LA PROTESTA

Thales Alenia Space Italia, a rischio 350 posti. Anche a L’Aquila cresce la paura

Sit in a Roma, c’è anche Cialente

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Thales Alenia

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ROMA. Sit-in dei lavoratori dell'azienda Thales Alenia Space Italia, impegnata nel settore spaziale, a piazza Santi Apostoli a Roma contro il rischio di cassa integrazione per 350 dipendenti.
A scendere il piazza delegazioni dalle sedi di varie città italiane e anche il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente. In particolare lo stabilimento dell'Aquila è nuovissimo, è stato ricostruito dopo il terremoto, inaugurato circa 7 mesi fa doveva essere uno dei fiori all’occhiello del post sisma, «il simbolo della rinascita industriale» era stato annunciato il giorno della presentazione. Vi lavorano oltre 300 tra ingegneri e tecnici specializzati e l’’investimento è stato pari a 42 milioni di euro.
Si tratta dell'azienda leader del settore spaziale in Italia, costruisce satelliti di ogni genere, offrendo soluzioni tecnologiche dal traffico aereo, alla navigazione alla sorveglianza, alle telecomunicazioni. Ha sedi e stabilimenti in varie città: Roma, Torino, L'Aquila e Milano e ora i lavoratori di tutta Italia sono in allarme.
A metà maggio il ministero ha annunciato che sono finiti i soldi per il programma Cosmo Sky-Med, la costellazione di satelliti per l'osservazione della Terra finanziata per due terzi dall'Asi e per un terzo dal dicastero della Difesa. Era previsto il lancio del prossimo satellite nel 2016 ma il percorso ad oggi appare tutto in salita.
Non riuscire a portare in orbita i prossimi satelliti significherebbe, in particolare, non riuscire più a garantire le applicazioni utilizzate dalle istituzioni e proposte sul mercato mondiale dalla società e-Geos, la società costituita dalla Telespazio e dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Insieme al lanciatore Vega, il programma Cosmo-SkyMed era tra le grandi sfide dei prossimi mesi per lo spazio italiano.

L'azienda, del gruppo Finmeccanica,  ha 7.500 dipendenti in Francia, Italia, Spagna, Belgio, Germania e Stati Uniti, e ha registrato un fatturato complessivo di 2,1 miliardi di euro nel 2011. 

«Dal 14 luglio 350 dipendenti rischiano la cassa integrazione ordinaria per 13 settimane a causa di una riduzione delle commesse - spiega Teresa Boccuti, delegata sindacale Fiom e dipendente della società da oltre 30 anni - Si tratta di ingegneri, matematici e fisici. Il settore spaziale e strategico per il nostro Paese, per questo chiediamo attenzione e interventi da parte delle istituzioni».
I lavoratori chiedono un Piano industriale a lungo termine per il settore.
Al sit in c’era anche la senatrice Stefania Pezzopane: «credo che il governo, e noi dal Parlamento, dobbiamo fare tutto quanto in nostro potere per sostenere questa importante realtà produttiva del nostro Paese. L'attuale riduzione delle commesse che comporta il rischio di cassa integrazione per 13 settimane - continua la senatrice Pezzopane - è dovuta anche ad una perdita di finanziamenti pubblici provenienti da fondi europei. E' necessario un tavolo di coordinamento di tutti i ministeri competenti, tra cui i ministeri del Lavoro, della Ricerca, delle Attività Produttive e della Difesa, per riaprire prospettive ad un'azienda sana. Su questa vicenda ho già presentato, insieme con altri senatori, un'interrogazione parlamentare sulla quale - conclude Pezzopane - chiedo al governo una sollecita risposta».

Anche il Movimento Cinque Stelle di L'Aquila è solidale con i lavoratori del territorio abruzzese: «in un settore altamente strategico ed innovativo quale l'industria spaziale, non è permissibile che si perda il know-how e le professionalità che nel corso di questi anni si sono acquisite, ne tanto meno che i nostri professionisti siano costretti ad emigrare all'estero per poter lavorare».