TRASPARENZA

Abruzzo. Convegno sulle energie alternative, Blundo: «chi ha pagato il buffet e i relatori?»

La senatrice: «pseudoinformazione volta a sponsorizzare l’insediamento della centrale»

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Abruzzo. Convegno sulle energie alternative, Blundo: «chi ha pagato il buffet e i relatori?»





L’AQUILA. «Chi ha pagato quel convegno? Chi ha pagato il buffet? Quale era il reale obiettivo del sindaco?»
La senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo, chiede chiarimenti al primo cittadino Massimo Cialente sul convegno che si è tenuto due settimane fa all’Auditorium del Parco.
Il titolo era: ‘Energia senza petrolio. Un nuovo modello per lo sviluppo del territorio " e secondo la senatrice il contenuto sarebbe stato nient’altro che una «pseudoinformazione volte a sponsorizzare l’insediamento della centrale a biomasse» nella zona di Bazzano- Monticchio, nella immediata periferia cittadina.
Alla vigilia dell’evento Cialente aveva parlato di un evento fondamentale perchè «per poter scegliere, occorre essere informati ed è esattamente questa la ragione per la quale abbiamo promosso, come Amministrazione comunale, questa giornata di studio e di confronto».
Ma il Comune, fa notare l’esponente del Movimento 5 Stelle, si sarebbe attivato per questo incontro "informativo" «così fortemente rispondente agli interessi di una società privata, la Futuris aquilana e l'avvocato della stessa società ha coordinato e diretto gli interventi».
La Futuris è la società che ha proposto la centrale a biomasse da 4,996 MW e che, nell’idea di chi l’ha progettata (si parla di un investimento di 30 milioni di euro) utilizzerà biomasse solide provenienti dal territorio delle province abruzzesi.

Quasi cento gli addetti diretti impiegati e della filiera, secondo il piano dell’azienda. Ma il Consiglio Comunale ha già espresso contrarietà all'insediamento in questione e la Regione aveva approvato - in forza delle obiezioni tecniche fatte dai Comitati - una Legge per la moratoria su tutti gli interventi per energie alternative finalizzata all’adozione entro 180 giorni di uno specifico Piano regionale. Poi la moratoria è saltata. Fino ad oggi in Abruzzo sono state approvate ben 14 centrali per un fabbisogno di oltre 1.000.000 di tonnellate/anno, mentre altre 20 sono in istruttoria.
Sul caso della Futuris aquilana c’è anche un esposto, quello firmato dal Circolo per la valorizzazione delle terre pubbliche, depositato presso le Procure dei quattro capoluoghi di provincia, la Procura generale della Corte dei conti e lo ha indirizzato anche al sindaco dell’Aquila, tecnici e dirigenti di Comune, Provincia, Asl, Regione, Araen (Agenzia Regionale per l’Energia) e presidente di Regione.
Il tentativo è quello di bloccare o revocare le autorizzazioni rilasciate dai diversi organismi tecnici, locali e regionali mentre si aspetta pure il giudizio del Tar, chiamato ad esprimersi nel merito del ricorso presentato dalla onlus "I figli della terra".

«CIALENTE CI DICA LE VERE INTENZIONI»
«Vogliamo conoscere», insiste Blundo, «quali siano le reali motivazioni per cui il sindaco Cialente si è impegnato ad organizzare il convegno, quale sia stato il ruolo della Futuris e chi abbia pagato. Infine, alla luce delle stesse considerazioni scientifiche emerse durante la giornata, ci chiediamo se il sindaco abbia compreso che non c'è la disponibilità di biomassa necessaria come attestato anche da valutazioni del Corpo Forestale dello Stato. Senza il contestuale e imprescindibile recupero dell'80% dell'energia prodotta impossibile allo stato attuale, la centrale non risponde ai criteri necessari ed è impraticabile; la stessa centrale, ricadendo in zona alluvionale con tanto di locale interrato a - 5metri, è ad elevato rischio incidente».
Ma Blundo chiede al sindaco se, essendo un medico pneumologo, sia a conoscenza degli interventi effettuati e delle posizioni assunte dagli Ordini dei Medici inerenti situazioni di altre città italiane, «in cui la difesa della salute dei cittadini è stato elemento vincolante per bloccare la costruzione di tali tipologie di impianti a tutela di diritti garantiti dalla Costituzione nonché richiamati dallo stesso giuramento di Ippocrate».