver messo in piedi «un sistema che scredita gravemente la società all'interno dell'azienda (presso i dipendenti), all'interno del gruppo Honda (con relativi vertici), all'esterno, con riguardo tanto ai fornitori che alle banche, ai concorrenti, ai clienti e distributori e anche agli organismi ed enti collettivi del territorio di Chieti, come sindacati, Confindustria, Camera di commercio».
La Honda sostiene di non essersi accorta di nulla nel corso degli anni perché la proprietà giapponese «non parla nè legge, nè comprende la lingua italiana». Poi però sarebbe riuscita a recuperare una serie di elementi che ad oggi determinano un impianto accusatorio preciso e dettagliato.
Oggi, ancora una volta, Di Lorenzo si difende: «sono state mosse al mio riguardo gravi accuse da parte di Honda Italia, risponderò nelle sedi opportune. Non intendo, in altre parole, procedere a colpi di comunicati stampa, anche se ho dovuto purtroppo leggere su un quotidiano locale ampi stralci dell’atto di citazione dinanzi al Tribunale delle Imprese di L’Aquila, che è un atto di parte e non una sentenza di condanna».
E poi continua: «per il rispetto che porto alla Magistratura, alla delicata funzione che svolge ogni giorno, e soprattutto per tutelare l’Istituzione che mi onoro di rappresentare, ho deciso, dunque, di fare un passo indietro».
Solo su un punto Di Lorenzo si sofferma ed è quello che riguarda la denuncia di Honda sull presunta pesantissima diminuzione delle sue capacità di fare investimento e creare lavoro dentro e fuori l’azienda.
« Honda Italia», replica l’ex manager, «anche grazie al mio modesto contributo ha fatturato negli anni miliardi di euro ed ha prodotto utili per svariati milioni. Tali mie affermazioni trovano immediato riscontro nei bilanci della società. Personalmente ho sempre lavorato per gli interessi di Honda Italia e per il territorio. E sono fermamente convinto che “notizie” come queste, strumentalmente propalate ed orientate al raggiungimento di fini obliqui, creino gravissimo nocumento non solo ai soggetti interessati, ma tutto il sistema produttivo ed associativo, in un momento in cui tutti dovrebbero avere a cuore non interessi particolari ma lo sviluppo e la crescita generale. Tutto sarà chiarito nelle sedi opportune».