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Enel taglia le sedi, in Abruzzo sforbiciata del 50%

Sindacati: «a rischio livelli occupazionali e standard di qualità»

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Enel taglia le sedi, in Abruzzo sforbiciata del 50%




ABRUZZO. È di questi giorni la decisione della società dell’Enel di riorganizzarsi sul territorio nazionale. Un piano che prevede la chiusura di sedi attraverso l’accorpamento delle strutture in tutte le regioni d’Italia.
L’Enel Infrastrutture e Reti, la società che eroga servizi della rete elettrica ai cittadini, ha presentato il suo riassetto organizzativo anche per le sedi abruzzesi.
La scelta della società elettrica prevede a livello nazionale un taglio medio del 30% delle strutture, invece in Abruzzo si annuncia un taglio maggiore, pari al 50%.
«Una decisione aziendale che rischia di pregiudicare il presidio territoriale e la qualità del servizio, penalizzando i cittadini e i clienti senza alcun vantaggio sulle bollette», denunciano i tre segretari regionali della Cgil Filctem , Cisl Reti - Flaei e Uil Uiltec d’Abruzzo.
Secondo i sindacati sarebbero a rischio gli standard di qualità ed efficienza su tutto il territorio regionale.

«UN RIASSETTO AZIENDALE CHE PENALIZZA L’ABRUZZO»
Sono previsti due accorpamenti degli attuali 4 Centri Decisionali e Coordinamento “Zone”: da un parte Teramo (200 mila utenze e 4.200 km di linee elettriche) e L’Aquila (255 mila utenze e 8.600 km di linee), dall’altra Chieti (231 mila utenze e 11 mila km di linee) e Pescara (183 mila utenze e 6.500 km di linee elettriche).
«Un’azione di razionalizzazione», dicono i sindacati, «che va in contrasto anche con i piani di investimento del previsto progetto pilota per l’area aquilana Smart City – reti intelligenti, con la decisione di sopprimere il Centro Progettazione Lavoro (PLA) di L’Aquila».
È previsto anche un taglio delle Unità Operative di pronto intervento e manutenzione, con l’unificazione delle strutture di Avezzano-Sulmona e Lanciano-Vasto e con la chiusura della sede di Torre dei Passeri.
«Una decisione che potrebbe indebolire anche l’indotto ENEL d’Abruzzo, che presenta già evidenti ripercussioni negative sui ritmi lavorativi dei dipendenti ed inevitabilmente produrrà successivi cali occupazionali», segnalano i sindacati.
«Ci aspettavamo, con il turn-over occupazionale, un rilancio delle attività e degli investimenti, invece ci hanno presentato un piano di tagli», dichiarano i tre Segretari regionali Giovanni Di Filippo, Luciano Lanci, Emidio Angelini.
«Rischiamo che l’Enel abbandoni il territorio allontanando i Centri Decisionali ed Operativi. Per questi motivi, insieme ai lavoratori, ci batteremo con forza e richiediamo un intervento immediato del Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per scongiurare un’ulteriore penalizzazione dell’Abruzzo, sia in termini qualitativi che di risorse, incidendo in modo efficace su una riorganizzazione aziendale che non indebolisca la nostra regione», concludono i tre.