IL FATTO

Abruzzo. Honda trascina Silvio Di Lorenzo in tribunale e chiede risarcimento danni

La società nipponica è uscita da Confindustria

Redazione Pdn

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Silvio Di Lorenzo

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ATESSA. La Honda Italia ha intentato una causa nei confronti del suo ex vice presidente, Silvio Di Lorenzo, «per una azione di risarcimento danni per delle forniture commissionate durante il periodo in cui era amministratore che riteniamo essere state per la nostra azienda fonte di consistenti danni».
La dirigenza dell'azienda di Atessa ha confermato all'Agi la notizia diffusa dal segretario della Uilm Chieti Pescara, Nicola Manzi, dopo l'incontro sindacale che si è tenuto questa mattina nello stabilimento in Val di Sangro. Dunque dopo lo tsunami della crisi e i ritardi delle forniture dall’Asia, arriva anche la mano della giustizia.
«Alle indiscrezioni circa vicende giudiziarie che riguarderebbero il loro ex amministratore», racconta Manzi, «la direzione aziendale Honda si e' cosi' espressa: ‘possiamo solo dire che la notizia in vostro possesso circa una causa nei confronti di Silvio Di Lorenzo e' vera, l'azione e' nei suoi confronti, per il periodo in cui era amministratore in Honda, e di altri soggetti, per forniture da lui commissionate, che si ritengono essere state per Honda fonte di consistenti danni».
Silvio Di Lorenzo e' stato vice presidente esecutivo della Honda Italia, l'unico stabilimento europeo della casa motoristica nipponica. Due anni fa ha lasciato l'azienda per andare in pensione. 

L’addio è arrivato a 30 anni dal suo ingresso nella societò, dove ha ricoperto incarichi di sempre maggiore responsabilità – da Manager degli Acquisti, a Direttore del Personale, fino a diventare Consigliere di Amministrazione e vice presidente Esecutivo già dal 2000.
Attualmente è presidente della Camera di Commercio di Chieti e consigliere della Banca d'Italia a L'Aquila. «La Honda - aggiunge Manzi nella nota - non ha fornito ulteriori dettagli sulla natura delle azioni e l'ammontare dei danni».
Sul fronte della produzione la direzione aziendale conferma l’arrivo di due nuovi motocicli nel marzo 2015 per i quali la regione Abruzzo ha stanziato 1,14 milioni di euro e altri due modelli per l’inizio del 2016, oltre a tutti gli investimenti e gli impegni occupazionali e produttivi assunti presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
«A fine riunione», annuncia il segretario Manzi, «con nostro rammarico, la Honda ha anche annunciato l’uscita da Confindustria, perché non si riconosce nelle recenti politiche dell’Associazione.
Alla proprietà della Honda Italia chiediamo di continuare a dare fiducia a tutti i dipendenti dello stabilimento di Atessa e del territorio, e ci auguriamo che abbia adottato azioni concrete anche a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie, che non possono pagare per eventuali comportamenti anomali del singolo».