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L’Aquila, Cialente: «ecco la lista dei 115 morosi: donne sole con figli a carico»

Il sindaco alza i toni: «venga il Governo a sfrattarli»

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L’Aquila, Cialente: «ecco la lista dei 115 morosi: donne sole con figli a carico»

Cialente




L’AQUILA. Il sindaco Massimo Cialente scalda i motori e si prepara ad una nuova battaglia.
Dopo le proteste dei mesi scorsi per il ritardo dell’arrivo dei fondi per la ricostruzione (e le dimissioni più volte annunciate) il primo cittadino sta per essere risucchiato da un nuovo uragano.
Ieri mattina ha trasmesso a tutte le Istituzioni coinvolte i nomi di 115 morosi totali alloggiati nei quartieri Case, nei villaggi Map e negli alloggi del Fondo immobiliare
L’elenco è stato inviato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al premier Matteo Renzi, al Ministro dell’Interno Angelino Alfano, al capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, al prefetto de L’Aquila Francesco Alecci, alla procura della Repubblica di L’Aquila e anche alla Procura della Corte dei Conti che chiede per Cialente e altri 3 la restituzione di 12 milioni di euro.

«Come prevedevo - spiega Cialente - si tratta soprattutto di donne sole con figli a carico, in gran parte di nazionalità italiana. Secondo l'atto di citazione della Corte dei Conti tra questi nuclei familiari, non sfrattati dal Comune dell'Aquila per 'mero calcolo di tornaconto politico', lo sgombero non provocherà alcun problema di ordine pubblico, questione che sarebbe stata da me pretestuosamente sollevata. Poichè credo, e a questo ho improntato tutta la mia vita, che lo Stato è sacro ed è anche unico, mi aspetto che le autorità competenti - a questo punto, credo, in particolare il Ministero delle Finanze e il Ministero dell'Interno - procedano a sfrattare queste famiglie».
Lo stesso invito era arrivato ieri dalla senatrice Stefania Pezzopane.

«Se ciò avverrà», assicura Cialente, «senza nessun problema di ordine pubblico e senza costi aggiuntivi ben superiori ai possibili benefici a carico dello Stato, mi assumerò personalmente, anche per conto dei colleghi di Giunta e dei dirigenti, tutte le responsabilità di giustizia contabile, oltre che politiche ed eventualmente penali. In molti mi stanno consigliando di mantenere toni bassi, di difendermi individualmente, senza sollevare polemiche con il Governo o con altre articolazioni istituzionali del Paese, anche in autotutela. Come piccolo cittadino italiano - ha dichiarato ancora il sindaco - che crede nel Paese e nello Stato democratico, invito invece lo Stato, che e' uno, ad assumersi le sue responsabilità, rispetto alle quali, in questi cinque anni, ci ha spesso lasciati soli».
Cialente fa sapere anche che, nel caso in cui il Ministro degli Interni e il Prefetto dovessero convocare, ai fini di procedere agli sfratti, un Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico, il Comune dell'Aquila, membro di diritto, non parteciperà, «poichè tutte le preoccupazioni, l'intera ed oggettiva rappresentazione della situazione e le condizioni economiche furono espresse dal Comune in data 14 febbraio 2014».
Stesse considerazioni riportate nell'audizione presso la Corte dei Conti.
«Alla luce dell'atto di citazione, pervenuto a me e ai miei collaboratori il 14 luglio, l'Amministrazione comunale dell'Aquila attende una risposta da parte dello Stato. L'elenco delle famiglie da sfrattare, terremotate e disperate - ha concluso Cialente - viene trasmesso, otre che al Governo, anche alla Presidenza della Repubblica. La città dell'Aquila, da cinque anni martoriata ed abbandonata, chiede allo Stato di battere un colpo. L'Italia vive una difficile crisi, morale e di articolazione delle sue Istituzioni. Il dovere di ciascun cittadino, anche se molto piccolo, è quello di richiamare le Istituzioni Costituzionali a svolgere ciascuna il proprio ruolo con coraggio, sino in fondo. E' facile, sarebbe facile, tenendo a mente la Costituzione».