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Sanità. Centrosinistra «bulimico» ora punta a scardinare il sistema Chiodi

Per ora il dibattito si concentra sulla Asl Sulmona-L’Aquila

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Sanità. Centrosinistra «bulimico» ora punta a scardinare il sistema Chiodi

D'Alfonso e Paolucci




L’AQUILA. La nuova giunta di centrosinistra tenta di scardinare il vecchio sistema imposto e sedimentato dal centrodestra nei 5 anni trascorsi ma non è facile.
Al comando in tutte le società partecipate e negli enti politicizzati ci sono ancora gli uomini di fiducia di Gianni Chiodi e questo rende difficile realizzare i piani della giunta D’Alfonso. L’obiettivo è ora quello di inserire ai vertici gli uomini giusti per accelerare. Insomma bisogna avviare al più presto lo spoil system. Si è sempre fatto così.
Ecco perché da giorni si assiste ad un fuoco incrociato che assomiglia ad un coro di dichiarazioni sulla sanità, specie quella aquilana, dove esponenti del centrosinistra di diverse correnti evidenziano «criticità» ed invocano un «cambio di passo».
Fino a chiedere esplicitamente le dimissioni del manager Silveri, uomo giudicato troppo vicino al centrodestra. Ma come scardinare i manager della sanità?
D’Alfonso ci prova e lancia l’idea delle due Asl, una delle tante idee lanciate in questo lunghissimo avvio di legislatura dove i fatti non si vedono ancora, in compenso la macchina della propaganda si agita già a pieno ritmo.
Così fa gioco a tutti –nella stanca estiva- alimentare la “chiacchiera sanitaria” tanto da alimentare illusoriamente un dibattito che parrebbe favorire la sintesi delle varie istanze ma che invece è solo uno specchietto per le allodole visto che molti giochi sono già fatti.
Guido Liris (Fi) qualche giorno fa aveva sintetizzato: «Il Partito Democratico e il centrosinistra dimostrano di essere molto più concentrati su come impadronirsi della Sanità aquilana, rispetto alle reali condizioni della ASL e in particolar modo dell'Ospedale San Salvatore».

Secondo Liris vanno scrutati con attenzione gli atteggiamenti che già nel post voto regionale contraddistinsero il sindaco Cialente e la Senatrice Pezzopane che, con pochi numeri alla mano ma, «ispirati da una irrefrenabile ingordigia, chiesero le dimissioni del manager Silveri».
«Mi chiedo quante e quali siano le cambiali elettorali che la Sinistra dovrà pagare, se la Sinistra abbia o meno idee e progetti alternativi rispetto a quelli attualmente in atto, se il Paziente, quale fruitore fragile del mondo sanitario, rappresenti il centro dell'azione politica e amministrativa dei “nuovi Unni”».
Così ieri Stefania Pezzopane è tornata a lanciare il là al quale si è accodata l’intera orchestra…
«Silveri deve dimettersi, serve cambiamento», ha ripetuto aggiungendo che «fanno bene i sindaci di Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro e, naturalmente anche quello dell'Aquila, a reclamare maggiore attenzione sulla sanità. Evidentemente, se sollevano il problema, vuol dire che il management della Asl e la giunta Chiodi, non sono stati attenti a salvaguardare gli equilibri territoriali».
«Il vero nocciolo della questione», secondo la senatrice Pd, «è apportare un cambiamento radicale alla gestione della sanità, imponendo un' inversione di rotta, a cominciare dai vertici. Non ho nulla di personale contro il manager Silveri, ma - dice Pezzopane - non riesco a comprendere come mai se i cittadini hanno espresso con il voto l'esigenza di cambiamento, scegliendo un nuovo Presidente della Regione, poi non debbano cambiare i vertici della sanità o di altre aziende, che sono di diretta emanazione dei vertici politici. Le dimissioni di Silveri - aggiunge la parlamentare aquilana - dovrebbero essere un fatto naturale. L'ex manager Marzetti si dimise spontaneamente quando s'insediò Chiodi. Questo è il punto politico di fondo, non c'entra con le prerogative dei territori. Se Silveri non lo fa, allora ci appelliamo alla Regione affinché dopo il cambio di rotta dei vertici politici, cambino anche gli strumenti con cui la Regione opera, in primis le Asl».
Puntuale è arrivata anche la lezione del sindaco Massimo Cialente che soffia sul fuoco e prova ad agitare il presidente D’Alfonso ricordandogli che «gran parte della credibilità del Governo di Centro Sinistra abruzzese della giunta D'Alfonso si giocherà sulla riorganizzazione della Sanità».
Il primo cittadino si dice «colpito» dalle discussioni e dagli interventi che vedo susseguirsi in questi giorni sulla sanità e, in particolare, alla As Avezzano-Sulmona-L'Aquila. Interventi come quelli dei sindaci del Comitato ristretto che pongono un problema sulle questioni sollevate dal Comitato stesso lamentando una scarsa attenzione rispetto al problema di aprire o meno reparti in alcuni ospedali.

Da profondo conoscitore della realtà locale sanitaria Cialente consiglia di «analizzare tutti i dati, ospedale per ospedale, reparto per reparto, ribadendo, a meno che la Regione non cambi indirizzo, che l'organizzazione della sanità abruzzese è stata definita secondo i quattro ospedali "Hub" dei capoluoghi di provincia, e il resto negli ospedali "Spoke". Andando avanti su questa strada, si deve partire dall'utenza e dalla qualità dell'assistenza per qualsiasi cittadino abruzzese. Cosa serve? Quale qualità? Perché tanta mobilità passiva? E per quali specialità? Non è difficile trovare risposte. Esistono quintali di dati sulle necessità delle alte specialità in rapporto alla popolazione, sulla massa critica di queste rispetto ai casi trattati, nonché sul rapporto tra costi e benefici»
«Chiedo al mio amico Silvio Paolucci», conclude Cialente, «se pensa che una qualsiasi azienda, anche la più piccola a conduzione familiare, possa essere gestita a lume di naso, o per simpatie o antipatie, o per pressioni politiche, magari di campanile o lobbystiche».
Secondo la Cisl invece «va detto chiaramente, al di là di ogni altra considerazione, che al centro della programmazione sanitaria e di tutte le azioni che ne conseguono, deve essere posto sempre il cittadino-utente, con le sue esigenze e necessità. Troppo spesso, invece, si assiste a diatribe politiche che mirano più a soddisfare le proprie esigenze che quelle dei malati. E’ indubbio che vi sono ancora tanti tasselli da mettere al proprio posto».