L'INCHIESTA

Francavilla, sequestrati gli atti del progetto di finanza del cimitero

Si tratta di un filone della procura de L’Aquila che si è aperto nell’ambito dell’inchiesta Caligola

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Antonio Luciani

Antonio Luciani

FRANCAVILLA. Gli agenti della polizia giudiziaria sono arrivati mercoledì di buon mattino al Comune di Francavilla notificando un decreto di perquisizione e di acquisizione di atti relativi al project financing del cimitero di Francavilla.
Un procedimento amministrativo peraltro bloccato da alcuni mesi che è oggetto di attenzioni della procura dell’Aquila che si è trovata obbligata ad approfondire un aspetto preciso ma ancora ignoto della intera procedura di appalto.
In realtà non è il primo sequestro operato a Francavilla su questo argomento: a dicembre dello scorso anno gli agenti avevano sequestrato anche alcuni computer in uso a dirigenti e dipendenti dei lavori pubblici ed avevano portato via qualche faldone.
Di sicuro, dunque, l’indagine va avanti dopo essersi sganciata dalla principale, quella sui programmi comunitari Ipa Adriatico e quelli direttamente gestiti dalla Regione (settore anche questo coordinato dal super dirigente Antonio Sorgi) che aveva già portato agli arresti eccellenti e a diversi indagati.
Sempre a dicembre vennero eseguite perquisizioni anche a carico di Sorgi che risulta indagato, l'accusa per lui è di turbativa d’asta. Dunque dall'indagine sui progetti Ipa Adriatico, già costola dell'inchiesta Caligola, si è arrivati fino a Francavilla.
In questo nuovo filone sarebbero diversi gli indagati tra i quali spicca lo steso Sorgi, altri  amministratori e tecnici della Regione e del Comune di Francavilla, anche se potrebbe trattarsi di una iscrizione “tecnica” cioè finalizzata ad operare gli accertamenti di due giorni fa.
Resta da capire cosa o chi unisca i progetti comunitari, l’Ipa Adriatic, la Regione, il Comune di Francavilla ed il cimitero e soprattuto perchè.

IL PROGETTO DI FINANZA DEL CIMITERO
La pubblicazione della determina di approvazione degli atti di gara con allegati il bando e il disciplinare, risale al dicembre del 2012.
L’iter, però, non solo non si è concluso ma si è proprio bloccato e tutto è stato congelato all’inizio di quest’anno.
Il bando prevedeva la procedura aperta con gara unica per l’affidamento della concessione per 20 anni e per la progettazione definitiva ed esecutiva nonché per la realizzazione del nuovo ampliamento e gestione del cimitero. Avrebbe vinto l’offerta economicamente più vantaggiosa.
L’importo complessivo della spesa prevista era pari a 2,4 milioni di euro per l’investimento oltre a 65 mila euro per il rimborso delle spese relative alla precedente progettazione svolta da un tecnico abilitato, incaricato dall’Amministrazione. L'importo dell'investimento, risultante dal progetto preliminare, era invece pari a 1,8 milioni di euro per lavori (comprensivi di 54 mila per oneri di sicurezza) ed 600 mila per somme a disposizione per iva, imposte ed altre spese.
La durata della concessione era di 20 anni decorrenti dalla data di stipula del contratto di concessione; «il lotto funzionale», si legge nel bando, «dovrà essere progettato e ultimato entro 1 (uno) anno dalla sottoscrizione della convenzione».
Il gestore si sarebbe dovuto occupare anche della camera mortuaria, dei locali servizi, dell’edificio per il culto e dell’edificio dei servizi cimiteriali.
L’ampliamento del cimitero doveva prevedere minimo 528 loculi, 200 cappelle (per un totale di 600 posti), 444 ossari e 368 posti per l’inumazione a terra.
Per ora come detto la procedura è ferma.


IL SINDACO SI DICE TRANQUILLO
«L’inchiesta che sta svolgendo la Procura dell’Aquila», spiega il primo cittadino Antonio Luciani, «non riguarda solo il Comune di Francavilla ma si tratta di un’inchiesta molto più ampia, iniziata mesi fa, che riguarda più Comuni che hanno istruito procedure di project financing per la gestione del cimitero comunale. L’approfondimento di mercoledì, da parte delle Autorità competenti, concerne dunque un argomento che conosciamo bene e sul quale siamo stati disponibili sin dall’inizio a collaborare e fornire tutte le notizie, tutti i documenti e i supporti di cui la Magistratura aveva bisogno».
In realtà da quanto risulta, l’inchiesta non riguarda altri progetti di finanza né altri comuni ma il sindaco ci tiene comunque a ribadire la sua piena tranquillità e collaborazione con gli inquirenti e aggiunge: «l’unico motivo che muove le nostre scelte, sin dal primo giorno del nostro insediamento, è l’economicità e l’interesse dei cittadini tutti».
«Non è il primo episodio che ci ha riguardato», conclude Luciani, «perché un’Amministrazione Comunale sempre in prima linea viene sottoposta continuamente ad ogni genere di controllo, esposti, indagini, denunce, visto il numero ingente di affidamenti, gare, provvedimenti e altri atti amministrativi a cui deve ricorrere ogni giorno, oltre al fatto che il grado di responsabilità di un sindaco riguarda tutto ciò che accade. Siamo stati e rimaniamo fiduciosi e sereni».
a.b.