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Tercas, Fiba Cisl: «gestione criminale, chi ha sbagliato paghi»

Tra 20 giorni prevista l’assemblea degli azionisti

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Tercas, Fiba Cisl: «gestione criminale, chi ha sbagliato paghi»




TERAMO. Si terrà il prossimo 29 luglio l’assemblea degli azionisti Tercas e il sindacato  Fiba Cisl Abruzzo si aspetta molto da quell’incontro.
Lo dice senza dubbi il segretario Claudio Bellini che definisce la riunione come «l’inizio di una nuova era per Tercas e per Caripe».
La scorsa settimana Banca Caripe  è passata sotto il controllo diretto del commissario straordinario Riccardo Sora, che già riveste lo stesso incarico nella capogruppo Banca Tercas.
La Caripe ha chiuso il 2013 con una perdita netta di 69 milioni di euro e anche quest’anno uscirà con un risultato negativo. Bankitalia ha dato dunque l’ok al commissariamento letto da qualcuno come il tentativo di procedere più speditamente verso l’aumento di capitale di Tercas, che porterà l’intero gruppo nell’orbita della Banca Popolare di Bari.
 Per il sindacato, comunque, l’intervento del Fondo Interbancario e della Banca Popolare di Bari non deve trasformarsi in un’indulgenza plenaria nei confronti dei protagonisti e dei complici di una «gestione scellerata e sotto molti aspetti, criminale: chi ha sbagliato, per usare un eufemismo, chi ha aiutato a sbagliare, chi opportunisticamente ha taciuto e chi colpevolmente non si è accorto degli sbagli, deve pagare, se non dal punto di vista penale, almeno da quello patrimoniale».
          Lo ha già detto il commissario in occasione del primo incontro con il sindacato, e la Fiba lo ribadisce: le responsabilità sono individuali «ed ognuno dev’essere richiamato a quelle di sua competenza. Gli abruzzesi hanno il diritto di sapere che fine hanno fatto 602 milioni che si sarebbero dovuti impiegare per lo sviluppo della loro regione».
Ma il sindacato vuole anche sapere quali provvedimenti si andranno ad adottare nei confronti di quei rappresentanti di Bankitalia e della società di revisione che hanno più di una volta certificato la validità dei bilanci di Tercas (gestione Di Matteo), consentendo a questa di acquisire Caripe per 240 milioni e poi commissariandola poco più di un anno dopo.


       Secondo la magistratura, ha ricostruito la stampa locale nelle ultime settimane, i conti di Caripe (e quindi quelli di Tercas) al momento dell’acquisto erano ‘gonfiati’, per dare una dimostrazione di solidità patrimoniale a Bankitalia. «A quando una vigilanza quanto meno Europea sulle banche? A quando l'istituzione di società di revisione indipendenti?», chiede Bellini. «A quando la separazione tra banche commerciali e banche d'investimento?» Sono solo alcune delle proposte della Fiba-Cisl per evitare il ripetersi di simili eventi negativi.  
        Per quanto riguarda poi il caso di Caripe il sindacato non sposa la ricostruzione secondo la quale si siano bruciati centodieci milioni in due anni solo per via di accantonamenti prudenziali.
«Ricordiamo benissimo», sottolinea Bellini, «come tra le condizioni di acquisto di Caripe da parte di Tercas fosse compreso il radicale accollamento delle partite non-performing da parte del Banco Popolare, per una cifra che superava di molto i cento milioni.          Ci viene inoltre naturale chiederci che fine abbiano fatto altri cento milioni, quelli del prestito obbligazionario Caripe del 2012: una volta tanto non per caso, la stampa locale attribuisce la perdita patrimoniale di Caripe e quindi il suo conseguente commissariamento ad “un depauperamento dovuto sostanzialmente alla bonifica di problemi di altri».
Il sindacato punta il dito anche contro l’«assordante silenzio» della Fondazione PescarAbruzzo: «dovrebbe già avere avuto qualcosa da spiegare ai suoi soci circa l’azzeramento delle sue quote societarie e, a differenza della Fondazione Tercas non ha ancora chiaramente palesato la sua volontà di acquisire una partecipazione azionaria nella futura banca, cosa che rischia seriamente di cancellare il ruolo di Pescara nella stessa».