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Abruzzo-Marche. Sì allo stoccaggio gas sul Tronto: «Regione Abruzzo faccia ricorso al Tar»

Impianto classificato "a rischio di incidente rilevante", nel Decreto inaccettabile prescrizione sul rischio sismico.

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Abruzzo-Marche. Sì allo stoccaggio gas sul Tronto: «Regione Abruzzo faccia ricorso al Tar»




ABRUZZO. Il Ministro Galletti il 19 giugno scorso oltre allo stoccaggio gas "Poggiofiorito" nel chietino con il decreto "fotocopia" 166/2014 ha dato parere favorevole alla Valutazione di Impatto Ambientale nazionale per lo stoccaggio gas "S. Benedetto", posto proprio a confine con l'Abruzzo lungo il fiume Tronto e proposto dalla stessa Gas Plus Storage (una srl).
La struttura avrebbe una capacità di stoccaggio di gas nel sottosuolo di 522 milioni di metri cubi, che verrebbe immesso in profondità a circa 2500 metri in pressione d'estate ed estratto d'inverno attraverso 6 pozzi. Attualmente nell'area è presente un pozzo di estrazione di gas.
«La concessione», contesta il Forum dell’Acqua, «comprende l'autostrada, la ferrovia, la statale e interi quartieri che ora rientreranno in una struttura classificata "A rischio di incidente rilevante" (cioè tra gli impianti a maggiore rischio di incidente, come poli petrolchimici, strutture per fuochi pirotecnici ecc.), in base alla Direttiva Comunitaria "Seveso"»
Il Decreto 166/2014 riporta la stessa prescrizione sul rischio sismico di questa struttura contestata dagli ambientalisti per il progetto di stoccaggio denominato Poggiofiorito. 

Ovvero si legge: «"Qualora la microsismicità riconducibile alle attività di esercizio dello stoccaggio eguagli o superi la Magnitudo Locale 3.0 (si parla della scala Richter, ndr), dovranno essere adottati dal soggetto gestore responsabile tutti gli accorgimenti opportuni atti a riportare la Magnitudo Locale massima dei sismi a valori inferiori a 2.0"».
La Regione Abruzzo, pure coinvolta nel procedimento, non risulta essersi espressa come sottolineato nel Decreto ministeriale. Invece l'Unione dei Comuni della Val Vibrata presentò una delibera con alcune osservazioni. Al contrario la regione Emilia Romagna, proprio per i timori connessi al rischio sismico, è riuscita ad ottenere a febbraio 2014 da parte del Ministero dell'Ambiente il diniego per lo stoccaggio gas di Rivara.
La stessa Regione Marche ha comunicato di voler negare l'intesa evidenziando i pericoli connessi alla realizzazione di tali impianti in aree urbanizzate. Purtroppo tale passaggio può essere superato dal Governo nazionale.
Per il Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua si tratta «dell'ennesimo regalo» del Governo nazionale ai grandi gruppi degli idrocarburi, in questo caso la joint venture Gaz de France-ACEA «che possono fare lauti profitti sulla testa dei cittadini che devono sopportare i rischi di queste attività, realizzata in una zona densamente antropizzata».
Per il Forum le motivazioni e le prescrizioni del Decreto sono «del tutto inaccettabili» e per questo chiede ai comuni della val Vibrata, Martinsicuro e Colonnella in primis (visto che le prime case di Martinsicuro sono situate a 800 metri dal bordo della concessione; il centro urbano di Colonnella a 2600 metri), e alla Regione Abruzzo di ricorrere al TAR del Lazio contro il provvedimento e di unirsi al movimento che si sta opponendo al progetto nelle Marche.

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