GIUSTIZIA AGLI SGOCCIOLI

L’emendamento non salva il Tar di Pescara: soppressione dal 1° luglio 2015

Slitta di 9 mesi la chiusura

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Tribunale di Pescara

PESCARA. La I Commissione Affari Costituzionali della Camera ha deciso: il Tar di Pescara può chiudere. L’emendamento approvato ieri, infatti, che prevedeva il salvataggio di alcune sedi distaccate italiane, non contempla quella pescarese per la quale la soppressione è stata rinviata da ottobre 2014 a luglio 2015.

Il decreto legge prevedeva in origine l’immediata soppressione di tutte le sezioni staccate dei Tribunali Amministrativi Regionali, tranne Bolzano. L’emendamento, (il criterio era stato proposto dall’onorevole Giuseppe Berretta in Commissione Giustizia alla Camera) fa ora salve tutte le sezioni distaccate del Tar che si trovano nelle sedi di Corti d’Appello. Sono salve dunque Salerno, Reggio Calabria, Lecce, Brescia e Catania. Rinviata inoltre di un anno la prevista soppressione delle altre sedi (Latina, Pescara, Parma).

«E’ vero», si legge sul quotidiano giuridico Leggi Oggi, «che l’iter parlamentare non si è ancora concluso, tuttavia occorre tenere presente che questo emendamento è il risultato di una rielaborazione proveniente direttamente dall’Esecutivo, per cui è altamente probabile che alla fine in Aula arrivi il testo, così approvato in Commissione, su cui – visti i tempi stringenti – il Governo chiederà alla fine l’approvazione senza modifiche, attraverso il ricorso al voto di fiducia».
Insomma il destino appare segnato. 

«La giustizia abruzzese, i cittadini, i comitati e le associazioni che ricorrono al Tar per far valere i propri diritti contro gli abusi e gli errori della Pubblica Amministrazione, ringrazino Giovanni Legnini, Luciano D'Alfonso e tutti gli esponenti della maggioranza per questo regalo», commenta il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca.
«Si tratta di una vera e propria beffa, di una presa in giro – ha commentato Alessio Di Carlo, già candidato sindaco de La Grande Pescara – a cui non solo la classe forense, ma tutta la cittadinanza deve rispondere con fermezza, rilanciando una volta per tutte la questione che riguarda la centralità che il Capoluogo adriatico deve rivendicare nell'interesse degli utenti su cui gravano i maggiori oneri che derivano dalla mancanza della sede distaccata. Da questo punto di vista – ha aggiunto Di Carlo – è giunto il momento di tornare a reclamare l'istituzione a Pescara della Sezione distaccata di Corte d'Appello, già oggetto di un Disegno di Legge presentato dal Senatore Viserta nel 2001 in cui si evidenziava come la stragrande maggioranza del carico di lavoro della Corte provenisse, allora come ora, dal Tribunale pescarese».
Proprio nella giornata di ieri i sindacati si erano mobilitati per salvare la sezione distaccata pescarese.

«Il Tar di Pescara - ha detto Sandra Alberico della Cgil - è un Tribunale efficiente che risponde in tempi rapidi alle esigenze dei cittadini. Il decreto non comporterà benefici dal punto di vista economico, ma andrà ad appesantire il lavoro del Tar aquilano con un aumento dei tempi di risoluzione delle controversie».
«Le Sezioni di Pescara, Parma e Latina contano 26 dipendenti su un totale di 600, sono uffici di nicchia. La loro soppressione non comporterà la razionalizzazione della giustizia amministrativa, ma determinerà un aumento dei costi costringendo molti cittadini a rinunciare ai ricorsi e a far valere le proprie ragioni», ha sottolineato Giampiero Fattore, della Uil Funzione pubblica.

«SCIAGURATA DECISIONE DEL PD»
 «Nonostante la ferma opposizione del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Costituzionali, il Partito Democratico, a dispetto dei proclami del sindaco di Pescara Alessandrini e del presidente D'Alfonso, ha deciso di sopprimere il Tar di Pescara, il più efficiente d'Italia – denuncia Colletti, Deputato del Movimento 5 Stelle – questa sciagurata decisione del Pd fa parte di un disegno che mira ad impedire rapide decisioni a tutela della pubblica amministrazione». 
Dopo aver abrogato i diversi controlli preventivi sugli atti delle pubbliche amministrazioni, «oggi i Tar rappresentano uno dei pochi presidi di legalità dell'azione amministrativa», sottolinea Colletti. «A tutto ciò si aggiunge anche il blocco imposto alla legge anticorruzione, la cui discussione è interrotta da mesi. Il disegno di rendere legale l'illegalità si fa sempre più chiaro». 
«SCIAGURATA DECISIONE DEL PD» 

«Nonostante la ferma opposizione del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Costituzionali, il Partito Democratico, a dispetto dei proclami del sindaco di Pescara Alessandrini e del presidente D'Alfonso, ha deciso di sopprimere il Tar di Pescara, il più efficiente d'Italia – denuncia Colletti, Deputato del Movimento 5 Stelle – questa sciagurata decisione del Pd fa parte di un disegno che mira ad impedire rapide decisioni a tutela della pubblica amministrazione». Dopo aver abrogato i diversi controlli preventivi sugli atti delle pubbliche amministrazioni, «oggi i Tar rappresentano uno dei pochi presidi di legalità dell'azione amministrativa», sottolinea Colletti. «A tutto ciò si aggiunge anche il blocco imposto alla legge anticorruzione, la cui discussione è interrotta da mesi. Il disegno di rendere legale l'illegalità si fa sempre più chiaro». 

SU PESCARA DECISIONE DA RIVEDERE

«Siamo perplessi per la soppressione, senza chiari criteri preventivamente condivisi, di questa o quella sezione staccata». Così Renato Balduzzi, capogruppo di Scelta Civica in commissione Affari costituzionali alla Camera, commenta l'emendamento, approvato nella seduta notturna della commissione, volto a sopprimere le sole sezioni di Latina, Pescara e Parma. 

«Nel caso di Pescara poi - aggiunge Balduzzi - vi sono ragioni autoevidenti per rivedere una decisione che mette ancor più in difficoltà un territorio già duramente colpito ma, più in generale, è la mancanza di approfondimento sui criteri a monte (numero di cause, popolazione residente, indicatori di efficienza della sede) che rende la soluzione debole. Ecco perchè ci siamo battuti per evitare questa soppressione ingiustificata e alla fine ci siamo astenuti».

DI STEFANO: «TARDIVO INTERVENTO DI D’ALFONSO»

«Tardiva arriva l’iniziativa del presidente D’Alfonso di convocare per venerdì una riunione con i parlamentari abruzzesi per discutere sul tema e per chiedere di attivarsi in tal senso», fa notare il deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano. «Probabilmente non ha seguito con la dovuta accortezza l’iter del provvedimento, anche se da tempo l’ordine degli avvocati di Pescara chiede che la politica abruzzese si attivi per salvaguardare il territorio».

Di Stefano la settimana scorsa aveva presentato un emendamento, «che eventualmente ripresenterò anche in Aula» che sancisce un principio oggettivo: quei tribunali che hanno un' alta produttività ed un saldo economico positivo devono essere salvati. Il Tar di Pescara rientra in tali parametri poichè possiede un'alta poduttività che ha comportato la riduzione dell’arretrato del 64% con un incasso derivante dal versamento del contributo unificato per il solo anno 2013 pari ad 528.349 euro, a fronte di un budget di spesa di 167.633 euro complessivi".

 

«Questa “finta” riforma della Pubblica Amministrazione-  prosegue Di Stefano-  dimostra ancora una volta  l’incapacità di questo Governo di fare le riforme vere e necessarie per il Paese. Torno a ribadire la giustezza dell’emendamento da me presentato, che sanciva un criterio oggettivo e cioè la non chiusura delle sezioni che per l’anno 2013 hanno ottenuto un saldo positivo tra il versamento del contributo unificato e il budget di spesa annuale, e che per gli anni 2014 e 2015 abbiano rispettato il suddetto saldo, tra questi quello di Pescara. Mentre assistiamo solo a tagli lineari che, come nel caso dei Tar, non prende in considerazione nessuno degli elementi essenziali ai fini di un loro eventuale ridimensionamento».

L’EMENDAMENTO APPROVATO

 

Sostituire il comma 1 con i seguenti:
“1. Nelle more della riorganizzazione dell’assetto organizzativo dei tribunali amministrativi regionali, in assenza di misure di attuazione del piano di cui al comma 1-bis, a decorrere dal 1° luglio 2015 sono soppresse le sezioni staccate di tribunale amministrativo regionale aventi sede in comuni che non sono sedi di corte d’appello. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, da adottare entro il 31 marzo 2015, sono stabilite le modalità per il trasferimento del contenzioso pendente presso le sezioni soppresse, nonché delle risorse umane e finanziarie, al tribunale amministrativo della relativa regione. Dal 1° luglio 2015, i ricorsi sono depositati presso la sede centrale del tribunale amministrativo regionale.
1-bis. Entro il 31 dicembre 2014 il Governo, sentito il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, presenta al Parlamento una relazione sull’assetto organizzativo dei tribunali amministrativi regionali, che comprende un’analisi dei fabbisogni, dei costi delle sedi e del personale, del carico di lavoro di ciascun tribunale e di ciascuna sezione, nonché del grado di informatizzazione. Alla relazione è allegato un piano di riorganizzazione, che prevede misure di ammodernamento e razionalizzazione della spesa e l’eventuale individuazione di uffici direttivi o sezioni staccate da sopprimere, tenendo conto della collocazione geografica, del carico di lavoro e dell’organizzazione degli uffici giudiziari.”.
Conseguentemente, al comma 2, sostituire le parole “All’articolo” con le seguenti: “A decorrere dal 1° luglio 2015, all’articolo” e sostituire la lettera a) con la seguente: “a) al terzo comma, le parole “Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzi,” sono soppresse;”.