L'INCHIESTA

Rimborsopoli Abruzzo, avviso conclusione indagine per i 25 indagati

Procura contesta fatture ‘truccate’ per 80 mila euro

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Rimborsopoli Abruzzo, avviso conclusione indagine per i 25 indagati


 


 
PESCARA. La Procura di Pescara sta inviando in queste ore gli avvisi di conclusione indagine per 25 indagati - tra assessori e consiglieri regionali della passata legislatura - nella Rimborsopoli abruzzese.
 L’ipotesi accusatoria parla di rimborsi gonfiati per missioni istituzionali in Italia e all'estero.
Si tratta della prima tranche di inchiesta sull'uso dei soldi del Consiglio regionale che nello scorso gennaio portò all'iscrizione sul registro degli indagati degli esponenti dell'allora giunta di centrodestra di Gianni Chiodi, più altri consiglieri regionali, presidenti di Giunta e Consiglio compresi. Le ipotesi di reato, truffa aggravata, peculato e falso ideologico per un periodo che va dal 2009 al 2012 e una cifra che si aggira intorno agli 80mila euro.
 A febbraio i consiglieri regionali (oggi 5 siedono di nuovo in Consiglio) erano stati ascoltati in Procura e tutti avevano respinto le ipotesi accusatorie  negando le ricostruzioni degli inquirenti, addossando le responsabilità ai contabili e confermando, (tutti senza nessuna esclusione) di non aver mai fatto la cresta sui soldi pubblici.
Adesso, con la ricezione dell’avviso di chiusura delle indagini i politici possono chiedere di essere nuovamente ascoltati, possono presentare memorie difensive e solo dopo il pm deciderà se chiedere il rinvio a giudizio che dovrà poi superare lo scoglio dell’udienza preliminare.
 Il centrodestra è convinto (Nazario Pagano, indagato, lo ha ribadito qualche giorno fa) che questa inchiesta sia stata una delle cause della sconfitta elettorale alle scorse regionali.
 Tra gli indagati anche l'ex presidente della Regione Gianni Chiodi che si è difeso davanti ai pm ma anche in tv assicurando «sono una persona leale» e definendo l’indagine uno «scandalo enorme creato ad arte». I magistrati gli contestano 29 mila euro di spese irregolari.
 
Oltre a Chiodi e Pagano, l'avviso di conclusione delle indagini riguarda l'ex vice presidente della Regione ed ex assessore allo Sviluppo economico Alfredo Castiglione; gli ex assessori Luigi De Fanis, Gianfranco Giuliante, Paolo Gatti, Mauro Di Dalmazio, Mauro Febbo, Carlo Masci, Federica Carpineta, Angelo Di Paolo. Tra gli indagati anche il consigliere regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia), e gli ex consiglieri regionali Lanfranco Venturoni (Ncd), ex assessore alla sanita', Nicola Argiro' (Fi), Giorgio De Matteis (Udc), Emilio Nasuti (Fi), Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo), Giuseppe Tagliente (Fi), gia' presidente del Consiglio regionale, Luciano Terra (Udc) Franco Caramanico (Sel), Ricardo Chiavaroli (Fi), Carlo Costantini (ex Idv), Alessandra Petri (FdI- AN), Nicoletta' Veri' (Fi), Cesare D'Alessandro (Idv). I reati contestati, a vario titolo, sono truffa, peculato e falso ideologico. Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Pescara, guidati da Eugenio Stangarone, sono iniziate un anno e mezzo fa e riguardano il periodo compreso tra il gennaio 2009 e dicembre 2012.
 Mediaticamente l' inchiesta prese una piega diversa quando sono emerse le implicazioni 'private' del presidente della Regione. Le amanti, l'hotel di Roma, gli incarichi regionali, il lavoro alla sorella dell'amante, tutti argomenti trattati a più riprese dalla stampa.
Si è sempre parlato, inoltre, di un secondo filone di questa indagine, inerente le spese dei gruppi, che per il momento non è stato ancora rivelato.