L'INTERVISTA

Giorgio D’Ambrosio e i 'giorni del giudizio': dal processo Bussi al ricorso per entrare in Consiglio regionale

«Incarichi non ne chiedo, se mi voglio mi chiameranno»

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Giorgio D’Ambrosio e i 'giorni del giudizio': dal processo Bussi al ricorso per entrare in Consiglio regionale

Giorgio D'Ambrosio


PIANELLA. Nelle ultime settimane ha impiegato il tempo a fare campagna elettorale per la lista “Centro Democratico” che lo ha accolto dopo l’epurazione del Pd, ha poi collaborato con il legale per stilare il ricorso al Tar per tentare entrare in Consiglio regionale e tra una consulenza in campo energetico per una ditta ed un processo a breve deciderà anche se ritornare a lavorare per il Comune di Pescara dopo 15 anni di aspettativa.

La notizia è che oggi gli ambientalisti che da anni tengono nel mirino Giorgio D’Ambrosio, ex sindaco di Pianella, ex vertice dell’Ato, ente d’ambito acquedottistico, ex parlamentare ed oggi consigliere di minoranza nella sua «amata Pianella», sono in tribunale per un picchetto di protesta a presidio dell’ennesima udienza davanti al gup che dovrà decidere se D’Ambrosio dovrà subire un processo oppure no.
Si tratta di un troncone secondario dell’ inchiesta di Bussi e secondo l’accusa gli indagati avrebbero concorso a somministrare per il consumo, immettendole nella rete acquedottistica, le acque destinate all’alimentazione umana emunte dai pozzi S. Angelo contaminate da sostanze altamente tossiche per la salute umana.
Insieme a D’Ambrosio risultano indagati anche Bruno Catena (ex presidente Aca), Bartolomeo Di Giovanni (direttore generale dell’Aca), Lorenzo Livello (direttore tecnico dell’Aca) e dell’ex responsabile Sian della Asl di Pescara Roberto Rongione. Più fortunato invece Donato Di Matteo che è stato prosciolto dal pm in prima battuta e oggi è assessore regionale nella squadra di Luciano D’Alfonso.
Anche gli altri indagati erano stati prosciolti ma la Cassazione ha annullato il provvedimento, rimandando gli atti al gup che dovrà decidere se vi sono prove sufficienti per il processo.

D’Ambrosio lei ci sarà in tribunale?
«No, non andrò perché non intendo parlare in questa fase preliminare. Già un giudice mi ha prosciolto, sono convinto… anzi sono certo di aver agito sempre nel rispetto delle leggi. Sono sereno e attendo il giudizio».

E dell’acqua che dice?
«Non c’è nessuna analisi che prova che l’acqua al rubinetto è contaminata. Nessuna analisi, nessuna, che rispettando i termini di legge afferma che l’acqua del rubinetto non era potabile. Mi attengo ai fatti e non sono io a dirlo ma il giudice che mi ha prosciolto. Mi dispiace che le associazioni ambientaliste invece di preoccuparsi della discarica e della bonifica si preoccupano dei miei fatti giudiziari con un accanimento che non riesco a comprendere».

Dunque non deve rimproverarsi proprio nulla?
«Nulla. Io mi sono attenuto alle regole e mi sono comportato come un buon padre di famiglia. Appena sono venuto a sapere di questo inquinamento –mi pare ci fu una riunione nel 2004- poiché si disse che c’era inquinamento e ci volevo i filtri a carbone attivo, ci siamo messi in moto per realizzare quanto ci era stato detto. Quando ho appurato che c’erano fattori ipotetici di inquinamento abbiamo sospeso l’erogazione dell’acqua. L’abbiamo riattivata quando sono stati installati i filtri a carbone attivi. Devo anche dire però che per anni il Comune di Bussi si è ostinato a non far costruire i pozzi».

Contesta allora le analisi degli ambientalisti?
«Gli ambientalisti hanno fatto una sola analisi sull’acqua potabile senza rispettare alcun criterio e senza utilizzare bottiglie sterili e senza sapere nemmeno dopo quando tempo è stata analizzata. Non sono stati rispettati i criteri minimi ma ripeto lo dice il giudice. La contaminazione nell’acqua erogata non c’è e non ci poteva essere».

Ma allora nega anche la contaminazione delle falde?
«L’acqua non viene miscelata. Quando hanno costruito l’acquedotto Giardino, prima che io nascessi, l’acqua arrivava alla vallata. In un secondo momento è stato costruito il campo pozzi di Bussi ed è stata costruita una seconda condotta ed era necessario immetterla nelle condotte già esistenti. Ma non ha mai superato i limiti… Questa storia la conosco a memoria perché mi ha rovinato la vita».

E cosa dice agli ambientalisti che contestano il fatto che determinate sostanze pericolose non venivano nemmeno mai cercate?
«Non è vero che le sostanze specifiche non venivano ricercate anche perchè le analisi le ha fatte l’Arta… se non vanno bene allora gli ambientalisti se la prendessero con l’Arta e non rompessero le scatole a me. A me le leggevano le analisi, non sono un esperto e non le faccio io».

Ora che sono passati alcuni anni come racconterebbe in parole semplici quello che è successo a Bussi?
«E’ successo, ma io l’ho scoperto dopo, che c’era la Montedison che ha inquinato per anni e penso che in molti sapevano che in quel luogo c’era un inquinamento importante. Secondo me in molti sapevano e anche il Comune di Bussi non potevano non sapere ciò che avveniva all’interno della fabbrica e mi sorprende che oggi quello stesso Comune si vuole costituire parte civile anche contro di me quando erano loro i deputati a mantenere la salute pubblica».

Tutto chiaro. Cambiando argomento e parlando di politica e delle ultime elezioni che dice sul fatto che il Pd non lo ha voluto nella lista?
«C’è stata grande amarezza verso il Pd che non ha voluto e saputo distinguere le responsabilità di coloro che hanno inquinato e di chi ha esercitato un controllo. Un grande ringraziamento invece al Centro Democratico che mi ha candidato e che in tre settimane ha conseguito un buon risultato anche se non servirà a nulla. Il calore della gente però mi riempie di orgoglio per andare avanti».

A proposito che farà D’Ambrosio nel prossimo futuro?
«Io nella giornata di mercoledì vado a depositare il ricorso contro la proclamazione degli eletti»

I motivi?
«Due fatti: il primo inquietante. A L’Aquila Maurizio Di Nicola, sindaco di Pescina, prende più voti di preferenza rispetto alla sua lista, Centro Democratico, il che non può essere. Il secondo aspetto: mi risulta che nel fare lo spoglio il voto al Pd con preferenza Maurizio Di Nicola è stato assegnato a Di Nicola, mentre a Pescara sulle schede con voto al Pd con preferenza D’Ambrosio, è stato assegnato al Pd cancellando D’Ambrosio. O tolgono i voti a Di Nicola o li conteggiano anche a me».
Incarichi in vista?
«Non li chiedo. Chi ha il potere ha in mano le persone e se ritengono mi verranno a chiamare, altrimenti sto bene a Pianella nel mio amato paese. Ora collaboro con una ditta nel campo dell’energia e a giorni deciderò se ritornare a lavorare al Comune di Pescara?»

…già, è in aspettativa da un po’: quanto?
«Saranno 10-15 anni ho 37 anni di contributi e me ne mancano ancora 5. A breve deciderò se interrompere l’aspettativa oppure no. Per ora mi sto rimettendo a posto la testa e poi continua a fare il consigliere comunale di minoranza nel mio comune….»

Alessandro Biancardi