SANITA'

Abruzzo. Asl di Chieti, via 4 primari per adeguarsi al diktat di Roma

Cambiano anche Clinica urologica e Servizio di cardiologia

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Abruzzo. Asl di Chieti, via 4 primari per adeguarsi al diktat di Roma




CHIETI. «La Asl Lanciano Vasto Chieti rinuncia a tre Uoc (unità operative complesse) per aiutare la sanità abruzzese a uscire dal commissariamento».
 A sorpresa il manager Francesco Zavattaro veste i panni dell’altruismo ed offre per la prima volta alla Regione la sua disponibilità ad adeguarsi alle indicazioni del Tavolo romano di monitoraggio.
In realtà le Uoc che chiudono sono quattro in tutto e non tre, come annunciato: «due ospedaliere e due territoriali, poiché i parametri ministeriali attribuiscono alla Asl Lanciano Vasto Chieti 61 strutture complesse ospedaliere e 42 non ospedaliere (a fronte della dotazione attuale che ne prevede 63 ospedaliere e 44 non ospedaliere) nonché 136 semplici».
 Viene pertanto cancellata l’unità complessa di Geriatria territoriale (rimasta scoperta dopo la rinuncia del direttore incaricato), mentre una trasformazione toccherà la Clinica Urologica e il Servizio di Cardiologia, entrambi di Chieti, che diventeranno rispettivamente “Programma di chirurgia andrologica e identità di genere” e “Programma di cardiopatia ischemica cronica”.
Diventano inoltre “a termine” due strutture complesse non ospedaliere, incardinate del Dipartimento Prevenzione: “Randagismo, igiene urbana e tutela degli animali d’affezione” e “Acque marine, mitilicoltura e controllo ufficiale nella produzione primaria e vendita diretta dei prodotti di origine animale”, che saranno soppresse alla scadenza degli incarichi degli attuali direttori (entro il 2014) come, d’altra parte, accadrà a “Oculistica del territorio” ed “Endocrinologia territoriale”.
Ma non ci sono solo chiusure: «il nuovo provvedimento infatti istituisce un’unità operativa semplice a valenza dipartimentale (Uosd) di Medicina perioperatoria e day surgery a Vasto. Nell’ambito del Dipartimento chirurgico sarà prevista un’ulteriore unità semplice con sede nell’Ospedale di Chieti. Nel Dipartimento medico sarà inserito anche un Programma di assistenza integrata e innovazioni tecnologiche in diabetologia. Viene infine eliminata la Uosd di Fisiopatologia vascolare chirurgica a Chieti a seguito del pensionamento del responsabile. Le scelte sono state compiute secondo una logica di equilibrio, evitando di incidere su strutture e aree geografiche che erano state oggetto di riorganizzazione in precedenza».

IL MANAGER CORREGGE VECCHI ERRORI E LI PRESENTA COME “RINUNCIA”
Dopo anni di polemiche per le sue scelte non sempre condivise dagli operatori della sanità (su tutti l’Intersindacale sanitaria e l’Anpo che associa i primari ospedalieri), dai sindaci ed anche dai sub commissari Giovanna Baraldi e Giuseppe Zuccatelli, il manager cambia pelle e passa dalle sue resistenze ad applicare le direttive del tavolo romano di monitoraggio al ruolo di salvatore della sanità abruzzese. Perché quella che Zavattaro definisce «una limatura necessaria, già ben nota alla Asl che ne aveva solo diluito i tempi» è stata chiesta in modo imperativo dall’ultima riunione romana con Chiodi.
«Se volete uscire dal commissariamento, dovete tagliare le Uoc (unità operative complesse), adeguare i Lea (livelli essenziali di assistenza), definire i punti nascita e gli Hospice», insomma tutte quelle prescrizioni da tempo segnalate e mai realizzate per indisciplina. Altro che “rimodulazione” per concorrere alla fine del Commissariamento…. In realtà oggi il manager sta solo correggendo i suoi vecchi errori del passato, quando non ha voluto sentire ragioni ed accettare i suggerimenti dei sindacati e dell’Anpo, oltre che del Comitato dei sindaci. Ad esempio: non mettere insieme radiologia e radioterapia, perché sarebbe stato più logico collegare oncologia e radioterapia, come ancora più logico era non istituire il reparto di oncologia con posti letto, ma solo come ambulatorio territoriale visto che di tumori ce ne sono molti e non sono di un solo reparto.
Niente da fare. Prevalsero altre logiche, come adesso quando si decide di incidere sulla clinica Urologica di Chieti e non sull’analogo reparto di Vasto, oppure quando - nonostante le ripetute critiche per l’affollamento – si istituisce un’altra unità semplice di Chirurgia a Chieti. Insomma proprio questo metodo di decidere in totale autonomia e senza il coinvolgimento del territorio e dei suoi rappresentanti spiega la necessità che il Commissariamento finisca al più presto. Come forse spera anche il nuovo assessore che ha ricordato ai manager che c’è tempo fino al 4 luglio per inviare a Roma “i compiti fatti a casa” in vista del Tavolo di monitoraggio del 31 luglio prossimo.


Sebastiano Calella