CAOS POPOLARI

Chieti. La graduatoria della discordia: dipendenti comunali nelle case popolari?

Gli attacchi dell’opposizione e la difesa dell’assessore Marrocco

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Chieti. La graduatoria della discordia: dipendenti comunali nelle case popolari?

Dario Marrocco


CHIETI. Si fa rovente la contrapposizione politica al Comune di Chieti dopo la pubblicazione della nuova graduatoria per l’assegnazione delle case popolari, elaborata dal nuovo assessore Dario Marrocco, incaricato del settore dopo le vicende che hanno portato sotto inchiesta sull’ex assessore Ivo D’Agostino e dopo la relazione della commissione  interna che ha portato alla luce gravi irregolarità nella gestione del settore.
Ora è tutti contro tutti, con divisioni anche all’interno del centrodestra, con richieste multiple di accesso agli atti per verificare la regolarità di quest’ultima graduatoria e con la presentazione di ordini del giorno che chiedono di bocciarla in autotutela, mettendo sul banco degli accusati “politici” la giunta Di Primio e lo stesso assessore Dario Marrocco che da gennaio ha assunto la titolarità del settore.
Dunque l’emergenza abitativa rischia di diventare emergenza amministrativa, visto che su questo argomento il centrodestra sembra diviso e senza numeri sufficienti per difendere l’operato della giunta Di Primio. E ieri l’assessore Dario Marrocco ha provato a fare chiarezza sul suo operato e sulla nuova graduatoria, che secondo le critiche conterrebbe ancora gravi irregolarità: infatti risulterebbero  assegnatari nuclei familiari che non ne avrebbero diritto a scapito di chi invece vive un’emergenza ed un disagio abitativo non preso in considerazione dai punteggi.

DIPENDENTI COMUNALI NEGLI ALLOGGI POPOLARI?
Senza dire che alcuni alloggi risulterebbero occupati da dipendenti comunali senza titolo. Di qui gli ordini del giorno dei consiglieri comunali Bassan El Zohbi e Alessandro Giardinelli, fortemente critici contro l’assessore Marrocco, che chiedono l’annullamento in autotutela di questa graduatoria provvisoria per l’assegnazione degli alloggi di emergenza abitativa, il ripristino dei fondi per questa emergenza ed il ritorno della legalità per l’uso di queste abitazioni.
Secondo questi due consiglieri, non sarebbero stati rispettati i requisiti richiesti per l’assegnazione e non sarebbero state esaminate tutte le domande presentate.
«Per quanto mi consta - ha detto al riguardo Marrocco - le abitazioni in questione sono tre e per due di queste ho già denunciato l'occupazione abusiva al comandante della polizia municipale. Quanto al terzo alloggio ho dato disposizione sempre alla Pm di farmi avere una relazione: in ogni caso non mi risulta che ci siano occupazioni abusive da parte di dipendenti comunali».
 Quanto alla erogazione dei fondi per l'emergenza abitativa, secondo i due consiglieri di minoranza essi non vengono erogati da circa sei mesi alle famiglie in difficoltà e che pertanto rischiano lo sfratto.
L'assessore da replicato al riguardo sostenendo di aver sollecitato più volte l'ufficio competente all'erogazione delle somme che le famiglie utilizzano per integrare il canone di affitto e che l'attuale criterio di assegnazione dei fondi, ovvero la loro ripartizione in base all'ordine di presentazione delle domande, e fino all'esaurimento dei fondi, dovrà essere superato, avendo riguardo alle fasce sociali e di reddito più basse, di chi vive in condizioni di maggiore difficoltà economica e con situazioni familiari particolari come la presenza di portatori di handicap. Attualmente il Comune di Chieti stanzia circa 100.000 euro a fronte di richieste che arrivano a complessivi 350mila euro.

«LA POLITICA NON C’ENTRA. SE CI SONO ERRORI SI IMPUGNA»
Insomma ci sarebbe stata una valutazione un pò superficiale del disagio abitativo e delle condizioni socio sanitarie che sono i requisiti per accedere alla graduatoria. Rimanda al mittente le accuse l’assessore Marrocco, che ieri ha invece rivendicato il suo operato, sottolineando anche una contraddizione in chi lo accusa.
«Se il risultato di tutti questi mesi di inchieste e di polemiche è che tocca all’organo amministrativo, cioè ai dirigenti ed ai funzionari, stilare le graduatorie – spiega Marrocco – non si capisce perché si insiste a chiamare in causa la politica, cioè l’assessore o la Giunta per questa graduatoria. Se errori ci sono, basta impugnare la graduatoria entro 30 giorni e si controlla. Chiedere l’annullamento in autotutela significa infatti bloccare per mesi le case popolari».
 Dunque tanto rumore per nulla?
«Sia chiaro: io difendo i miei funzionari e tutto il settore che in questi cinque mesi ha lavorato intensamente per riportare la legalità in questi uffici – lo dico da assessore e da avvocato, aggiunge Marrocco - il mio ed il nostro operato è stato sempre quello della massima trasparenza e dei criteri predeterminati per l’assegnazione degli alloggi. Ho realizzato una rotazione del personale e non accetto che si pensi al dolo o alla colpa a carico di chi ha lavorato ala luce del sole. Ci sono errori? Si possono modificare. Il bando è aperto ed il Consiglio comunale può accorciare i tempi per ripresentare le domande anche ogni mese, se è questo che si vuole, cioè la ripresa rapida di queste assegnazioni. Il resto è vuota polemica politica, molto strumentale».

Sebastiano Calella