ACQUA ALLA GOLA

Abruzzo. Di Baldassarre: «Salveremo l’Aca. Ecco come faremo»

Il totale delle passività ammonta a 75mln di euro. Bilancio 2013 in rosso di 5,5 mln

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Abruzzo. Di Baldassarre: «Salveremo l’Aca. Ecco come faremo»



PESCARA. Da una parte inchieste giudiziarie che dipingono gestioni dissennate, appalti truccati e corruzione e dall’altra lo sforzo di salvare l’Aca, l’azienda che da un decennio si occupa di gestire la risorsa idrica.
Il momento è cruciale perché da quando la spa è in amministrazione concordataria si è cercato di dare una parvenza diversa rispetto alle gestioni passate. Sarà il tribunale poi a decidere se il piano varato per il recupero in zona Cesarini è accettabile o meno.
Intanto fanno discutere gli ultimi incarichi affidati dall’amministratore Vincenzo Di Baldassarre che ha indicato un gruppo i lavoro per svolgere una serie di atti complicati e delicati. Tra i vari incarichi c’è anche Massimo Papa suo ex sfidante alla carica, in quota D’Alfonso, e marito del giudice d’Appello de L’Aquila, Fabrizia Francabandera.

L’INCARICO A PAPA: «OTTIMO CURRICULUM»
A chiarire cosa si stia facendo e quali sono gli obiettivi ci pensa direttamente l’amministratore Vincenzo Di Baldassarre che a PrimaDaNoi.it spiega la “sua“ Aca.
«Intanto parliamo dell’incarico conferito al dott. Massimo Papa, professionista a me contrapposto per la nomina dell’Amministratore», spiega l’avvocato, «il Piano riconosce estremo rilievo alle fasi di controllo di gestione e di organizzazione efficiente del personale, nella prospettiva di una significativa riduzione dei costi. Si tratta di attività mai implementate in ACA e per le quali il ricorso all’esterno era inevitabile. Ho, quindi, ritenuto corretto esaminare, preventivamente le ragioni che avevano indotto una rilevante parte dell’assemblea dei Sindaci ad indicare Massimo Papa. Scorrendone il curriculum ho potuto riscontrare una compiuta esperienza in una società multinazionale proprio nei settori che interessavano l’azienda. Ne è seguito un confronto e la conseguente decisione, che rappresenta, a mio avviso, la giusta coniugazione tra scelta meritocratica e rispetto delle valutazioni espresse dall’assemblea dei soci. Che i curricula pervenuti per la nomina ad Amministratore Unico fossero di qualità lo dimostra anche il fatto che il Tribunale Fallimentare di Pescara abbia individuato nel dott. Guglielmo Lancasteri, altro partecipante alla selezione di Amministratore, il Commissario Giudiziale della procedura concordataria».

IL GRUPPO DI LAVORO
Intanto il piano concordatario è stato depositato lo scorso 9 luglio e spiega in oltre mille cartelle che lo compongono, la road map da seguire per risanare l’azienda pubblica.
«L’individuazione esterna del Gruppo dei professionisti è stata dettata», spiega Di Baldassarre, «per una parte, da un obbligo di legge -attestatore e società di revisione devono dare certezza di terzietà rispetto alla società- e per la restante parte da un profilo di opportunità e trasparenza dovendosi redigere un piano oggettivo e non influenzato da valutazioni interne che potrebbero tendere a non rappresentare la esatta situazione societaria. Il costo di simili strutture professionali è noto agli operatori del settore e, per un concordato che assurge al valore di circa 200 milioni di euro (120 mln sono i debiti e 75 mln i crediti) si raggiungono parcelle professionali che nel loro complesso sarebbero più di otto volte superiori a quanto stabilito per l’ACA; esempio ne siano gli importanti concordati attualmente pendenti presso i tribunali pescarese e teatino agevolmente reperibili. Completa il Contesto operativo la disponibilità dell’avv. Sergio Della Rocca che ha partecipato al gruppo di lavoro in maniera determinante, facendo rientrare la propria attività professionale per il concordato all’interno di quelle prestate in favore della azienda, senza ulteriore aggravio di costi per la società».
Sergio Della Rocca ha avuto in passato altre consulenze in Aca e oltre i suoi incarichi politici (è segretario regionale di Scelta Civica) è anche l’avvocato di fiducia di Ezio Di Cristoforo, ex pluripresidente dell’Aca, arrestato per tangenti e al vertice dell’azienda dal 2008. E’ proprio la gestione di Cristoforo ad essere tra le principali indiziate di aver contribuito al dissesto.

«180 DIPENDENTI PER 10 MLN DI EURO ALL’ANNO»
E poi ci sono i dipendenti che sono 180 e che costano 10 mln all’anno ma…
«Sarebbe sufficiente scorrerne il profilo sul sito Web, per comprendere come siano totalmente assenti figure che abbiano qualificazione ed esperienza per redigere quello che ritengo sia il piano più complesso mai presentato al Tribunale di Pescara, trattandosi, in assoluto, del primo caso in Italia di società pubblica in house providing ammessa ad un concordato, gestito da norme civilistiche e pubblicistiche contemporaneamente. Il Personale, purtroppo, non può costare 1,8 milioni (il dato acquisito si riferisce alla trimestrale 2013), bensì circa 10 milioni annui e ciò è dovuto al rispetto dei contratti collettivi e, in parte, a contrattualizzazioni aziendali di vecchia data e non modificabili unilateralmente. I dirigenti, che nello scorso mese di novembre erano 6 (e non 7), sono oggi ridotti a 3 ed il loro costo è sceso da circa un milione a 450 mila euro. L’organo amministrativo è sceso da un costo di 450 mila euro l’anno a circa 50 mila. Imminente è la riduzione del costo del Collegio sindacale».

LE CONSULENZE
«Le consulenze in essere alla fine dell’anno», spiega Di Baldassarre, «sono state, a seconda dei casi, disdette o non rinnovate e ad oggi permangono solo incarichi di natura tecnica/specialistica, limitati all’essenziale nel numero e per l’importo. L’incarico al dott. Gelsumini è collegato alla certificazione di qualità da questi curata in via esclusiva fino allo scorso mese di marzo, senza predisposizione di sostituzione aziendale. Il suo utilizzo dopo il pensionamento è stato reso indispensabile dalla necessità di superare l’ispezione di qualità dello scorso mese di giugno, per la quale ha percepito sì un compenso, ma anche l’onere di formare due nuovi funzionari che potessero sostituirlo, cosa che èavvenuta (uno dei dipendenti ha superato l’esame di qualificazione pochi giorni fa ed il secondo lo farà nel mese di settembre). In questo modo, per il futuro, non vi sarà piùalcuna necessità di ricorrere a supporti esterni».
L’incarico ad Alessia Antonucci –spiega sempre l’amministratore unico -è di epoca antecedente al cambio di amministrazione ed è in esaurimento.

L’INDAGATO LIVELLO ACCUSATO DI TURBATIV A D’ASTA
L’inchiesta “Shining light” chiusa alcune settimane fa vede tra gli indagati, oltre Di Cristoforo, anche Lorenzo Livello direttore tecnico da un decennio e Rup di quasi tutte le gare di appalto degli ultimi anni. Gare che le procura ritiene essere state truccate.
«La posizione dell’ingegner Livello», spiega Di Baldassarre, «non può oggi essere valutata aziendalmente, posto che il procedimento penale a suo carico versa nella fase della richiesta di rinvio a giudizio, situazione questa che non consente di assumere alcuna iniziativa, necessariamente rinviate ad eventuali fasi processuali piu avanzate (la legge n. 39/2013 prevede per alcuni reati la sospensione dall'incarico in caso di condanna anche non definitiva)».
Di sicuro molto è stato fatto da Di Baldassarre che è chiamato ad un compito difficile ma i dati disponibili sul sito ufficiale sono ancora quelli del 2013 ma «presto saranno aggiornati in modo da rendere più precisa la fotografia di quanto fatto».

IL PROSSIMO BILANCIO: DI NUOVO ROSSO PER 5,5 MLN
«I dati del 2014 sono già stati esposti nel corso dell’assemblea dei soci dello scorso 14 luglio 2014, aperta al pubblico ed a cui hanno partecipato anche le associazioni interessate. Posso anticipare che la bozza di bilancio 2013, in approvazione in autunno», spiega Di Baldassarre, «elaborata sulla scorta di corretti principi contabili, evidenzia una perdita superiore ai 5,5 milioni (i precedenti esercizi erano in utile). Il Piano concordatario prevede il pagamento di circa 15 milioni il primo anno e 10 milioni per i sei anni successivi sufficienti ad estinguere tutte le passività della società, salvaguardando al contempo la regolarità del servizio, gli investimenti strategici, le manutenzioni ordinarie e straordinarie, i livelli occupazionali. La strada intrapresa è difficile ed insidiosa, ma consente di registrare la condivisione espressa in Assemblea dalle Amministrazioni comunali e la responsabilizzazione del personale, ormai proteso a sostenere una gestione oculata dell’Azienda acquedottistica».
Di Baldassarre inoltre tiene a far sapere che sono stati cancellati i costi in passato dedicati alla comunicazione e, nel suo nuovo profilo, non utilizza le conferenze stampa per divulgare le proprie azioni aziendali.

a.b.