SALUTE

Oms, riesplode l’Aids tra omosessuali, «cifre impressionanti»

Rischio 19 volte maggiore, Hiv dilaga soprattutto tra giovani

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3596

Oms, riesplode l’Aids tra omosessuali, «cifre impressionanti»



ROMA. Anche se sono passati 33 anni dalla scoperta del virus Hiv e oggi si sa ormai tutto dei metodi di trasmissione per alcune categorie a rischio, in particolare per gli omosessuali, si sta tornando indietro, con un vero e proprio boom di nuovi casi.
L'allarme è dell'Oms, che nell'aggiornamento delle sue linee guida pubblicato oggi consiglia proprio a questo gruppo di assumere preventivamente gli antiretrovirali per diminuire il rischio di infezione. «Constatiamo una esplosione dell'epidemia in questo gruppo a rischio - ha affermato Gottfried Hirnschall, che dirige il dipartimento Hiv dell'Oms - soprattutto per un abbassamento della guardia dal punto di vista della prevenzione. Se gli omosessuali seguissero questa profilassi si potrebbero evitare un milione di nuovi contagi in dieci anni».
 Studi recenti hanno dimostrato che la pillola, unita ai mezzi di prevenzione tradizionali come il preservativo, è in grado di diminuire i contagi fino al 25%. Le cifre dell'epidemia tra i gay, sottolinea il rapporto, sono impressionanti, con i sieropositivi che variano dal 3% in Medio Oriente al 25,4% nei Caraibi. «In Italia il numero di nuovi casi fortunatamente è più basso rispetto ad altri paesi - spiega Vella - ma per vedere esempi dell'esplosione delle nuove infezioni non dobbiamo andare lontano. Nel Marais a Parigi, ad esempio, l'incidenza dell'Hiv è del 7%, superiore a quella del Botswana. Per questo la raccomandazione vale per tutto il mondo, Italia compresa».
 Le cifre italiane, anche se basse, confermano il trend. Da noi ci sono circa 4mila nuove infezioni l'anno, ma se da una parte la cifra testimonia uno 'zoccolo duro' costante da circa dieci anni che non si riesce ad abbattere dall'altra la 'composizione' è profondamente cambiata. I casi attribuibili a trasmissione eterosessuale secondo i dati presentati alla Conferenza italiana sull'Aids ICAR sono aumentati dall'1,7% nel 1985 al 42,7% nel 2012 e i casi attribuibili a trasmissione omosessuale nello stesso periodo sono aumentati dal 6,3% al 37,9%, mentre nella fascia dei giovani omosessuali tra 16 e 25 anni i contagi aumentano del 20-25% l'anno.

«I più anziani sono 'educati' sull'Aids, hanno visto gli amici morire e quindi sanno bene che rischi si corrono - spiega Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay - il problema è che da quando la terapia antiretrovirale ha permesso di convivere con la malattia questa è letteralmente sparita dai radar. I giovanissimi non sono oggetto di campagne che invece negli altri paesi ci sono, e al giorno d'oggi hanno rapporti già a 14-15 anni, infettandosi e trasmettendo il virus».
 Il problema, afferma Grillini, è più ampio.
«Quello che manca nel Paese è una massiccia campagna di educazione sessuale. unita a una diffusione capillare del preservativo. Bisognerebbe parlare di queste cose a scuola, in televisione, ovunque, ma in Italia non si può fare perchè c'è una vera e propria sessuofobia nelle istituzioni. Questo è un vero crimine di Stato».