EDILIZIA E PROCESSI

Inchiesta resort San Vito Chietino, il sindaco: «sono tranquillo»

Il pm ha chiesto rinvio a giudizio per 10 persone

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Inchiesta resort San Vito Chietino, il sindaco: «sono tranquillo»

San Vito




SAN VITO CHIETINO. «Siamo tranquilli, come sempre, e convinti della legittimità e trasparenza del nostro operato confermate, non soltanto dai nostri consulenti tenico-giuridici, ma soprattutto dalle decisioni assunte già nel merito della vicenda dal Tribunale del Riesame di Chieti e dalla Corte di Cassazione».
E’ tranquillo il sindaco di San Vito Chietino, Rocco Catenaro, dopo la notizia che il pm ha chiesto  il rinvio a giudizio per lui ed gli altri componenti della sua giunta nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione del resort di lusso della ditta Pagliaroli.
Il reato contestato dal pm Rosaria Vecchi è quello di concorso in abuso d'ufficio in merito al cambio di destinazione d'uso di un terreno da agricolo a produttivo.
Indagati sono l'imprenditore Gianni Pagliaroli, proprietario del terreno di 5 ettari su cui deve sorgere il villaggio turistico, il sindaco Rocco Catenaro e altri assessori e consiglieri comunali che il 29 aprile 2011 votarono la delibera.

«La realizzazione del Resort, condizionata all’esecuzione di opere pubbliche in favore della collettività per milioni di euro, rappresenta una occasione unica di sviluppo turistico-economico per San Vito sia in termini di posti di lavoro che di sviluppo dell’indotto», sottolinea il primo cittadino.
«Se questo investimento privato dovesse svanire, i cittadini sanvitesi dovranno ringraziare l’ex sindaco che, dopo aver indebitato le casse comunali fino all’osso, ha pensato bene di fare ai sanvitesi questo ennesimo regalo».
Catenaro si dice dispiaciuto per aver scoperto la decisione del pm dai giornali e non da una notifica del provvedimento: «abbiamo letto la notizia sui quotidiani e abbiamo ricevuto telefonate degli amici visto che a noi fino a questo momento nulla ci è stato notificato. La nostra fiducia è riposta, come sempre, nella Giustizia e nelle persone di buon senso che hanno l’onere di applicarla. Siamo certi che, di queste ultime, ce ne sono».

«SI DIMETTANO»
Ma se il sindaco è tranquillo San Vito Bene Comune chiede le dimissioni di massa. «Il resort è sempre stata una farsa», attacca il partito di minoranza. «Rimaniamo garantisti, ma non possiamo non evidenziare ancora una volta, con forza, che il programma politico di Nuova Alleanza per San Vito e’ morto, crollato sotto i colpi di un inconsistenza programmatica».
«Esigiamo», dicono da San Vito Bene Comune, «un atto dovuto di grande dignità, nei confronti della cittadinanza, dato il tempo che queste persone stanno facendo perdere a tutta San Vito, con tutti i danni correlati.
Per difendere porto e resort, questa amministrazione ha negato la perimetrazione e l’istituzione del Parco della Costa Teatina, ignorato e perso finanziamenti per il SIC Grotta delle Farfalle che insieme alla pista ciclopedonale sul vecchio tracciato ferroviario, rappresenterebbero il vero volano per la nostra economia, non solo turistica. Un passo indietro, dichiarando di non averci capito nulla, promettendo invano sviluppo e posti di lavoro sarebbe il minimo sindacabile».
«SI DIMETTANO»

Ma se il sindaco è tranquillo San Vito Bene Comune chiede le dimissioni di massa. «Il resort è sempre stata una farsa», attacca il partito di minoranza. «Rimaniamo garantisti, ma non possiamo non evidenziare ancora una volta, con forza, che il programma politico di Nuova Alleanza per San Vito e’ morto, crollato sotto i colpi di un inconsistenza programmatica».«Esigiamo», dicono da San Vito Bene Comune, «un atto dovuto di grande dignità, nei confronti della cittadinanza, dato il tempo che queste persone stanno facendo perdere a tutta San Vito, con tutti i danni correlati.Per difendere porto e resort, questa amministrazione ha negato la perimetrazione e l’istituzione del Parco della Costa Teatina, ignorato e perso finanziamenti per il SIC Grotta delle Farfalle che insieme alla pista ciclopedonale sul vecchio tracciato ferroviario, rappresenterebbero il vero volano per la nostra economia, non solo turistica. Un passo indietro, dichiarando di non averci capito nulla, promettendo invano sviluppo e posti di lavoro sarebbe il minimo sindacabile».