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«Ossessionata da desiderio vendetta», stalker aquilana arrestata a Roma

Perseguitava ex anche con denunce di accuse false di maltrattamento dei minori

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«Ossessionata da desiderio vendetta», stalker aquilana arrestata a Roma



ROMA. Era arrivata a confezionare false denunce di maltrattamenti nei confronti del nipotino della nuova compagna del suo ex per strapparlo alla famiglia e darlo ai servizi sociali.
Tale era diventato il desiderio di vendetta di una 56enne oggi arrestata su disposizione della magistratura romana: Carla Mari, originaria dell'Aquila, è finita in carcere con l'accusa di stalking, calunnia e diffamazione, reati indicati in 16 capi di imputazione.
Ad emettere la misura cautelare è stato il gip Alessandro Arturi per il quale la misura cautelare è l'unico mezzo «per neutralizzare il pericolo di gravi azioni».
 Secondo l'accusa la donna dalla metà del 2009 ha «impiegato tempo, risorse fisiche, mentali ed economiche per soddisfare un irrefrenabile bisogno di vendetta e di rivalsa nei confronti del presunto ex convivente, senza esclusioni di colpi».
 La Mari viene descritta nel provvedimento come contrassegnata dall' «ossessivo e maniacale proposito persecutorio attuato con pervicacia e spregiudicatezza così accentuate da dare adito ai più foschi scenari e, conseguentemente, da giustificare la risposta cautelare estrema quale unico presidio realmente adeguato a neutralizzare il pericolo concreto di azioni ancor più gravi, suscettibili di ledere seriamente, se non irreversibilmente, valori ed interessi primari delle persone offese e di coloro alle stesse legati da vincoli familiari».

 L'attività di persecuzione, secondo la procura, si è manifestata con denunce anonime nei confronti dell'ex e anche della sua nuova compagna contenenti false accuse ed insulti. Non solo, all'indagata sono contestati anche una serie di atti intimidatori: ad esempio il giorno precedente l'udienza del processo che la vede imputata per l'incendio della vettura della compagna del suo ex, si era recata nei pressi dell'abitazione di quest'ultima salvo poi allontanarsi - è detto nell'ordinanza - prima dell'arrivo dei carabinieri.
Ma l'episodio più inquietante attribuito alla Mari è quello di avere confezionato denunce anonime, inviate al Comune di Roma e all'Ufficio Assistenti Sociali del IV Municipio, per accusare la compagna del suo ex, e la figlia di quest'ultima, di maltrattamenti e di abbandono del nipotino «sollecitando un intervento urgente dei servizi sociali a tutela del minore ed anche un affidamento del bambino ad altra famiglia».
 Tutto questo, si precisa nell'ordinanza, «sapendo che la madre e la figlia erano innocenti».
 Ad incastrare la stalker, attualmente detenuta a Rebibbia, l'esito di una perquisizione nel corso della quale sono state trovate le ricevute delle raccomandate inviate a partire dal 2009 per «riversare - scrive il gip nell'ordinanza - accuse tanto ignobili quanto infondate».
 Per il magistrato la Mari è persona «di rara spregiudicatezza ed insensibilità» per la quale deve «radicalmente escludersi la eventualità che all'esito del giudizio venga concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena».