LA PROTESTA

Seggiovia Gran Sasso, gli ambientalisti: «cancelleranno in modo irreparabile habitat preziosissimi»

Sette associazioni hanno depositano le loro "osservazioni" nell'ambito della procedura di Via

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Seggiovia Gran Sasso, gli ambientalisti: «cancelleranno in modo irreparabile habitat preziosissimi»


L'AQUILA. Le sedi abruzzesi di Mountain Wilderness, Pro Natura, Salviamo l'Orso, Touring Club Italiano e WWF, nonché il Gruppo Naturalisti Rosciolo e la Stazione Ornitologica Abruzzese, hanno depositato giovedì le loro "osservazioni" sul progetto per la realizzazione della nuova seggiovia del Gran Sasso "Campo Imperatore-Osservatorio", nell'ambito della procedura di valutazione di impatto e di incidenza ambientale.
Sul progetto qualche giorno fa la senatrice Enza Blundo (M5S) ha presentato un esposto alla procura.
La procedura di Via è stata avviata il 26 maggio scorso, in seguito alle proteste del Coordinamento Emergenza Ambiente Abruzzo, ad oltre un mese dalla pubblicazione del relativo Bando di gara europea (per un valore stimato dell'opera pari a oltre 6 milioni di Euro).
«Si è contravvenuto», protestano le associazioni, «a quanto disposto dalla Legge Regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale e dal Codice sui contratti pubblici che impongono che gli Studi di Valutazione di Impatto e di Incidenza Ambientale debbano essere depositati e resi pubblici prima dell'approvazione del relativo progetto».
La nuova seggiovia, secondo gli ambientalisti, «rischia di essere solo la prima di una serie di opere devastanti per l'ambiente, la cui realizzazione si inquadra nel "Piano di sviluppo e valorizzazione dell'area aquilana" (cosiddetto "Piano Letta"), che prevede ingenti investimenti nel settore degli impianti e delle infrastrutture sciistiche, con gravissimi danni al territorio compreso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Si tratta di progetti insostenibili sul piano ecologico, in grado di produrre non solo danni paesaggistici ed ambientali irreversibili, ma disastrosi anche su quello economico, considerato che la permanenza del manto nevoso alle quote considerate è sempre più breve e la stagione turistica a questa legata è comunque molto ridotta nel tempo».

LE OSSERVAZIONI
Nello specifico, nelle loro osservazioni le sette Associazioni dimostrano come le informazioni sulla flora, la fauna e la vegetazione riportate negli Studi di impatto e di incidenza ambientale siano «incomplete, superficiali e assolutamente insufficienti».
«Infatti», spiegano, «l'eventuale realizzazione della nuova seggiovia distruggerebbe in modo irreparabile habitat prioritari di alta quota di interesse comunitario contravvenendo alla Direttiva Habitat e alle relative leggi nazionali di recepimento e cancellando per sempre ambienti ricchissimi di biodiversità e già minacciati dai cambiamenti climatici. La stazione di partenza dell'Osservatorio e la parte iniziale della nuova seggiovia sarebbero poi completamente sovrapposti alla Stazione di Ricerca a Lungo Termine del Gran Sasso (gestita dal Corpo Forestale dello Stato)».
«Molte specie animali di interesse comunitario sarebbero disturbate o compromesse dal progetto», dicono ancora gli ambientalisti che pensano alla sorte del fringuello alpino o della vipera dell'Ursini. «Gli interventi di recupero ambientale e mitigazione dell'impatto riportati negli Studi di VIA sono infine giudicati inefficaci, dannosi e privi di qualsiasi fondamento scientifico».
La realizzazione della nuova seggiovia, per una lunghezza di chilometri 1,691 da quota m 1.969 a m 2.135 s.l.m., con la collocazione di 14 sostegni e la costruzione di due nuove stazioni di partenza (Fontari) e di arrivo (Osservatorio Astronomico), prevede uno scavo complessivo di 3.950 metri cubi «e il deturpamento di uno dei paesaggi più belli dell'alto Appennino».