OPERE E OMISSIONI

Filovia Pescara, Tar boccia i ricorsi di Wwf e residenti

«Il problema non ha suscitato quell’allarme diffuso avvertito dagli istanti»

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Filovia Pescara, Tar boccia i ricorsi di Wwf e residenti

 
PESCARA. Sono stati dichiarati entrambi inammissibili i due ricorsi riguardanti la filovia presentati al Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo, sezione staccata di Pescara, dal Wwf e da alcuni residenti.
Dunque nessuno rischio stop per i lavori ormai quasi conclusi. Resta al momento, dunque, solo l’incognita del comportamento dell’amministrazione comunale diretta da Marco Alessandrini che nei giorni scorsi ha evidenziato alcune perplessità sul progetto. Nel mirino dei ricorrenti la verifica di assoggettabilità a Via effettuata dalla Regione Abruzzo con il Comitato di coordinamento di valutazione di impatto ambientale. Nello specifico, secondo i ricorrenti lo screening andava fatto in sede di progetto preliminare e quindi prima dell'esecuzione dei lavori.
Secondo i giudici, «sul piano amministrativo la procedura appare essere ancora interlocutoria». Il Tar evidenzia inoltre che «le opere tutte progettate devono completare il loro iter procedimentale che indica, come passaggio, lo screening per la Via».
Il Tribunale sottolinea anche che «alla natura non conclusiva di tali atti, si unisce anche quella che è una palese carenza di interesse, non potendosi vantare, trattandosi di aspetti potenziali, alcuna attuale ed effettiva lesività, che, invero, non viene affatto indicata».
In merito al ricorso dei cittadini, i giudici evidenziano «come la fascia territoriale in questione interessa le città di Pescara e Montesilvano, per un lungo tratto kilometrico, con migliaia di abitanti, mentre il ricorso è stato azionato da 16 residenti, di cui 13 di Pescara e tre di Montesilvano, lasciando fuori gran parte degli abitanti delle due cittadinanze. Si può opinare - si legge nella sentenza - che vi sia una generalizzata indifferenza al problema, oppure che il fatto, in sé per sé, non ha suscitato quell'allarme diffuso avvertito dagli istanti».

TESTA E RUSSO FESTEGGIANO
Il primo commento arriva dal capogruppo di Ncd in Consiglio Comunale, Guerino Testa, che riese a sostenere che la sentenza confermi «la bonta' dell'iter finora seguito e dell'opera in quanto necessaria per snellire il traffico nell'area metropolitana. Il ricorso da parte di alcuni cittadini interessati non puo' ledere la stragrande maggioranza degli utenti che nella filovia avrebbero un mezzo di trasporto nuovo, veloce, alternativo all'auto privata e in grado di coprire un'ampia porzione di città».
Testa ricorda inoltre di essere stato sempre favorevole alla filovia «poiche' si tratta di un mezzo che andra' a decongestionare il traffico e a migliorare i collegamenti tra Pescara e Montesilvano».
Una grande vittoria anche per il presidente della Gtm, Michele Russo,  «per la giustizia amministrativa non c'e' un danno ambientale, e il Comitato Via potra' occuparsi della valutazione alla conclusione dell'opera per capire se le prescrizioni sono state eseguite. Emerge anche quanto sia inesistente l'allarme sociale su questo intervento. Il numero dei ricorrenti e' esiguo e, rispetto all'estensione dell'opera, tra Pescara e Montesilvano, rappresentano una scarsa minoranza che difende solo il proprio giardinetto sotto casa».

Guardando indietro Russo fa anche un rapido excursus di tutti i ricorsi presentati contro la filovia, «all'Autorità  di vigilanza dei contratti pubblici, alla Commissione europea, al Comitato Via e poi al Tar, oltre alle denunce penali (si attende ancora di sapere se si procedera' all'archiviazione). Fino ad ora nessuno si e' espresso in maniera ostativa, a parte alcune prescrizioni del Comitato Via».
 C'e' poi una valutazione politica su chi si e' sempre battuto contro l'intervento in corso.
«Il no alla filovia - conclude Russo - e' stato il cavallo di battaglia di tre persone, nell'ultima campagna elettorale, e cioe' Loredana Di Paola, Mario Sorgentone, e Maurizio Acerbo, ma nessuno di loro ha ottenuto un consenso significativo».

Testa e Russo, tuttavia, dimenticano quanto sia emerso, invece, dall’inchiesta penale, cioè una serie di dati e verità prima di allora taciute grazie alla inesistente trasparenza e la gestione autoritaria e senza concertazione dell'intero iter procedurale. Dalle carte della inchiesta e soprattutto dalle intercettazioni sono emerse pericolose commistioni tra enti pubblici e impresa, controlli poco attenti e -sebbene secondo la procura non vi sia spazio per sostenere una accusa di reati penali- non è emerso affatto con decisione e senza tema di smentita che l’operato degli enti coinvolti sia stato limpido e abbia perseguito il solo fine pubblico.

Tutte informazioni e atti pubblicati su PrimaDaNoi.it che non hanno fatto piacere a chi poi è stato indagato dalla procura e in più modi hanno cercato di bloccare il flusso di notizie anche con diffide o denunce per diffamazioni ancora in itinere.

DI PAOLA (WWF): «ORA REGIONE SOSPENDA LAVORI»
«Ora la Regione deve sospendere immediatamente i lavori. Esprimiamo soddisfazione per l'attesa sentenza del TAR».
 Lo scrive Loredana Di Paola (Wwf).
«Chiariamo che il ricorso (WWF e Carrozzine Determinate) è stato giudicato inammissibile sul profilo della lesività in quanto l'atto oggetto del ricorso non è un atto conclusivo. Dal provvedimento giudiziario si evince con chiarezza che le opere devono ancora completare il loro iter procedimentale ed è necessario lo Screening Via. Il provvedimento impugnato quindi è un mero atto procedimentale che non esaurisce le valutazioni che devono essere fatte dal Comitato regionale. È ovvio che se l'atto impugnato non ha natura definitiva difetta di lesività con conseguente inammissibilità del ricorso. Tuttavia trovano ragione tutte le osservazioni svolte dai ricorrenti. A questo punto risulta altrettanto evidente che i lavori attualmente in essere sono privi di un valido titolo difettando di Valutazione Ambientale e devono essere necessariamente sospesi».
«Nella sostanza la vicenda torna nelle mani della Regione Abruzzo e della sua nuova amministrazione che ha il compito di fermare i lavori (che sono proseguiti illegittimamente) e ultimare le Valutazioni Ambientali di competenza fornendo chiare risposte alle criticità da sempre rappresentate dalle associazioni e dai cittadini. Chiaramente se la Regione non interviene immediatamente saremo costretti a inoltrare un esposto alla Procura diretto all'ottenimento del blocco dei lavori», chiude il Wwf.

L’INCHIESTA PENALE

Intanto si aspetta di conoscere il destino dell’inchiesta penale sulla filovia davanti al gip chiamato a decidere se dare ragione al pm della procura di Pescara che chiede l’archiviazione della inchiesta penale oppure no.
Negli scorsi mesi le associazioni ambientaliste ed il Wwf hanno proposto opposizione alla richiesta di archiviazione dopo che il pm Valentina D’Agostino in 20 pagine aveva delineato un quadro tutt’altro che tranquillizzante.
Gli indagati sono in tutto 9: il dirigente della Regione Antonio Sorgi, il presidente della Gtm, Michele Russo, l'ex presidente della Gtm Donato Renzetti; l'ingegnere pescarese Angelo Bellafronte Taraborrelli, direttore dei lavori della filovia; Pierdomenico Fabiani, responsabile unico del procedimento, Lucio Zecchini, referente dell’Ati, Ghilardi Giuseppe, in qualità di AD dell’impresa capofila Balfour Beatty Rail, Maurizio Bottari amministratore delegato della Vossloh Kiepe s.r.l, l'ingegnere Daniela Di Giovanni.