FOCUS SUI NUMERI

Report Asl Chieti sul budget 2014: dati parziali e incompleti

Nel documento interno illustrati i ricoveri ed il valore delle attività

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3240

Report Asl Chieti sul budget 2014: dati parziali e incompleti



CHIETI. C’è un documento interno della Asl di Chieti che fotografa lo stato di salute dell’azienda sanitaria rispetto alla produttività ed ai costi: è il report del primo trimestre 2014 intitolato “Processo di budget, documentazione aziendale”.
Questo documento mostra in sostanza che ci sono stati meno ricoveri, meno mobilità attiva, degenze troppo lunghe e rischio elevato di inappropriatezza. Il tutto però all’inizio viene “imbellettato” da un aumento del valore della produzione che passa dai 158 mln di euro del 2012 ai 220 mln del 2013, con uno scostamento di poco più di 61 mln, pari al 38,9% di aumento.
E’ solo una performance ragionieristica – come si vedrà - ma serve a spiegare come i bilanci (in realtà tutti i bilanci) dicono e non dicono, nascondono senza dire bugie e leggono i dati costruendo un’immagine delle attività che non sempre è quella reale. Perché basta fare due conti, spostare qualche cifra e d’incanto il quadro della Asl di Chieti è completamente diverso. Infatti nell’anno 2013 i quasi 220 mln sono comprensivi di 31 mln della medicina specialistica ambulatoriale e del valore delle prestazioni intermedie erogate per altri 23 mln.

Questi dati però – per un difetto di rilevazione del programma - non erano stati contabilizzati nel 2012, anche se di fatto queste prestazioni per circa 54 mln erano state sicuramente erogate nel corso dello stesso anno e perciò vanno sommate ai 158 mln iniziali e sottratte all’aumento di 61 mln.
 Quindi il dato vero del valore della produzione – semmai - è quello dei ricoveri erogati che passa da 158 mln a 166 mln (+4,8%), il che in presenza di un numero di ricoverati in leggera flessione significa semplicemente che sono stati curati pazienti con Drg di maggior peso, come si aspettava da anni. Il dato andrebbe però letto scorporandolo tra i reparti ospedalieri e quelli universitari, per capire se l’università è un valore aggiunto o se è una palla al piede della Asl.
Ci sono poi i dati sui costi diretti variabili che salgono da 77 a 98 mln, con un più 27,6%, ma non si capisce se questo dato comprende anche i beni e servizi, la voce che manca nel prospetto del Budget visto che i beni “sanitari” sono diminuiti dell’1,4%.
Più che artifici contabili, queste sembrano solo operazioni di lifting che però nel caso della Asl Lanciano-Vasto-Chieti non riescono a coprire tutte le rughe della gestione spesso contestata del manager Francesco Zavattaro, sempre difeso a livello regionale dal commissario Gianni Chiodi (ma molto meno dai due vice Giovanna Baraldi e Giuseppe Zuccatelli) e dai rappresentanti locali del centrodestra come il senatore Fabrizio Di Stefano e l’assessore Mauro Febbo.

UN REPORT SUPERFICIALE E SENZA RAFFRONTI IMPORTANTI

Questo “Processo di budget 2014”, dopo la scheda “Margine operativo lordo” (di cui sopra), illustra gli “Indicatori di attività” e riporta il “Consuntivo dei dati di attività dell’anno 2013.” La scheda sugli “Indicatori di attività”, qui però indicata semplicemente come “Indicatori”, conferma l’impressione che questo documento sia stato approntato in modo approssimativo dallo staff del manager.
In questa scheda infatti solo i numeri delle dimissioni, i vari Drg (chirurgici o medici), i ricoveri diurni e le dimissioni protette: mancano del tutto gli indicatori di efficacia, di appropriatezza e di domanda e mobilità, come mancano anche i dati sull’accessibilità dei servizi territoriali, visto che il Report segue lo schema del rapporto annuale ministeriale.

Infine i dati riportati non vengono evidenziati ma si debbono ricavare leggendo e confrontando i numeri indicati in forma aggregata e senza confronti con i rispettivi valori nazionali.
Così si scopre che il peso medio dei ricoveri ordinari è 1,04 che in assoluto non vuole dire nulla ma che va confrontato con il dato nazionale (che dovrebbe essere di 1,13). Se così fosse, questo 1,04 va letto come la spia di ricoveri a bassa complessità. La degenza media risulta di 7,6 giorni (manca il riferimento al dato nazionale che dovrebbe essere 7,13, cioè la Asl perde soldi sul rimborso dei ricoverati). Inoltre i Drg Lea ad alto rischio di inappropriatezza sono al 10,6 mentre per legge debbono essere inferiori a 10.
Infine le dimissioni protette vengono indicate senza specificare quante sono state in Adi (assistenza domiciliare), in Rsa o Ra (residenze assistenziali) e così via. Senza dire poi che la colonna “Obiettivo 2014” per la Asl di Chieti è desolatamente vuota. Nessuna indicazione di budget, nemmeno per questo semestre appena passato o per l’anno in corso: si naviga a vista, come se l’attuale dirigenza non dovesse mangiare il panettone.

Sebastiano Calella