DIABOLICUM PERSEVERARE

Il nuovissimo porto è bipartisan. Acerbo: «anche la diga foranea fu bipartisan»

Asfaltata l’opposizione grillina che ha peccato di inesperienza

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Il nuovissimo porto è bipartisan. Acerbo: «anche la diga foranea fu bipartisan»



PESCARA. Ormai con la votazione di ieri in Consiglio comunale, grazie ai voti del centrodestra e del centrosinistra compatti, l’iter per il nuovo Piano Regolatore Portuale è cosa fatta.
Resteranno agli atti i 3 voti contrari dei consiglieri del M5S ed il tempo dirà se siano stati i soli ad essere lungimiranti o i soli ad aver tentato di ostacolare «un’opera importante che risolverà i problemi del porto di Pescara».
Unica annotazione: bisognerà attendere probabilmente almeno altri 10 anni…
C’è da dire tuttavia che non si è vista una pioggia di emendamenti da parte dei grillini né sono state utilizzate quelle forme che i regolamenti pure permettono per rallentare “forzosamente” l’iter di una delibera che non piace.
E’ probabilmente mancata alla unica opposizione l’esperienza sul campo e si è probabilmente sentita la mancanza di un tale Maurizio Acerbo che già nell’incredibile tentativo di aprile e poi di maggio scorso di portare in discussione questa delibera (prima del voto) aveva presentato centinaia di emendamenti ostruzionistici ottenendo che si affidasse al nuovo Consiglio la decisione.
E così è stato.

«Speravo che fuori dal clima elettoralistico si aprisse un dibattito serio in città», commenta oggi Acerbo (Rifondazione Comunista) che non è più in Consiglio Comunale e nemmeno in quello regionale, «non posso che esprimere amarezza da pescarese per la maniera superficiale con cui la nuova maggioranza di centrosinistra e l'opposizione di centrodestra hanno dato il via libera al Piano regolatore portuale. Debbo ricordare che il medesimo unanime coro ci fu a sostegno del precedente progetto (diga foranea e molo di levante) e si è visto il risultato. Debbo invece constatare che si è proceduto senza nemmeno approfondire in commissione i contenuti delle osservazioni».
«I consiglieri di centrosinistra e centrodestra che entusiasticamente hanno votato il progetto hanno valutato le problematiche contenute nelle osservazioni al PRP di comandanti pescherecci, armatori, ordine degli ingegneri, ambientalisti? Quanti le hanno lette?», si domanda Acerbo, «Hanno approfondito il fatto che la procedura Vas regionale è stata quantomeno anomala? Il passaggio in Consiglio non è un mero adempimento amministrativo ma il momento in cui la città, prima di inviare il progetto a Consiglio Superiore dei lavori pubblici e Regione, si esprime in chiusura della procedura di Valutazione Ambientale Strategica».

PORTO… TOMBALE
Critico Massimo Di Renzo che nel blog del Movimento 5 stelle di Pescara scrive «Ci hanno detto non preoccupatevi è solo un passaggio amministrativo, vero Del Vecchio (Pd)? Intanto il progetto va avanti. Ci hanno detto anche noi abbiamo dubbi ma dobbiamo andare avanti, cambieremo poi il progetto, vero Santroni (Sinistra Ecologia e Libertà)? Vedremo se il Consiglio comunale riuscirà a fermare questo scempio. Ci hanno detto che il politico deve cedere il passo ai tecnici, vero Albore Mascia (Forza Italia)? Magari solo quando conviene. Ci hanno rassicurato sulla preparazione dei tecnici che hanno realizzato il progetto, vero Masci (Pescara Futura)? Anche quelli che hanno redatto la VIA della diga foranea e che hanno pubblicamente ammesso di non aver considerato gli effetti degli interrimenti di quell’opera? Ci hanno detto che abbiamo aspettato troppi anni e che adesso non possiamo aspettare più, vero Padovano (Liberali per Pescara)? Ma dove siete stati fino ad oggi?»
«Invece», aggiunge Di Renzo , «la giunta non ci ha detto praticamente nulla visto che era quasi del tutto assente. Insomma, la solita storia, non c’è destra, non c’è sinistra (nemmeno quella ecologista) ma solo il partito unico degli interessi. Sarà forse che un porto che costerà centinaia di milioni di euro fa gola a qualcuno? Scommettiamo che indovino chi costruirà questo porto?».

SANTRONI: «L’ATTO NON CI CONVINCE PIENAMENTE»
Favorevole all’approvazione anche Sel e la consigliera Daniela Santroni (che occupa lo scranno che era di Acerbo).
«L’atto approvato in Consiglio comunale», dice la consigliera, «non è l’approvazione del PRP, che spetta alla Regione Abruzzo, ma il protocollo d’intesa con l’autorità marittima di Pescara che consente al Piano di proseguire il suo iter». Iter molto lungo iniziato con lo studio commissionato dall’allora sottosegretario Nino Sospiri all’Anpa, oggi Ispra che ha prodotto 12 ipotesi, su una di questa è iniziata l’elaborazione del PRP. Il PRP vede la luce nel 2008, avvia il percorso delle osservazioni, delle controdeduzioni e della valutazione ambientale strategica. La Vas in aprile 2014 esprime parere favorevole.
«Quindi oggi l’amministrazione comunale ha l’onere di far proseguire l’iter che porterà il PRP sul tavolo del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici del Ministero per il parere e le prescrizioni e poi per i passaggi successivi», aggiunge Santroni. «Il nostro voto favorevole significa che il PRP di Pescara ci convince pienamente? Certo che no. Abbiamo molte perplessità soprattutto in merito alla realizzazione della darsena dei pescatori (opera eccessivamente cementificatoria che riteniamo oggi del tutto superflua) e all’imboccatura del porto (che può creare problemi per la sicurezza delle navi in uscita e rientro nel porto canale)».

BLASIOLI: ««MASSIMA APERTURA AI CONTRIBUTI»
«Ora il Piano dovrà essere adottato dall'autorità marittima e poi inviato al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici per un ulteriore esame che segue quello già effettuato in sede di VAS in regione», spiega invece il presidente del Consiglio Antonio Blasioli, «quindi il Piano tornerà in Consiglio regionale per l'approvazione». Solo in seguito il Comune sara' dotato di un PRG portuale che e' uno strumento che lo privilegia anche nell'attribuzione di fondi per la sua realizzazione. Le opere ricomprese saranno quindi inserite nel Piano triennale delle opere pubbliche e, come richiesto in sede di VAS, per ognuna di esse ci sara' bisogno della procedura di Valutazione di impatto ambientale a cui i cittadini potranno partecipare nuovamente. «Massima apertura quindi ad ogni ulteriore contributo», garantisce Blasioli.
E’ chiaro persino ai bambini che come stanno le cose -e per quello che è stato sempre detto- il piano regolatore così come è stato pensato ed ideato piace a destra e sinistra e se ci vorranno altre votazioni continueranno a passare con i voti plebiscitari dell’intesa bipartisan.
Il punto però non è essere favorevoli o contrari alla cancellazione degli errori incredibili del progetto vecchio (per cui nessuno ha mai pagato a nessun livello) ma riuscire a non commettere altri errori e riuscire a realizzare finalmente un progetto che davvero rilanci il porto ed il suo indotto.
Ma per fare questo ci sarebbe bisogno di dibattito, concertazione, trasparenza vera, dialogo e risposte.
Tutto questo è sempre mancato su questo argomento fin dagli anni ‘80.
E’ mancato anche ieri: 25 luglio 2014.