L'INCHIESTA

Casalesi nella ricostruzione aquilana, in 4 non rispondono a Gip

«Non conosciamo le accuse, ne sanno di più i giornalisti»

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Casalesi nella ricostruzione aquilana, in 4 non rispondono a Gip




L'AQUILA. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere - per l'impossibilità di esaminare la documentazione e quindi allestire una strategia difensiva - nell'interrogatorio davanti al Gip Giuseppe Grieco, quattro dei sette imprenditori arrestati nell'ambito dell'inchiesta "Dirty job".
L’indagine è coordinata dalla direzione distrettuale Antimafia dell'Abruzzo, incentrata sull'accusa di contiguità al clan dei Casalesi per massimizzare i profitti nei milionari appalti della cosiddetta ricostruzione privata post sisma.
Ieri davanti al gip sono sfilati Michele Bianchini, Alfonso Di Tella, e i figli Cipiano e Domenico.
«Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere - ha detto l'avvocato Massimo Carosi, legale della famiglia Di Tella -. Le copie degli atti necessarie per conoscere i fatti e disegnare una strategia potrebbero essere pronte nella prossima settimana inoltrata, visto che cominceranno a fare le copie lunedì».
«Sappiamo meno cose di quante ne sappiate voi giornalisti - ha continuato Carosi - non ho nessuna idea, le contestazioni sono gravi, consistenti e inaudite, ma sono tutte da verificare, in particolare i riscontri oggettivi del collegamento organico con i Casalesi».
Carosi ha reso noto di aver presentato al Gip un'istanza di scarcerazione e, in subordine, di affievolimento della custodia cautelare in carcere per i suoi assistiti. I tre componenti del gruppo Di Tella, trapiantati all'Aquila da anni, sono centrali nell'inchiesta: infatti, secondo quanto emerge dall'ordinanza del Gip Giuseppe Romano Gargarella, accordano il 30% del finanziamento totale per gli appalti privati, presi con affidamento diretto dagli imprenditori aquilani Elio Gizzi e i fratelli Dino e Marino Serpetti, per poi recuperare parte della somma facendosi restituire in molti casi il 50% dello stipendio dalle maestranze trasferite all'Aquila dal casertano.
Per Gizzi e i fratelli Serpetti, ai domiciliari, gli interrogatori davanti al Gip dovrebbero svolgersi tra martedì e mercoledì prossimi: sono accusati, tra l'altro, di aver subappaltato, di fatto totalmente, i lavori per la ristrutturazione di case private danneggiate dal terremoto del 6 aprile 2009, pur mantenendo la titolarità dell'appalto per bypassare il divieto di cedere la commessa.
Intanto le indagini vanno avanti e le Fiamme Gialle hanno ispezionato anche altri cantieri per verificare se il sistema sia in realtà ben più esteso di quanto si pensi.