LA PROTESTA

Cgil e Cisl bocciano D’Alfonso sul Mario Negri sud

Delusione per la nomina di D’Alessandro, nessun confronto sul rilancio

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Cgil e Cisl bocciano D’Alfonso sul Mario Negri sud

Cgil e Cisl bocciano D’Alfonso sul Mario Negri sud
Delusione per la nomina di D’Alessandro, nessun confronto sul rilancio
sindacati, mario negri sud, luciano d’alfonso, camillo d’alessandro, ricerca, proteste, cassa integrazione
ABRUZZO. «No. Così non va. Le iniziative della nuova Giunta regionale per il Mario Negri sud non ci piacciono: c’è una piatta continuità con il precedente Governo regionale. Non sappiamo se la Regione ha intenzione di ripianare il debito della Fondazione senza neppure chiedere un vantaggio per l’Abruzzo. Certo si licenziano abruzzesi con i soldi degli abruzzesi. Non è un bell’inizio, caro Presidente».
 E’ netta la bocciatura di Luciano D’Alfonso da parte di Sergio Aliprandi (Filcams Cgil), Ernesto Magnifico (Fisascat Cisl) e Rita Candeloro (Cgil Abruzzo) che si fanno portavoce della delusione di chi aspettava soluzioni alla vertenza del Mario Negri sud, l’ex fiore all’occhiello della ricerca abruzzese e non solo, oggi asfissiato dai debiti e senza molte prospettive per i suoi dipendenti e per i suoi ricercatori attanagliati dalla crisi degli stipendi e dei finanziamenti alla ricerca. E tanto che ci si trovano, i sindacalisti contestano anche la nomina del consigliere Camillo D’Alessando nel CdA della Fondazione: «è una nomina deludente, se confermata. Non per la persona, ma perché abbiamo sostenuto e chiesto che si individuasse  una persona  autorevolmente “competente” per le attività che la Fondazione produce e per intervenire sul rilancio del Centro e della ricerca nella nostra Regione, affiancata da altrettanta competenza nelle analisi di bilancio».
 Eppure i sindacati avevano chiesto fin dal 23 giugno un incontro a D’Alfonso: «prima delle elezioni si sono spesi tutti per il Mario Negri sud», chiosa Ernesto Magnifico, Cisl, «ma ad oggi nessuno ha pensato di ascoltare  le nostre valutazioni e riflessioni».
STIPENDI ARRETRATI E MANCATA CASSA INTEGRAZIONE
 E questa bocciatura viene anche per una seconda delusione. E cioè le decisioni del CdA del Mario Negri sud, che si è tenuto l’altro ieri: «il personale, i delegati, i singoli ricercatori ci hanno raccontato che: si approva un bilancio che si attesta intorno ai 6 milioni con 3 di perdita; si approva un discutibile piano di risanamento (mai confrontato con i sindacati) e che non contiene nessun rilancio né proposta di utilizzare il nostro patrimonio di conoscenze su cui puntare; si risolve tutto con una procedura di licenziamento collettivo. Su ogni punto abbiamo fiumi di parole e di dubbi che tratteniamo di fronte ai licenziamenti. Ancora una volta pagano i lavoratori visti i limiti di gestione che meritavano di essere indagati e verificati prima di qualsiasi provvedimento».
 In sostanza, come spiega ancora Ernesto Magnifico, Cisl: «noi contestiamo il piano di risanamento e di rilancio, non tanto perché non è stato discusso con i sindacati (il che è grave), ma perché non contiene nessuna parte scientifica. Così vale per la critica alla competenza di D’Alessandro, che è riferita alla sua conoscenza di questo settore della ricerca. Nel CdA ha richiesto documenti e bilanci, ma questo non basta per incidere sulla crisi del Mario Negri sud. Senza dire che non è stata fatta richiesta di cassa integrazione e così da giugno siamo scoperti, mentre degli stipendi arretrati ne è stato erogato uno solo su dieci arretrati». 
Quello che è mancato in questa prima uscita della nuova Giunta regionale – secondo i sindacati - è l’idea di un «Piano industriale di spessore, produttivo per l’Abruzzo. Questo avrebbe dato il segnale di pensiero divergente e di discontinuità con il passato. Evidente perciò la delusione per il comportamento della Regione, con decisioni prese senza neppure tentare di approfondire il merito della complessa vicenda Negri Sud».
Sebastiano Calella 
ABRUZZO. «No. Così non va. Le iniziative della nuova Giunta regionale per il Mario Negri sud non ci piacciono: c’è una piatta continuità con il precedente Governo regionale. Non sappiamo se la Regione ha intenzione di ripianare il debito della Fondazione senza neppure chiedere un vantaggio per l’Abruzzo. Certo si licenziano abruzzesi con i soldi degli abruzzesi. Non è un bell’inizio, caro Presidente». E’ netta la bocciatura di Luciano D’Alfonso da parte di Sergio Aliprandi (Filcams Cgil), Ernesto Magnifico (Fisascat Cisl) e Rita Candeloro (Cgil Abruzzo) che si fanno portavoce della delusione di chi aspettava soluzioni alla vertenza del Mario Negri sud, l’ex fiore all’occhiello della ricerca abruzzese e non solo, oggi asfissiato dai debiti e senza molte prospettive per i suoi dipendenti e per i suoi ricercatori attanagliati dalla crisi degli stipendi e dei finanziamenti alla ricerca. E tanto che ci si trovano, i sindacalisti contestano anche la nomina del consigliere Camillo D’Alessando nel CdA della Fondazione: «è una nomina deludente, se confermata. Non per la persona, ma perché abbiamo sostenuto e chiesto che si individuasse  una persona  autorevolmente “competente” per le attività che la Fondazione produce e per intervenire sul rilancio del Centro e della ricerca nella nostra Regione, affiancata da altrettanta competenza nelle analisi di bilancio». Eppure i sindacati avevano chiesto fin dal 23 giugno un incontro a D’Alfonso: «prima delle elezioni si sono spesi tutti per il Mario Negri sud», chiosa Ernesto Magnifico, Cisl, «ma ad oggi nessuno ha pensato di ascoltare  le nostre valutazioni e riflessioni».

STIPENDI ARRETRATI E MANCATA CASSA INTEGRAZIONE 

E questa bocciatura viene anche per una seconda delusione. E cioè le decisioni del CdA del Mario Negri sud, che si è tenuto l’altro ieri: «il personale, i delegati, i singoli ricercatori ci hanno raccontato che: si approva un bilancio che si attesta intorno ai 6 milioni con 3 di perdita; si approva un discutibile piano di risanamento (mai confrontato con i sindacati) e che non contiene nessun rilancio né proposta di utilizzare il nostro patrimonio di conoscenze su cui puntare; si risolve tutto con una procedura di licenziamento collettivo. Su ogni punto abbiamo fiumi di parole e di dubbi che tratteniamo di fronte ai licenziamenti. Ancora una volta pagano i lavoratori visti i limiti di gestione che meritavano di essere indagati e verificati prima di qualsiasi provvedimento». In sostanza, come spiega ancora Ernesto Magnifico, Cisl: «noi contestiamo il piano di risanamento e di rilancio, non tanto perché non è stato discusso con i sindacati (il che è grave), ma perché non contiene nessuna parte scientifica. Così vale per la critica alla competenza di D’Alessandro, che è riferita alla sua conoscenza di questo settore della ricerca. Nel CdA ha richiesto documenti e bilanci, ma questo non basta per incidere sulla crisi del Mario Negri sud. Senza dire che non è stata fatta richiesta di cassa integrazione e così da giugno siamo scoperti, mentre degli stipendi arretrati ne è stato erogato uno solo su dieci arretrati». Quello che è mancato in questa prima uscita della nuova Giunta regionale – secondo i sindacati - è l’idea di un «Piano industriale di spessore, produttivo per l’Abruzzo. Questo avrebbe dato il segnale di pensiero divergente e di discontinuità con il passato. Evidente perciò la delusione per il comportamento della Regione, con decisioni prese senza neppure tentare di approfondire il merito della complessa vicenda Negri Sud».
Sebastiano Calella