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Stamina: giudice: «rimuove Tutti gli ostacoli per infusioni a Noemi»

Tribunale L'Aquila, il 25 luglio via a trattamenti a Brescia

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Stamina: giudice: «rimuove Tutti gli ostacoli per infusioni a Noemi»





GUARDIAGRELE. A partire dal 25 luglio Noemi potrà cominciare le terapie con il metodo Stamina.
Per la bimba di Guardiagrele affetta da Sma1 il Tribunale dell'Aquila ha stabilito che la biologa Erica Molino, di "Stamina Foundation", sarà capo dell'equipe incaricata di provvedere alle infusioni presso gli Spedali Civili di Brescia.
L'ordinanza è stata firmata lo scorso 10 luglio dal presidente Ciro Riviezzo, relatore Giovanni Novelli. Nell'ordinanza si legge che si «dispone che gli Spedali Civili di Brescia eseguano immediatamente l'ordinanza dell'11.12.2013 emessa da questo Tribunale, attenendosi alle prescrizioni enucleate nella parte motiva».
E poi ancora: «Gli Spedali Civili di Brescia rimuovano ogni ostacolo all'esecuzione del trattamento nei confronti di Noemi Sciarretta, avvalendosi del proprio personale, ovvero reperendo anche all'esterno dell'Azienda il personale professionalmente in grado di condurre il trattamento secondo la cd metodica Stamina».
La biologa di Stamina Erica Molino «avrà il compito di nominare i membri dell'equipe medica incaricata di perfezionale il trattamento e di dettare la tempistica e le modalità del trattamento secondo il protocollo Stamina», si legge nell'Ordinanza. «L'equipe dovrà operare nei locali e con attrezzature degli Spedali compatibilmente con il regolare funzionamento della struttura - prosegue il presidente Riviezzo - con disponibilità per altro non inferiore a mezza giornata al mese (salva la possibilità di successivi aumenti futuri a seconda delle esigenze terapeutiche». La disposizione indica la struttura bresciana perché è lì che «le cellule prelevate con il carotaggio sono custodite (senza alcuna possibilità di essere trasferite altrove)». La scelta di indicare la dottoressa Molino per dare prosecuzione al trattamento è stato ravvisato anche perché «visto il persistente rifiuto della parte resistente (ovvero gli Spedali ndr) all'ordine di eseguire il trattamento - è scritto nell'ordinanza - ravvisa la necessità di nominare un medico avente una specifica preparazione ed esperienza nella materia».

«NOEMI E’ PEGGIORATA»
«Il pronunciamento del Tribunale permetterà alla piccola di ricevere cure per alimentare la speranza per lei e tanti altri bimbi - commenta Davide Vannoni, inventore del metodo Stamina - Noemi aspetta invano cure dal dicembre 2013, è peggiorata perché non ha mai fatto terapia. Finalmente potrà cominciare».
E' di sette mesi fa, infatti, l'ordinanza con cui il Tribunale aquilano stabiliva il via libera all'accesso alle cure. Una decisione molto attesa, dopo che il giudice del lavoro solo pochi giorni prima, il 25 novembre, aveva negato la possibilità, preceduto a giugno da due no dei giudici di Chieti. Decisione che, tuttavia, finora non aveva avuto seguito.
E così questo è il sesto caso di interventi dei giudici successivi alla vicende giudiziarie di Davide Vannoni: prima l'ordinanza di Pesaro, seguita da quella di Venezia, due a Catania, una a Trapani e ora questa indicazione a L'Aquila.

NOEMI, DUE ANNI DI LOTTA
Noemi, due anni compiuti a fine maggio, è affetta da Sma1, Atrofia muscolare spinale, malattia genetica che progressivamente atrofizza i muscoli, riducendo la cassa toracica e impedendo ai polmoni di espandersi e quindi di respirare. Il 6 novembre scorso, insieme alla famiglia, fu ricevuta in Vaticano da Papa Francesco che poi invitò i fedeli in piazza San Pietro a pregare per lei. Un anno fa, il 30 luglio, una risoluzione bipartisan era stata approvata in Consiglio regionale d'Abruzzo per il diritto di tutti all'accesso al metodo Stamina, documento sul quale arrivarono richieste di informazioni da altre Regioni tra cui Lazio, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Per Noemi è nata l'Associazione progetto Noemi Onlus (progettonoemi.com). Il padre Andrea si batte per ottenere per lei le cure compassionevoli possibili con l'accesso al metodo Stamina.
Sull'ordinanza del Tribunale aquilano Vannoni aggiunge: «La nostra biologa ha accettato l'incarico e ora, con pieni poteri, dovrà organizzare l'equipe di medici per effettuare le infusioni, in tal senso speriamo che oltre al professor Andolina accettino questo compito altri medici. L'equipe farà valutazioni, prima e dopo le infusioni, su cosa deve essere corretto, una cosa mai fatta prima d'ora».
Per Vannoni «l'ordinanza del Tribunale dell'Aquila è esemplare, perché rimarca il diritto di giovani pazienti di accedere a queste cure come ultima speranza di vita».

DA NORD A SUD I BIMBI CHE ASPETTANO
Sono centinaia in tutta Italia le ordinanze dei giudici che hanno negato o concesso l'accesso al metodo Stamina. Tra le più recenti - successive all'avvio delle vicende giudiziarie di Stamina Foundation e di Davide Vannoni - c'é quella del Tribunale di Pesaro, nelle Marche, che ha accolto il reclamo presentato dalla famiglia di Federico Mezzina, un bimbo di Fano di tre anni di età affetto dal morbo di Krabbe, per l'accesso d' urgenza a un' infusione di staminali secondo il metodo Stamina. Il bambino è stato poi sottoposto all'infusione l'8 giugno scorso e ad effettuarla è stato il vicepresidente di Stamina Foundation Marino Andolina, per l'occasione nominato commissario ad acta. A seguire, è arrivata un' ordinanza di un giudice di Venezia, che ha imposto all'Asl di Brescia di individuare entro luglio un anestesista pediatrico e un infusore per proseguire la cura con le staminali secondo il metodo Stamina per la piccola Celeste, 4 anni, di Mestre, una delle bimbe simbolo, affetta da Sma1. Poi sono arrivate due ordinanze da Catania per far somministrare le cure secondo il metodo Stamina a Smeralda, tre anni in coma dalla nascita per problemi durante il parto, e Maria Vittoria, quattro anni affetta da Sma1. Gli Spedali Civili hanno per questo avviato la ricerca di medici disposti a praticare le infusioni. Successivamente, il tribunale di Trapani ha stabilito l'accesso alle infusioni secondo il metodo Stamina per un bimbo che era stato l'ultimo ad effettuare il trattamento prima dello stop dovuto all'assenza della biologa di Stamina Erica Molino. Il giudice dà tempo fino al 15 luglio agli Spedali Civili per adempiere a quanto disposto e, nel caso in cui non proceda, nomina il presidente dell'Ordine dei medici di Trapani, Giuseppe Morfino, come suo ausiliario per garantire la prosecuzione del trattamento. Recentemente è stato invece negato l'accesso alle infusioni secondo il metodo Stamina a Ginevra, una bimba di Alessandria affetta dal morbo di Krabbe.