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Bollette Progetto Case, in Comune arriva una proposta per calcoli senza brutte sorprese

La firma Pierluigi Lomarco

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Bollette Progetto Case, in Comune arriva una proposta per calcoli senza brutte sorprese




L’AQUILA. Pierluigi Lomarco, portavoce del consiglio civico aquilano, ha preparato una proposta per la soluzione definitiva dell’annosa ripartizione delle spese di gestione e riscaldamento dei progetti Case.
Dopo le bollette salatissime e oscure, e le quasi 900 diffide ad altrettanti utenti in debito per il pagamento, il Comune sta mettendo a punto un nuovo regolamento. Intanto le cifre sono chiare: 9 milioni di debiti con Enelgas, a causa delle insolvenze dei morosi, alcuni dei quali in difficoltà economiche reali, per il periodo dal post-sisma al 30 marzo 2013.
Il documento è stato inviato all’assessore competente, Lelio De Santis. «Lo scopo», spiega Lomarco che è rientrato nella sua abitazione ma vuole supportare quanti vivono ancora nelle abitazioni ‘provvisorie’, «consiste nel dare certezza del diritto sia ai cittadini che hanno appunto il diritto di conoscere il costo unitario del consumo (KWh/€), ma anche al Comune.
La proposta distingue le spese imputabili per millesimi e quelle imputabili per consumo; le prime sono quelle relative all’illuminazione interna alla piastra ed agli ascensori, mentre la seconda per il consumo di acqua e del gas di riscaldamento.

ELETTRICITA’
Lomarco invita il Comune ad individuare quali contatori comandino le luci esterne per verificarne l’estraneità con quanto contabilizzato per la singola piastra. Altra problematica è l’individuazione della piastra a cui è collegato il contatore dell’ascensore esterno condiviso tra le piastre; bisognerebbe ripartire equamente la somma degli importi delle due piastre e successivamente procedere alla ripartizione per millesimi.

ACQUA
Per il costo dell’acqua, si legge nella proposta, «sarebbe opportuno procedere all’aggiornamento del database riportando i consumi di chi ha lasciato l’alloggio nei tre anni di riferimento». Infatti ci sono molti calcoli che parrebbero non hanno tenuto conto di tale casistica sballando poi la correttezza delle ripartizioni.

GAS RISCALDAMENTO ALLOGGIO
Per quanto riguarda il consumo del gas si chiede di procedere per consumo effettuato.
«Infatti gli impianti realizzati», spiega il promotore della proposta, «sono di nuova generazione e per giunta anche obbligatori per le nuove costruzioni. Il vantaggio consta nell’avere una sola caldaia esterna mantenendo l’autonomia di riscaldamento grazie ai termostati interni ad ogni abitazione».
La suddivisione della spesa del gas non può essere effettuata per millesimi come accade per i vecchi impianti (in cui non c’è possibilità di regolazione individuale del calore). I nuovi impianti, invece, danno l’opportunità all’abitante di regolare il consumo distintamente da un appartamento ad un altro. «Per cui», sottolinea Lomarco, «una famiglia può aver consumato di più di un’altra incondizionatamente dalla natura dell’abitazione (dunque non secondo i mq o i millesimi)».
C’è poi il problema dei piani bassi: avendo posizionato il pavimento delle abitazioni del piano terra direttamente sulla piastra in cemento armato, si viene ad avere un vero e proprio ponte termico che si sarebbe dovuto evitare ad esempio con l’inserimento di igloo tra la piastra ed il pavimento.
«La “presunta” non conformità energetica», spiega Lo Marco, «ha fatto sì che gli abitanti del piano terra fossero ignari di vivere in una casa ad altissimo dispendio termico, dovendo consumare molto più degli altri.
Se gli abitanti del piano terra avessero conosciuto da subito questa condizione probabilmente, se non sicuramente, avrebbero scelto altre opzioni di alloggio o di città. Non si ritiene giusto dunque l’eccessivo consumo determinato da errori progettuali o di esecuzione, debba essere imputato a tutti gli abitanti dei Progetti C.A.S.E. dividendo il costo per millesimi».
Si suggerisce allora di applicare a base di conteggio il massimo consumo previsto per la classe energetica per cui è stato dichiarato l’immobile. Del congruo residuo scoperto il Comune dovrà richiederne ragione all’Ente che ha concesso in gestione/proprietà gli alloggi dei Progetti C.A.S.E.

GAS PER IL RISCALDAMENTO ACQUA SANITARIA
Per quanto riguarda il consumo del gas relativo all’acqua sanitaria l’incidenza congrua su consumo totale, che attualmente è stabilita in misura del 5% a famiglia, «sarebbe più verosimilmente individuabile intorno al 30÷40% secondo ricerche di mercato», analizza il tecnico

CONTABILIZZATORI GUASTI
Nella proposta si suggerisce inoltre, in occasione delle prossime letture, di individuare i contabilizzatori guasti e provvedere immediatamente alla loro sostituzione come già previsto in delibera n.32 del 24 gennaio 2013.